«Il mare d’ inverno, è solo un film in bianco e nero visto alla TV / E verso l’ interno qualche nuvola dal cielo che si butta giù / Sabbia bagnata una lettera che il vento sta portando via / Punti invisibili rincorsi dai cani, stanche parabole di vecchi gabbiani / e io, che rimango qui solo, a cercare un caffè».
Con queste parole inizia “Il Mare d’ inverno”, canzone scritta da Enrico Ruggeri, prodotta da Ivano Fossati, ma portata al successo da Loredana Bertè nel 1983. Un anno dopo il grande successo della versione della Bertè, Ruggeri si riappropriò della canzone e la inserì nel suo album “Presente“, del 1984, in una versione diversa, più intensa e meno “pop” rispetto a quella ideata da Fossati per la voce grintosa della Bertè.
Come raccontato da Ruggeri, il mare d’ inverno è sicuramente suggestivo e non può lasciare indifferenti. Chi vive in una località costiera conosce bene il mare scuro che si perde all’ orizzonte, il vento di tramontana che spinge neri nuvoloni nel cielo, la spiaggia deserta con solo qualche traccia delle strutture balneari, un fascino che non può non colpire l’ immaginazione di chi ha una certa sensibilità.
E così è per il giovane Enrico Ruggeri, che fra il 1971 e il 1978 trascorre con la madre e le zie le sue estati da adolescente a Marotta, una piccola località tra Fano e Senigallia, all’ Hotel Ambassador, situato proprio di fronte al mare.
Dopo molti anni Ruggeri venne ricontattato da Flora, una ragazza che frequentava ai tempi del liceo, e le diede appuntamento, ma la ragazza, non si presentò.
Enrico, deluso, tornò a casa e scrisse due canzoni: “Nuovo Swing” e “Il mare d’ inverno
Una curiosità finale: il 12 agosto 2015 il comune di Marotta ha conferito a Enrico Ruggeri la cittadinanza onoraria, visto che è stata proprio la cittadina marchigiana a inspirare al cantautore quella che resta una delle sue canzoni più belle.

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