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| Gronda, Burlando non firma |
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Terzo Valico e Gronda, il giorno della firma col Governo ma manca ancora l’intesa con la Regione Liguria. Niente firma – almeno per ora – da parte del governatore Claudio Burlando, che chiede tempi certi per la realizzazione del tunnel della Valfontabuona. Sull’iter burocratico del progetto, le rassicurazioni del ministro delle infrastrutture Altero Matteoli. "In poche settimane, ben prima delle elezioni, arriverà il documento che sbloccherà tutto - ha detto il ministro - di certo quest'opera non esclude l'altra. La Liguria deve stare tranquilla. Altrimenti poi sai quante telefonate mi fa l'amico Scajola...". Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria, non ha firmato per ora l’intesa col governo, in attesa che si sblocchi il progetto per il tunnel della Valfontanabuona: "Il vincolo ricevuto da consiglio regionale e giunta mi impediscono di apporre la firma su questo protocollo, che aggiungerò, quando anche l'altro, quello sulla Val Fontanabuona sarà firmato", ha detto Burlando. Il governatore ligure non ha firmato perché non è stato incluso il protocollo d'intesa per la progettazione e la realizzazione del tunnel al servizio della Val Fontanabuona, nel levante genovese, che era stato richiesto anche in una lettera congiunta di Comune, Provincia e Regione. Il ministro delle infrastrutture e trasporti Altero Matteoli ha specificato che il protocollo per il tunnel della Val Fontanabuona non ha completato ancora il suo inter e che appena l'iter sarà completato sarà "felice di tornare qui per firmare". "C'é l'accordo sostanzialmente anche per l'altro progetto, c'é solo da completare alcuni atti. Finché non sarà completato - ha aggiunto - non si potrà firmare perché non è finito l'iter". Riferendosi alla posizione di Burlando il ministro ha sottolineato che non si tratta di una rottura e anche per l'altro protocollo di intesa è una questione di poche settimane. Matteoli ha inoltre sottolineato come si sia arrivati alla firma del protocollo di stamani grazie ad un "corretto rapporto istituzionale, che c'é sempre stato. Se si prosegue con questa correttezza - ha concluso Matteoli - si andrà a firmare presto anche l'altro progetto".
LA PROTESTA ANTI TAV E ANTI GRONDA
"Mafiosi, collusi, bastardi": sono le urla che decine di ambientalisti e appartenenti ai comitati hanno urlato alle autorità e al ministro delle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli, a Genova per la firma del protocollo d'intesa per la costruzione della Gronda, il nuovo raccordo autostradale del ponente genovese. La protesta è iniziata con presidi in via Degola, all'angolo con largo Jursé, dove verrà firmato il protocollo. Molte bandiere dicono 'No Gronda' e 'No Tav', uno striscione 'Gronda? Sangue'. C'é stata una breve collutazione tra forze dell'ordine e un centinaio di manifestanti che bloccavano il passaggio delle auto in largo Jursé. Poi polizia e carabinieri hanno aperto un varco e fatto passare l'auto con il presidente dell'Autorità portuale Luigi Merlo. Nei volantini distribuiti ad automobilisti e passanti si contestano il Terzo Valico e la Gronda, si fa presente che il traffico container è scemato e si chiede l'ammodernamento della linea ferroviaria Voltri-Ovada. "Noi siamo a favore dell'inizio dei lavori per l'uso metropolitano per la ferrovia a Ponente - ha spiegato Antonio Bruno consigliere comunale di Rifondazione-Sinistra europea - tutto il resto è propaganda perché oggi s'illustrano solo i lavori del Terzo valico del quale mancano i progetti esecutivi". Passate le autorità, i manifestanti hanno gridato "fascisti carogne tornate nelle fogne". |
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