Carige, Uilca: “A Commissari chiederemo chiarezza e rapidità”

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"Chiederemo chiarezza in merito alle possibili soluzioni che verranno adottate per superare questa fase e che queste soluzioni vengano prese in fretta". Così Mauro Corte, coordinatore nazionale Uilca Carige, in merito all’incontro in programma martedì 8 gennaio tra sindacati e Commissari, dopo la decisione della Bce di porre l’istituto di credito genovese in amministrazione straordinaria. "Le soluzioni – spiega Corte – possono essere o un aumento di capitale, da non escludersi vista l’apertura di ieri sera del socio di maggioranza Malacalza Investimenti, o che il fondo di garanzia formato dalle 90 banche converta il bond che è stato emesso come prestito obbligazionario, quindi diventi il maggior azionista: da lì poi si decide il futuro della banca verso un’aggregazione". Negli ultimi 4 anni si sono succeduti per Carige 3 Amministratori Delegati, sono stati presentati 4 piani industriali e sottoscritti 3 aumenti di capitale: la tensione e le preoccupazioni tra i lavoratori, oltre che tra i risparmiatori, sono alte: "Il sindacato è pronto a mettere in campo tutte le opzioni possibili, anche a scendere in piazza qualora servisse a salvare l’istituto – dice Corte – Ma è ancora prematuro dirlo: vedremo cosa emergerà dall’incontro di martedì". Quel che il coordinatore nazionale Uilca Carige auspica, è che "il commissariamento imposto dalla Bce, in continuità con la governance della banca, sia propedeutico al rilancio di Carige, sia dal punto di vista patrimoniale, sia per la salvaguardia di tutti i dipendenti, ma anche dei risparmiatori e degli stakeholder del territorio". Sui rischi per i risparmiatori, Corte ridimensiona le preoccupazioni: "In questa fase di commissariamento i risparmiatori rischiano praticamente nulla, perché la banca è in sicurezza – spiega riferendosi al paragone tra la banca genovese e il caso delle banche venete – Carige, è a posto: ha ottenuto i 320 mln di prestito dal Fondo di garanzia. Per le banche venete si era invece creato un caso di insolvenza e sono entrate nel cosìddetto bail in".

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