Alluvione 2011, Cassazione: “Fallì la prevenzione”

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L’esondazione del Rio Fereggiano era un "evento inevitabile", ma le "conseguenze" che si verificarono "erano evitabili". Lo scrive la Cassazione nella sentenza di 230 pagine, depositata oggi, con la quale spiega perché, il 12 aprile scorso, confermò la
responsabilità di 6 imputati – tra cui l’ex sindaco Marta Vincenzi – per disastro e omicidio colposi in relazione all’alluvione che si
verificò a Genova il 4 novembre 2011 e che causò la morte di 6 persone, tra cui 2 bambine. "L’evento, che cioè il Rio
Fereggiano, come altri corsi d’acqua genovesi, il 4 novembre 2011 potesse esondare, non solo era prevedibile, ma era stato in concreto previsto – si legge nella sentenza – se è vero, e lo è, che l’Arpal aveva diramato un bollettino di Allerta 2, il più
alto dell’epoca, ben 2 giorni prima". La Suprema Corte – che ha disposto un processo d’appello bis soltanto per rideterminare le pene (al ribasso quella della sindaca, condannata in appello a 5 anni ma assolta in Cassazione da due accuse di falso) – rileva quindi che "è stata la fase della prevenzione che ha fallito".

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