Migranti e caso Aquarius, Ioculano: “No lezioni da Francia”

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"Non condivido la posizione del Governo su #Aquarius, anzi, ma non si accettano lezioni di morale dalla Francia perché noi al confine c’eravamo e abbiamo visto". Lo ha scritto su Facebook il sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano, in prima fila a gestire migliaia di arrivi dall’inizio del suo mandato – nel 2014 – e a stretto contatto con quel confine presidiato dalla gendarmerie francese. Contattato dall’AGI, nei giorni in cui si consuma il braccio di ferro tra Roma e Parigi, il primo cittadino di frontiera ricorda: "Nel corso di questi anni ci siamo fatti carico di un considerevole numero di migranti senza un supporto, se non a parole, in alcuni momenti più critici. Noi lo abbiamo visto, lo vediamo tutti i giorni qual è l’approccio: che non ci vengano a parlare di cinismo". Oggi a Ventimiglia la situazione rispetto alle fasi critiche (estati 2015 e 2016, ndr) è migliorata: "Il lavoro che ha fatto l’ex ministro Minniti ha portato a positive conseguenze per quanto riguarda la nostra gestione dell’accoglienza sul campo – ha detto Ioculano – I rapporti con la Francia sono i medesimi, sebbene quello di Ventimiglia resti un confine permeabile, al di là delle prove "muscolari" che si danno ogni tanto. Ricordo che negli anni scorsi emergenza voleva dire parchi per 10, 13mila persone in circa 48 ore, oggi si parla di 600 persone". Sulle recenti decisioni del Viminale, il sindaco non espirme giudizi, ma afferma: "Bisogna che si abbia coscienza dei rapporti con i Paesi del nord Africa: se saltano quelli, altro che chiudere i porti a 600 persone…".

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