Ponte Genova, Cozzi a parenti vittime: “Massimo impegno per giustizia”

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"Sarò soprattutto vicino ai parenti delle vittime. A loro prometto il massimo impegno per arrivare alla verità e rendere loro giustizia". Lo ha detto il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, in merito all’inchiesta sul crollo di ponte Morandi. Cozzi sarà al fianco dei familiari delle 43 persone che hanno perso la vita il 14 agosto scorso durante la messa di Natale che il cardinale Angelo Bagnasco celebrerà nella chiesa di Certosa. "Spero che nel 2019 siano completati gli accertamenti non solo sulle condizioni del ponte, ma che siano accertate le cause del crollo e che siano messi più a fuoco eventuali profili di responsabilità penale" ha aggiunto il capo dei pm di Genova.

A far crollare il ponte Morandi potrebbero essere state "piu’ concause". Lo ha detto il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi, incontrando la stampa per fare un punto sulle indagini relative al disastro del 14 agosto scorso. "Il ponte poteva stare bene, male o malissimo e potrebbe essere che una causa, o piu’ cause, lo abbiamo fatto cadere prima del tempo" ha spiegato Cozzi. A chiarire le cause del crollo sara’ il secondo incidente probatorio che, a detta del procuratore capo di Genova, "non si esclude possa essere chiesto anche prima della fine di quello in corso"

"Prima di febbraio la parte est non si puo’ toccare". Lo ha detto il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi parlando della demolizione e ricostruzione del viadotto Morandi, crollato il 14 agosto scorso. "Interesse comune di procura e amministrazione – ha ribadito Cozzi – e’ portare giustizia e ridare a tutta la citta’ e alla comunita’ quello che c’era prima e anche meglio". "Per capire i tempi, occorrera’ che i periti del gip incontrino le imprese che si occupano di demolizione. Non si potra’ demolire contemporaneamente le due parti perche’ si bloccherebbe di nuovo tutto" ha detto Cozzi. "A febbraio speriamo ci sia un accordo sulle esigenze. L’idea e’ quella di rinforzare le pile 10 e 11 prima delle demolizioni delle case – ha ricordato il procuratore – i periti cosi’ potrebbero anche salire sui tronconi, si potrebbero fare ispezioni e carotaggi. Comunque se ci sara’ da cambiare le modalita’ di demolizione, le cambieremo anche perche’ non possiamo stare a guardare gli stralli per l’eternita’".

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