La Gronda slitta di un anno, Rixi “La priorità adesso è il Ponte”

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La Gronda, l’infrastruttura tanto attesa a Genova slitta di un anno, il viceministro Rixi: "La priorità adesso è il Ponte, non possiamo bloccare il porto".

Per via della ricostruzione del ponte Morandi la realizzazione della Gronda è passata in secondo piano ma, almeno per la parte leghista del governo, rimane sempre uno degli obiettivi da raggiungere, appena terminati i lavori sul viadotto della Valpolcevera, percorribile secondo il cronoprogramma dall’ aprile del 2020.
Rimangono comunque molte le incognite, la valutazione costi-benefici del governo, la ricerca dei finanziamenti, il destino della concessione ad Autostrade per l’ Italia, lo smaltimento dello “smarino”. Queste sono le ragioni per cui è necessaria una pausa di un anno.

«Avete presente che cosa significherebbe questo? Dovremmo aggiungere a una viabilità già fortemente compromessa migliaia di mezzi pesanti ogni giorno – spiega il viceministro – Senza contare la quantità di detriti che dovremmo smaltire in aggiunta al milione e mezzo di tonnellate di detriti che arriveranno dalla demolizione del Morandi. Ci vogliono delle priorità e ora la nostra è il viadotto. Il giorno dopo che il ponte sarà nuovamente percorribile, affronteremo la realizzazione della Gronda e non perderemo un solo giorno».

L’affermazione del viceministro scatena però immediatamente le contestazioni del Pd.
«Dopo averci fatto perdere mesi con l’ analisi costi benefici, adesso il viceministro Rixi se ne inventa un’ altra per bloccare la Gronda – dice il capogruppo Pd in Regione Giovanni Lunardon – Ma come sa, o dovrebbe sapere, le cose non stanno così. Prima che il cantiere vero e proprio della Gronda inizi bisogna avviare le opere propedeutiche, che secondo il programma del precedente Governo sarebbero dovute partire l’ autunno scorso. Ma il ministro Toninelli, di cui Rixi è vice, le ha bloccate. Queste opere non interferiscono minimamente con la viabilità ordinaria e il loro sviluppo dura circa un anno. Quindi, secondo i pronostici di Bucci, terminerebbero giusto in tempo per la fine dei lavori del nuovo ponte. Probabilmente il viceministro leghista sta cercando maldestramente di mascherare la confusione che regna sovrana nel suo dicastero e all’ interno del Governo gialloverde in tema di infrastrutture»

Mentre nel caso del Terzo Valico i cantieri non si sono mai fermati, con l’obiettivo di avere per la fine del 2022 i primi treni in servizio, per la Gronda il ragionamento è differente, visto che fin’ora nessun cantiere è stato aperto, nonostante l’opera abbia già ottenuto tutte le autorizzazioni italiane ed europee necessarie per partire.

«Farla slittare di un anno non significa cancellarla – chiarisce il concetto Rixi – Non c’è la volontà politica di fermarla, tutt’ altro. Quando avremo la certezza che il viadotto sarà completato allora il giorno dopo partiremo sulla Gronda. Nel frattempo ci sono tanti altri dossier aperti e non vogliamo chiuderne nessuno».