"Forse le cose che ho cercato di dire oggi non porteranno consenso. I sondaggisti mi hanno sconsigliato di parlare del tema dell'immigrazione. Non mi interessa. Non rinuncerò mai a dire una cosa giusta per un sondaggio". Lo ha affermato il segretario, in carica e candidato, del Pd, Dario Franceschini, a Genova per uno dei suoi dieci discorsi dedicati ai "nuovi italiani". Non rinuncia a dire una cosa giusta Franceschini, ma rinuncia a parlare con i giornalisti che avrebbero voluto fargli alcune domande, sulla sua candidatura, su Genova come città-laboratorio sul tema della multiculturalità, ma perchè no, anche sui parlamentari assenti in aula durante la votazione sullo scudo fiscale, sulle polemiche che hanno accompagnato il voto nelle sezioni della liguria (con la sua mozione, uscita nettamente sconfitta). O anche sulla posizione ancora opaca del partito democratico su temi come laicità, e diritti delle coppie omossessuali. Sarebbe stato interessante parlarne a Genova, città del gay pride. Ma così non è stato. Franceschini non parla, hanno ripetuto dall'ufficio stampa del Pd. Peccato. |