Dl sicurezza, Libera Liguria: “No vendita a privati beni confiscati”

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"C’è un aspetto del decreto sicurezza che e’ preoccupante e di cui non si e’ parlato abbastanza: la vendita ai privati degli immobili confiscati alle mafie". Lo sottolinea Stefano Busi, coordinatore dell’associazione antimafia Libera Liguria, che oggi ha presentato la ricerca sulla ‘Percezione e presenza delle mafie e della corruzione in Liguria’. "Dalla ricerca emerge che per 8 liguri intervistati su 10 il bene confiscato e’ una risorsa per il territorio nella misura in cui viene garantito il suo riutilizzo sociale o istituzionale – afferma Busi – questo decreto va in un’altra direzione. C’e’ una grossa sottovalutazione dei rischi che ci sono. Nessuno nega che i beni confiscati rappresentino una grande difficolta’ in termini di gestione e recupero, ma di fronte ad una situazione problematica, lo stato che fa? Si arrende e getta la spugna, mancando profondamente di rispetto a quegli apparati dello Stato che per arrivare alle confische hanno gettato il sangue". Genova e’ molto sensibile sul tema, in quanto proprio nel capoluogo ligure ha avuto luogo il piu’ grande sequestro di immobili – 81 – confiscati alla criminalita’ organizzata nel Nord Italia. Ma la critica di Libera Liguria non si ferma: il decreto sicurezza, "oltre ad aumentare le situazioni di illegalita’ e a mettere tantissime persone in mezzo alla strada, creera’ le condizioni per ingrossare le fila della manovalanza della criminalita’ organizzata, dello spaccio, del caporalato del lavoro nero nell’edilizia e nei campi".

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