Ponte, giù l’impalcato; la perizia svizzera: “Tiranti degradati”

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E’ partita intorno alle 8.30, stamani, la posa a terra della trave tampone del ponte Morandi, situata a circa 43 metri di altezza. Alle 14 il segmento, che viene calato a una velocità di 5 metri all’ ora, è giunto a metà del percorso. L’ operazione, molto complessa e delicata, procede secondo le previsioni dei tecnici che esprimono grande soddisfazione per l’ andamento dei lavori. Le ditte Omini e Fagioli, che gestiscono la demolizione del Morandi, hanno sistemato una bandiera di Genova sulla struttura tagliata prima di farla scendere verso terra. Il passo successivo sarà la demolizione della pila 8, mentre le gemelle del troncone ovest saranno smontate a pezzi, anche per il timore di danneggiare strutture e tubazioni.

"Tutti i trefoli e i fili del reperto 132 mostrano segni di corrosione di diversi gradi. Diversi trefoli mostrano una perdita totale della sezione trasversale dovuta alla corrosione nella zona terminale. Ciò indica un processo di degrado in atto da molto tempo". E’ uno dei passaggi della relazione sull’analisi dei reperti del ponte fatta dal laboratorio svizzero su richiesta della procura di Genova. La relazione è stata messa a disposizione delle parti durante l’udienza dell’incidente probatorio, che si è svolto stamani, ma la traduzione dovrà essere rifatta con un consulente nominato dal gip. Il rinvio è stato fissato al 15 febbraio. L’ udienza successiva è prevista per l’ 8 aprile, per verificare lo stato del cronoprogamma delle demolizioni.