‘Ndrangheta, DIA: Liguria sorvegliata speciale

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Sul fronte criminalità organizzata, la Liguria è “sorvegliata speciale”. Lo ha ribadito oggi il colonnello Sandro Sandulli, capo della Direzione investigativa antimafia di Genova, commentando i dati liguri emersi dalla relazione semestrale. "Come aveva già detto la Commissione parlamentare antimafia che aveva indicato la Liguria come una sesta provincia calabrese, altrettanta attenzione l’ ha rivolta il procuratore nazionale antimafia individuando nella Liguria, e in particolare nei porti, delle aree sensibili in relazione alle quali la ‘ndrangheta ha spostato le zone di sbarco dello stupefacente proveniente dal Centro America” ha detto Sandulli. Nella relazione viene confermata l’ esistenza di una macroarea criminale, denominata Liguria, che estende le sue propaggini anche in basso Piemonte e che opera attraverso almeno quattro locali dotate di autogoverno, dislocate a Genova, Ventimiglia, Lavagna, e Sarzana.

Proprio il porto di Genova è sotto la lente d’ ingrandimento quale alternativa allo scalo di Gioia Tauro: “Ci sono stati dei dati oggettivi, dei sequestri in porto a Genova che hanno coinvolto anche dei lavoratori dello scalo nel far uscire lo stupefacente dai container e nello spostamento all’ esterno. Non a caso – ha spiegato Sandulli – il fatto che in due occasioni siano stati arrestati due latitanti calabresi della ‘ndrangheta, della cosca Bellocco, significa che evidentemente l’ organizzazione riteneva l’ operazione importante, tanto da ritenere indispensabile far presenziare al momento dello sbarco un latitante”.

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