06 febbraio 2017 - ore 11:00 Bookmark and Share

Lorenzo Coveri è professore ordinario di "Linguistica italiana" presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell' Università degli Studi di Genova.
Grazie al suo contributo scopriremo quali sono i testi migliori (e i peggiori!) di questa edizione del Festival.

I cantanti in gara al Festival di Sanremo:

1.       Al Bano, Di rose e di spine (Fabrizio-Carrisi-Astarita-Fabrizio)

Per il veterano del Festival (la prima partecipazione di Al Bano risale addirittura al 1968), un brano classico dell' esperto Maurizio Fabrizio (ha scritto tra gli altri per Mia Martini, Patty Pravo, Mina, Ornella Vanoni, Eros Ramazzotti, Antonello Venditti, Renato Zero, e ha portato all' Ariston ben trentatré canzoni). Titolo non originalissimo (senza andare troppo lontano, ricalca Di me e di te degli Zero Assoluto, Sanremo 2016). Tradizionale anche il testo, del genere romanza, adattissimo alle possibilità interpretative del cantante pugliese, che parla di amore senza fine fatto di rose, di spine, con molte rime monosillabiche e parole tronche in confine di verso, soprattutto nel refrain, per adattarsi alla mascherina musicale: tu, me, più; tramonterà, verità, basterà, brucerà, spegnerà. Usato sicuro. Voto: 6.


2.       Bianca Atzei, Ora esisti solo tu (Silvestre)

La trasformista di Tale e quale show Bianca (Veronica) Atzei porta a Sanremo un brano di Kekko dei Modà sulla fine di un amore e la nascita di una nuova storia. Liriche di inusitata lunghezza (l'incipit: ti sembra strano lo capisco, ma era passato tanto tempo / da quel sapore così dolce che lascia una carezza addosso / quel mio carattere un po' schivo l' ho sotterrato già da un pezzo), con qualche inevitabile forzatura linguistica: un anacoluto (amore prendimi per mano, voglio correre veloce, come due pazzi verso il sole), un uso assoluto del verbo: voglio solo cancellare (chi? che cosa?), una puntata nel registro basso (voglio fregarmene di tutto ciò che poi, che poi, dirà la gente). Approssimativo. Voto: 5.


3.       Alessio Bernabei, Nel mezzo di un applauso (Casalino-Faini-Casagrande-Casalino)

Roberto Casalino ha scritto anche per Emma, Alessandra Amoroso, Fedez, Marco Mengoni (L' essenziale, vincitore a Sanremo 2013); Dario Faini per Cristiano De André, Noemi, Annalisa, Marco Carta. Autori importanti per Alessio Bernabei, ex Dear Jack, al suo terzo Sanremo consecutivo (secondo come solista). L' amore (eterno) ancora al centro del suo brano. Anzi, nel bel mezzo di un applauso. Nel testo, molto lungo, si notano alcune immagini un po' così, ai limiti dell' equivoco (stanotte ho aperto / uno spiraglio nel tuo intimo / non ho bussato / però sono entrato piano) o dell' incomprensibilità (è il tratto fuori dal comune / a vivere nel tempo, / quella bellezza in cui il difetto / resta al posto giusto). Del tutto inappropriato al contesto l' impiego di un termine scientifico: e non c'è pioggia / e non c'è vento che / può (indicativo pro congiuntivo) spostare l' epicentro / dei miei occhi su te. Tellurico. Voto: 4.


4.       Michele Bravi, Il diario degli errori (Abbate-Anastasi-Cheope)

Il giovane cantante e youtuber Michele Bravi, campione di X Factor nel 2013, si è affidato alla scrittura esperta di Federica Abbate, di Giuseppe Anastasi (autore prediletto di Arisa: Sincerità, Controvento) e del figlio (e nipote) d' arte Cheope (Alfredo Rapetti Mogol). Gli sbagli nelle storie d' amore, canterà, finiscono nel mio diario degli errori, da cui almeno tu rimani fuori. Rime baciate anche in mio:addio; retta:fretta; contraddizioni:ragioni; letto:detto. Qualche scelta discutibile (ho lasciato troppi segni / sulla pelle già strappata / non c'è niente che si insegni prima / che (polivalente?) non l' hai (indicativo) provata); un pleonasmo in dalle paure che convivono con me; un' ellissi in ho giocato con il fuoco / e qualcuna l' ho anche vinta; pesante ho lasciato troppe volte / la mia impronta sopra il letto. Insufficiente. Voto: 5.



5.       Chiara, Nessun posto è casa mia (N. Verrienti-C. Verrienti)

Per la terza volta a Sanremo, Chiara (Galiazzo, ormai solo col nome di battesimo, X Factor 2012) affronta nella sua canzone il tema della lontananza, dalle persone e dai luoghi (nessun posto è casa mia / l' ho capito sì…andando via), in cui è comunque bello tornare (perché si torna sempre dove si è stati bene / e i posti sono semplicemente persone). Testo corretto, con qualche immagine meno scontata, forse autobiografica (la cantante padovana vive da anni a Milano), in stile nominale (partenze improvvise, automobili, asfalto / le ombre di una notte in provincia; voglia di tornare, luci basse, stazioni). Ma è l' amore che rende i tuoi silenzi casa mia. Evocativo. Voto: 7.


6.       Clementino, Ragazzi fuori (Maccaro-Rizzo-Lombroni Capalbo-Tognini)

Il rapper avellinese Clementino (Clemente Maccaro, alias Iena White) si è assicurato la collaborazione del collega Marracash (Fabio Bartolo Rizzo della crew Dogo Gang) e del dee-jay e produttore argentino Pablo Miguel Lombroni Capalbo (più noto come Shablo) per il brano che interpreterà al suo secondo Sanremo consecutivo. Il titolo non è originalissimo (è identico a quello di un film del 1990 di Marco Risi), ma il testo mette a frutto la sua esperienza di free styler con rime e assonanze inedite (non bastano risate qua per stare più sereno / se questa vita ti ha servito pane col veleno; e con due piedi dentro beh ci sono stato anch' io / quando raschiavo il fondo inginocchiato a un falso Dio). Non manca un inserto in dialetto: tu ca me pari cu l' uocchie e veco a faccia `e papà / ferite `ngopp a' ginocchia scugnizzi dint' a sta città). Ritmo e engagement. Voto: 7.



7.       Lodovica Comello, Il cielo non mi basta (Abbate-Di Martino-Faini-Ferraguzzo)

Nonostante l' esperienza come attrice (nella serie tv Violetta che l' ha resa famosa in mezzo mondo, specialmente in America Latina) e di conduttrice (Singing in the car), la friulana Lodo(vica) Comello è una debuttante assoluta nella kermesse sanremese. Autori esperti come Federica Abbate e Dario Faini per un amore segreto: mi prenderò solo un po' di te / un istante di complicità / un deserto di felicità, recita il ritornello. Clamorosa, nel secondo verso (giusto il tempo di farci male e andare via di schiena) la citazione (involontaria?) di Baglioni (andando via così / come la nostra prima scena / solo che andavamo via di schiena, da Mille giorni di te e di me, 1990). A rébours. Voto: 5.


8.       Gigi D'Alessio, La prima stella (D' Alessio)

Dedicata alla mamma scomparsa quando Gigi aveva diciott' anni e alle cose che non ha potuto vedere. Ci vuole un cuore di pietra per non commuoversi. Purtroppo il testo è irrimediabilmente rétro, con immagini enfatiche (potessi avere io le ali e scavalcare il cielo / volare oltre l' universo; che c'è una porta aperta sopra il mare / per chi da guerre cerca di fuggire), malapropismi (ti ho invocato aiuto) e insistite inversioni sintattiche per esigenze musicali (gli occhi tuoi nei miei; sento la voce tua; ma è nella mente mia). Con l' interpretazione, potrà piacere, nonostante. Ricattatorio. Per ora, voto: 4.


9.       Elodie, Tutta colpa mia (Marrone-Angiuli-Pollex-Cianciola)

E' Emma (qui in veste di autrice e produttrice) ad accompagnare sulle tavole dell' Ariston la "ragazza dai capelli rosa" Elodie (Di Patrizi). Ed è grazie ai suoi autori che la parola amore (qui ripetuta per ben 28 volte) conquista il primo posto (con 57 occorrenze) tra tutte le canzoni in gara: amore amore amore andiamo via / chiudo gli occhi non m' importa ma tu portami via / amore amore amore amore mio / ogni giorno mi sveglio e tu sei già andato via ancora). Poco eleganti i versi il tempo non cancella / nella mia stanza l' odore di noi / che non passa mai / che lentamente scivola come pioggia su di me / e mi bagna la faccia, lascia un solco perfetto. Ripetitivo. Voto: 5.


10.      Giusy Ferreri, Fa talmente male (Catalano-Clemente-Casalino-Merli)

Il calembour del titolo non è certo una novità (cfr. un gesto che le metta i brividi / e fa talmente…/ e fa talmente…e fa talmente male, da Regina triste di Francesco Renga, 2010), forse perché l' autore (Roberto Casalino) è lo stesso. Alessandro Merli e Fabio Clemente (dei Boom Da Bash) sono i veri nomi della coppia Ketra & Tagagi, responsabili (come produttori e coautori) dei tormentoni estivi Roma-Bangkok per Baby K (con Giusy) e Vorrei ma non posto per Fedez e J-Ax, nonché di un nuovo corso per la stessa Ferreri. Il testo però non convince, scritto com'è in un italiano che oscilla tra il colloquiale, l' aulico, il burocratico e l' inappropriato tout court: sintomi dell' amore; odore di sensazioni nuove; in assenza di risposte formulo domande; l' amore non conosce condizione; un sentimento ha smosso tutto). Andrà meglio in radio. Traballante. Voto: 4.


11.      Francesco Gabbani, Occidentali' s karma (Francesco Gabbani-Filippo Gabbani-Ilacqua-Chiaravalli)

L' anno scorso Francesco Gabbani ha fatto centro tra le Nuove Proposte con un divertissement fresco e ballabilissimo, Amen. Quest' anno ci riprova tra i Campioni, ma un bel gioco…Si tratta di una filastrocca zeppa di nonsense e di stereotipi, che prende in giro la mania (per la verità, ormai piuttosto datata) dell' Occidente per la cultura orientale (e anche un po' la maniera di Franco Battiato). Di qui il plurilinguismo (a partire dal genitivo sassone maccheronico del titolo): c'è del sanscrito (karma, mantra, nirvana, nàmaste), del greco (panta rei), dell' inglese (singing in the rain) del francese (démodé)… e il citazionismo del maestro catanese: da Marx (Carlo, non Groucho) a Epicuro, dal musical americano a Shakespeare, da Desmond Morris (La scimmia nuda) a Warhol a Marilyn Monroe. Non senza spiritosaggini più o meno riuscite: cercasi (cerca sì); sperasi (spera sì); il Buddha in fila indiana… Il nàmaste del ritornello è il gesto di saluto che di solito conclude una lezione di yoga. Senza dubbio il testo meno convenzionale del Festival, ma la voglia di strafare lo tradisce. Manieristico. Voto: 7.





12.      Fiorella Mannoia, Che sia benedetta (E. Mineo-S.Mineo)

Umiltà o sfida? Quando una fuoriclasse come Fiorella accetta di partecipare al suo terzo Sanremo dopo una trentina d' anni (e con precedenti come Quello che le donne non dicono e Le notti di maggio: scusate se è poco), il dubbio è lecito. Il testo con cui la cantante romana si rimette in gioco è di Amara (Erika Mineo), tra le Nuove Proposte di due anni fa, e mette al suo centro il tema della vita (vita è la seconda parola più usata, dopo amore, tra tutte le canzoni in gara, con 21 occorrenze): che sia benedetta / per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta / per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta / siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta. Una riflessione non superficiale argomentata in un buon esempio di italiano serio e semplice. Forse Fiorella ha avuto testi migliori, ma sarà senza dubbio l' interpretazione (qualcuno ha scritto che potrebbe rendere indimenticabile anche il bollettino meteo) a fare la differenza. Voto: 8.


13.      Marco Masini, Spostato di un secondo (Masini-Calvetti-Vallarino)

Un Masini in grande spolvero dopo il buon successo di due anni fa potrebbe essere la sorpresa del Sanremo 2017 dopo sette partecipazioni (e due vittoreie). Il brano, cui hanno messo mano anche il produttore Diego Calvetti e Zibba (Sergio Vallarino), è chiaramente autobiografico (Mi sono incontrato a cinque anni cadendo / e ho scoperto che cadere fa male / nel primo schiaffo ho capito il pianto / e che se non è strettamente vitale non si deve rubare; io che con la nicotina non ho fatto pace), con l' aggiunta di una riflessione (Spostato di un secondo è ispirata alla vicenda del film Sliding doors, ha dichiarato) sul caso che incrocia il nostro destino (Come sarebbe il mondo / se tutto quanto fosse / spostato di un secondo). Italiano corretto, immagini non banali. Coraggioso. Voto: 8.


14.      Ermal Meta, Vietato morire (Meta)

Ancora una mamma, ma nel contesto drammatico di una violenza subita. L' esperto Ermal Meta, che tra l' altro ha scritto in passato per molti dei cantanti presenti sul palco di quest' anno (Chiara, Giusy Ferreri, Sergio Sylvestre, Alice Paba, Elodie) racconta la sua storia di bambino colpito dal padre per difendere la madre (non ho dimenticato l' istante / in cui mi sono fatto grande / per difenderti da quelle mani). Interessanti la notazione metalinguistica (le tue parole sono adesso una canzone) e l' inserto dialogico (è la madre che parla): e ricorda che l' amore non colpisce in faccia mai / figlio mio ricorda / l' uomo che tu diventerai / non sarai mai più grande dell' amore che dai. Tema scivoloso, trattato con un linguaggio forse anche troppo politically correct ma tutto sommato sobrio. Partecipe. Voto: 7.


15.      Fabrizio Moro, Portami via (Mobrici-Cardelli)

Questa volta è una figlia la destinataria della ballata, ancora una volta autobiografica, di Fabrizio Moro (vero cognome: Mobrici, per la quarta volta al Festival) che, nonostante l' età giovanissima, è di conforto al padre in un momento difficile. Il ragionamento però è faticoso, le figure mancano di leggerezza: portami via / dalle ostilità dei giorni che verranno / dai riflessi del passato perché torneranno / dai sospiri lunghi per tradire il panico che provoca l' ipocondria. Non manca qualche frase fatta (un mostro più grande di me; prendere la vita così com'è; da qui all' eternità). Portami via è il titolo di almeno altri quattro brani (di Daniele Silvestri 1994, dei Pooh 2004, di Dolcenera 2005, di Mannoia 2012). Italiano quasi sempre dignitoso, forse anche troppo: sono pur sempre le parole di una canzone. Pesante. Voto: 5.



16.      Nesli e Alice Paba, Do retta a te (Tarducci-Grillo)

E' veramente una strana coppia quella formata dal rapper Nesli (Francesco Tarducci, già Nesly Rice, fratello minore di Fabri Fibra, rivale - in dissing, come si dice nel mondo hip hop- di Marracash) e dalla ventenne vincitrice di The Voice of Italy Alice Paba. Vedremo come funzionerà sul palco il mix tra parola ritmata e melodia. Per ora, la lettura del testo (su un amore irrisolto: restare uniti oppure persi in questa vita e ricomincia [?] quando è già finita) non convince. Do retta al tempo che tutto lava / che fa sbiadire quanto mi amava / quanto mi odiava, do retta a questo / alla prigione che ogni giorno costruisco. Non si sa a chi o a che cosa dare retta, insomma. Più che un dubbio amletico, un po' di confusione mentale. L' italiano sconnesso, pieno di anacoluti, non aiuta la comprensione. Pasticciata. Voto: 4.



17.      Raige e Giulia Luzi, Togliamoci la voglia (Vella-Iammarino-Chiaravalli-Vallarino)

Ancora un duetto tra un rapper, Raige (pronuncia: réidg; vero nome: Alex Andrea Vella, degli One Mic) e una giovane cantante, doppiatrice (per la Disney) e attrice (ha partecipato alla serie I Cesaroni, è stata Giulietta nella versione italiana del musical omonimo), Giulia Luzi. Qui il cocktail sembra più riuscito, forse anche perché c'è lo zampino di Zibba. Arriverà al pubblico più giovane il disinvolto invito togliamoci la voglia stanotte / ascoltiamo questo istante / e se non ci pensi sarà più forte; se non si fosse capito, togliamoci i vestiti / ci vuole un gran coraggio ad essere felici. Non manca la notazione allegramente romantica: a me capita con te di non vedere le stelle cadere / ma nascere. / E di arrivare ad amare le chiacchiere / di capire un po' di gossip. Italiano basico, con tratti di "giovanilese" colloquiale (tipo io e te adesso fuori tutti; tipo io e te il resto non ci fotte niente). Spensierata. Voto: 7.


18.      Ron, L'ottava meraviglia (Cellamare-Del Forno-Caprara-Mangia)

Altro veterano del Festival (ben sei alle spalle, tra cui uno vinto nel ' 96 con Vorrei incontrarti tra cent' anni), Ron (al secolo Rosalino Cellamare) ritorna con una ballata dedicata all' ottava meraviglia del mondo, che siamo io e te (si avverte un' eco di Jovanotti: il più grande spettacolo dopo il Big Bang / siamo noi, io e te). L' amore è un' isola di tranquillità nel mare dei problemi quotidiani: anche quando sono in coda / nella fretta di arrivare / fra polemiche alla radio / una casa nuova da desiderare / e stasera piove ancora / e stasera farò tardi / le giornate sempre corte / e io sempre meno giovane. E anche il linguaggio della canzone è quello di tutti i giorni, con qualche immagine meno banale: c'è una strada nel sempre / dove con te voglio andare. La lunga esperienza del cantautore pavese potrà fare il resto. Fiducioso. Voto: 7.





19.      Samuel, Vedrai (Romano-Onori-Riganò)

La longeva band elettrorock dei torinesi Subsonica (dal 1996; attuali componenti: Samuel, Max, Boosta, Ninja, Vicio) aveva esordito nel mainstream a Sanremo 2000 (conduttore Fabio Fazio) con Tutti i miei sbagli. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti della scena rock italiana. E ora il frontman e chitarrista Samuel (Samuel Umberto Romano) si presenta in veste di solista con una canzone che omaggia, nel titolo, Luigi Tenco (di cui ricorre quest' anno il cinquantenario dalla tragica scomparsa) e che promette di non dimenticare le sonorità del gruppo originario. Il brano racconta la crisi e la speranza: se siamo ancora qui / ad imparare come illuderci / a preoccuparci della verità / vedrai che poi il tempo non ci tradirà. Testo contemporaneo, allusivo (sotto un vento di libeccio che dall' Africa / soffia lieve su di noi la sua sabbia / vedrai che riusciremo a dare ancora un nome / a tutte le paure che ci fan tremare), con belle immagini. Elegante. Voto: 8.


20.      Sergio Sylvestre, Con te (Todrani-Maiuolo-Sylvestre)

E' Giorgia (Todrani; salirà sul palco come ospite mercoledì) l' autrice del brano del fresco vincitore di Amici (cui si è unito anche un altro ex concorrente, Stefano Maiuolo). A volte però i figli dei talent sono più tradizionali dei loro padri (e madri) musicali. Il soggetto non è proprio inedito (la fine di un amore), ed è svolto con una certa fatica (con te ho nascosto le mie lacrime / con te perché adesso ci sta un altro con te / in questo disastro che chiamo il mio mondo / mentre affondo io penso a te / che sei per me leggerezza e pagine di noi / che strappai con le mani, con le mani. L' incipit (Così vai via) è una fotocopia di quello di Amore bello (1973) di Claudio Baglioni (Così vai via / non scherzare no). Si spera che la voce soul di Sergio Sylvestre possa migliorare la qualità del testo. Déjà vu. Voto: 4.


21.      Paola Turci, Fatti bella per te (Turci-Anania-Chiaravalli-Simonetta)

Altra grande interprete, con la Mannoia, che si rimette in gioco dopo sedici anni (e dieci Sanremo, nonché un monologo teatrale, Mi amerò lo stesso) con la collaborazione al testo anche della cantautrice e scrittrice Paola Anania. Il brano, Fatti bella per te, è sostanzialmente una variazione sul tema protofemminista "Io sono mia": se anche il cuore richiede attenzione / tu fatti del bene / tu fatti bella per te!, è il ritornello. Interessante, nelle strofe, la ripresa anaforica del verso e sei più bella alternato a frasi (anche nominali) come non ti trucchi; le mani stanche; con le ginocchia sotto il mento; passano inverni. Consapevole. Voto: 8.


22.      Michele Zarrillo, Mani nelle mani (Zarrillo-Artegiani)

Assente dal 2008 (ma il suo primo Festival risale a trent' anni fa: vincitore nelle Nuove Proposte) il cantautore romano propone un brano (scritto con Gianpiero Artegiani, quello di Perdere l' amore di Massimo Ranieri) dal testo molto vintage: tu sei passione e tormento, tu sei il mio giuramento, / vorrei che fossimo eterni, vorrei tornare a quei giorni. Una nostalgia canaglia del passato che sembra un revival della canzonetta ancien régime: si vedano i flash a quel viaggio che dormimmo in un fienile, / ad un valzer da ubriachi in riva al mare, / a una stanza dove ci batteva il sole tutto il giorno, per non dire delle mani nelle mani…le tue mani…le tue mani tra le mie…Da un grande ritorno ci si poteva aspettare qualcosa di più nuovo. Vecchiotto. Voto: 4.


NUOVE PROPOSTE:

•         Francesco Guasti, Universo
La voce ("sporca" e blues), che ricorda quelle di Finardi, di Zucchero e di Zibba, è senz' altro il punto forte di Francesco Guasti, 34, barbuto rocker e cantautore pratese già ricco di esperienze (ha partecipato a The Voice of Italy sotto l' ala di Piero Pelù) e con alcuni singoli all' attivo. All' Ariston (dove l' anno scorso era finalista, poi non promosso, di Sanremo Giovani) si presenta con una ballad generazionale dedicata ai trentenni come lui, divisi tra speranza e disincanto ("siamo fatti per avere sogni / più grandi delle nostre vite"; "progettiamo partenze e ritorni / senza uscire dalle nostre case"). Strofe di decasillabi assonanzati, struttura semplice, lessico quotidiano, senza increspature, di agevole orecchiabilità. Voto: 8.

•         Lele, Ora, mai
Lele (Esposito) ha scoperto la passione per la musica giovanissimo (a 12 anni scriveva testi in italiano e in inglese). Lanciato da Amici 15 (dove ha trovato anche l' amore: la fidanzata è Elodie, che gareggia tra i Big), tra le Nuove Proposte porta un brano che si caratterizza per un forte contrasto tra strofa, melodica, e ritornello, dal ritmo trascinante. Il testo, nonostante il calembour del titolo, purtroppo è sciatto e farcito di malapropismi ai limiti dell' incomprensibilità ("illudere il tuo volto"; "le frasi che mi tengo quando te ne vai"; "ed ogni giorno mi prometto che non tornerà"; "non può essere abitudine / non lo sono stato mai"). Interpretazione "gridata", tipica dei talent. Ma piacerà alle ragazzine. Voto: 4/5.

•         Leonardo Lamacchia, Ciò che resta
Ciò che resta del cantautore pugliese Leonardo Lamacchia (che si era presentato in un primo tempo col nome d' arte di Leo Stein) è una canzone (scritta con l' amico Gianni Pollex cui si è aggiunta la p firma prestigiosa di Mauro Lusini) sulla fine di un amore e sulla necessità di uscirne senza tralasciare l' eredità della storia vissuta ("sei tutto ciò che di più bello resta / sei tutto ciò che qui mi basta": l' inversione sintattica è dovuta alle esigenze della mascherina musicale). Il testo ha qualche ambizione letteraria, con immagini talvolta opinabili ("hai lasciato / le tue scarpe colorate / nell' ingresso / sono accanto alle mie scuse"), altrove più scorrevoli. Buona l' interpretazione con la voce baritonale di Leo, che aveva esordito a sei anni in un coro di voci bianche. Voto: 6/7.

•         Tommaso Pini, Cose che danno ansia
Con lo scanzonato ventottenne Tommaso Pini (altro toscano, di Bagno a Ripoli), già partecipante a The Voice of Italy, l' ironia (e l' autoironia) sale sul palco dell' Ariston. Il tema della canzone è un elenco delle Cose che danno ansia ("chatto quel tanto che basta / non twitto"; "le modelle mi piacciono un sacco / ma mangiano in bianco") il testo nonsense (che ricorda certe canzoni anni Ottanta: "detesto i testi / che poi non mi restano in testa / e le persone / ansia e sapone") , le rime inconsuete, l' interpretazione in falsetto (come quella dei vecchi "complessi", i Cugini di Campagna per esempio) fanno di questo divertissement musicale la proposta più originale tra quelle presentate al Festival dai giovani. Voto: 8.

•         Marianne Mirage, Le canzoni fanno male
Marianne Mirage (nome d' arte della romagnola Giovanna Gardelli, 23), figlia di un pittore, una laurea in Lettere a Bologna, interessi per il cinema e il teatro, appartiene alla scuderia Sugar di Caterina Caselli. Dopo l' album d' esordio Quelli come me, a Sanremo presenta un brano scritto da Francesco Bianconi dei Baustelle e Giuseppe Rinaldi (Kaballà). Il testo parla della fine di un amore iniziato da bambini (con qualche involontaria eco della vecchia Bang Bang di Sonny & Cher) e del proposito di abbandonare le canzoni d' amore, perché "fanno male". Il ritornello è un loop che colpisce al cuore lo stilema abusato della canzonetta ancien régime: "Le canzoni fanno male / troppe rime cuore-amore / poi non sono nemmeno divertenti". Apprezzabile l' invenzione metalinguistica. Lessico quotidiano, interpretazione jazzata. Voto: 6.

•         Braschi, Nel mare ci sono i coccodrilli
Viene da Area Sanremo (e, prima, dalla fucina artistica di Sant' Arcangelo di Romagna) il giovane rocker e cantautore -è stato finalista a Musicultura- (Federico) Braschi, che ha al suo attivo un EP dal titolo Richmond (registrato appunto a Richmond, in Virginia), portato in tour in diverse città degli States. La sua è una canzone surreale, a partire dal titolo (che però è ripreso dal libro omonimo di Fabio Geda sull' odissea del bambino afghano Enaiatollah Akbari) e a seguire con un testo apparentemente nonsense in cui è leggibile in filigrana la tragedia dei barconi dei migranti: "ma io sono nato e vivo qui per caso / e sono figlio di un medico / di un tossico di un mago / sono venuto fuori qui tra i gelati e le bandiere / e non ho visto mai un cacciabombardiere". La base dance rende più "masticabili" liriche non sempre facili. Voto: 7.

•         Valeria Farinacci, Insieme
Altra proposta di Area Sanremo, la ternana Valeria Farinacci, 24, laureanda in Lingue a Roma Tre, già finalista di Amici del 2012, allieva del CET di Mogol, porta sul palco dell' Ariston un brano (scritto da Giuseppe Anastasi, autore per Arisa) centrato sulla necessità di condivisione nell' ambito di una coppia. Il testo oscilla tra luoghi comuni ("bisogna stare insieme e poi volersi bene / e se ho capito serve sacrificio / e se ho capito serve dignità") e improvvise immagini non sempre felici ("è quasi come aprire un panificio / che ogni mattino vanificherà -o era "panificherà"?), a tratti obsolete ("e stare uniti quando questa vita ci vorrà trafiggere con le sue lame". Addirittura!). Anche la rima o assonanza è spesso scontata ("insieme": "bene"). Peccato perché l' interpretazione di Valeria non è priva di grazia e di sensibilità. Voto: 5.



•         Maldestro, Canzone per Federica

Questo è il video ufficiale di Canzone per Federica di Maldestro (autoironico, in realtà si chiama Antonio Prestieri: preferisce non usare il cognome del padre Tommaso, boss -pentito- della camorra), 32, cantautore napoletano già molto apprezzato (Premio Ciampi, Premio De André); dichiara di ispirarsi a Gaber (viene da esperienze teatrali), De André, Fossati. Il testo è bello, "un inno alla vita", lo ha definito l' autore, caratterizzato da un'insistita anafora (ripetizione a inizio verso) col futuro dubitativo ("Sarà che...") e da un lessico tra il ricercato e il colloquiale ("Sarà il tuo libero arbitrio / a incasinarti l'umore"; "sarà un tiro di erba / a farti stare una merda"). Dopo la lunga strofa introduttiva, refrain favolistico ("ma tu, cammina, cammina"; ma tu, respira, respira"). Bello anche il video, in cui è riconoscibile Padova. Voto: 7/8.
























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15 febbraio 2017 - ore 10:55       Tag: Attualità, Cultura, , , Spettacolo, Genova, Nazionale
L'incredibile storia mai raccontata di Katherine Johnson (Taraji P. Henson),Dorothy Vaughn (Octavia Spencer) e Mary Jackson (Janelle Monae),tre brillanti donne afroamericane che - alla NASA - lavorarono ad una delle più grandi operazioni della storia: la spedizione in
orbita dell'astronauta John Glenn, un obbiettivo importante che non solo



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15 febbraio 2017 - ore 10:45       Tag: Attualità, Cultura, , , Spettacolo, Genova, Regionale
Ipocondriaco e indagatore dell' incubo… uno dei fumetti italiani più venduti…
DYLAN DOG festeggia i suoi 30 anni a Genova, con la mostra al Museo Luzzati!
Oltre 250 opere, fra tavole originali, copertine, poster.
Fino al 18 aprile, DYLAN DOG al Museo Luzzati, col patrocinio di Sergio Bonelli Editore.
Info su: museoluzzati.it.



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06.02.2017 - 11:14    Radio Babboleo Ti premia, Zen-a Fiera Benessere
01.02.2017 - 16:44    Radio Babboleo Ti premia Slam-Tutto per una ragazza
30.01.2017 - 16:28    Radio Babboleo Ti Premia La Baistrocchi
09.02.2017 - 17:48    Radio Babboleo chiama Single! San Faustino 2017
18.01.2017 - 17:06    Radio Babboleo Ti Premia ! Cosmo
03.01.2017 - 13:30    Radio Babboleo Ti premia Alla stessa ora......
28.12.2016 - 10:30    Radio Babboleo Ti premia Rodigan

14 marzo 2017 - ore 13:40       Tag: Attualità, Cultura, , , Spettacolo, Genova
Sandro ha poco più di vent' anni, è gentile, a volte insicuro e il suo sogno segreto è diventare uno scrittore. Luciano invece è coraggioso e brillante, ma con un misterioso lato oscuro.
S' incontrano tra i tavoli di un ristorante dove lavorano entrambi come camerieri.Come tanti loro coetanei, Sandro e Luciano sentono che la …



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15 febbraio 2017 - ore 10:55       Tag: Attualità, Cultura, , , Spettacolo, Genova, Nazionale
L'incredibile storia mai raccontata di Katherine Johnson (Taraji P. Henson),Dorothy Vaughn (Octavia Spencer) e Mary Jackson (Janelle Monae),tre brillanti donne afroamericane che - alla NASA - lavorarono ad una delle più grandi operazioni della storia: la spedizione in
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01.02.2017 - 16:44    Radio Babboleo Ti premia Slam-Tutto per una ragazza
30.01.2017 - 16:28    Radio Babboleo Ti Premia La Baistrocchi
09.02.2017 - 17:48    Radio Babboleo chiama Single! San Faustino 2017
27.01.2017 - 11:36    Radio Babboleo Ti Premia Sweeto
05.01.2017 - 15:41    Radio Babboleo Ti premia "Split" il film
03.01.2017 - 13:30    Radio Babboleo Ti premia Alla stessa ora......
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