“No al decreto sicurezza”, presidio in piazza De Ferrari

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Moltissime persone, circa 200 secondo le prime stime della polizia locale, hanno aderito al presidio partito alle 18 in piazza De Ferrari, organizzato dall’associazione politica "Genova che osa" insieme ad una ventina di altre realtà territoriali per dire no al Decreto Sicurezza e alle politiche sull’immigrazione decise dal governo Lega-M5S. Tra la fontana simbolo della piazza, ad un passo dalla sede di Regione Liguria e di fronte a Palazzo Ducale, hanno sventolato le bandiere di Anpi, Arci, Libera, Cgil. Presenti esponenti locali del Pd e di Sinistra italiana, ma anche tantissimi semplici cittadini, giovani e meno giovani, per dire no a provvedimenti che "non risolvono i problemi e ci rendono disumani" dicono gli esponenti della Cgil. L’iniziativa vuole anche lanciare un messaggio al sindaco Marco Bucci, "che ha deciso, a differenza di altri sindaci, di schierarsi a favore del decreto Salvini, una scelta – dicono gli organizzatori della protesta – che contrasta con la storia e l’ anima della nostra città”. Tra gli interventi, anche quello del sindaco di Sestri Levante Valentina Ghio: "Riportare in clandestinità persone che avevano iniziato un percorso di integrazione non è sicurezza". Per prendere parte alla manifestazione un locale del centro storico, la trattoria sociale di vico Mele, ha chiuso la saracinesca. Il locale, aperto nel 2017 in una delle zone a più alto rischio degrado dei vicoli di Genova, è noto per i prezzi accessibili e per aver assunto personale con un passato "difficile", da disoccupati non più giovanissimi a immigrati.

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