Gaslini salva vita a bimba cardiopatica di 10 anni

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Una equipe dell’Ospedale Gaslini ha salvato una bambina di 10 anni affetta da cardiopatia congenita e grave malformazione polmonare, realizzando un autotrapianto polmonare: si tratta del primo caso su un paziente pediatrico. I medici hanno realizzato una strategia innovativa: prima hanno recuperato la funzionalità del cuore, poi quella dei polmoni con l’assistenza in Ecmo (dispositivo salvavita) e 4 interventi ad altissima complessità. La paziente è una bambina di 10 anni di Varese, nata prematura da una gravidanza gemellare, affetta da una grave e complessa cardiopatia congenita e da un’ipoplasia del circolo arterioso polmonare di destra, come ha spiegato Andrea Moscatelli, direttore della Rianimazione del Gaslini. Di fronte ad una aspettativa di vita inferiore all’anno, si è reso necessario tentare di recuperare la funzione del polmone destro, attraverso un intervento in cateterismo cardiaco condotto dal dottor Maurizio Marasini direttore della Cardiologia del Gaslini e dal cardiologo Martino Cheli. La paziente in pochi minuti è andata in arresto cardiaco ed è stata immediatamente posta in Ecmo dal dottor Moscatelli. E’ stato poi eseguito un intervento di cateterismo cardiaco durato nove ore per risolvere lo scompenso cardiaco ed è stato riportato il flusso dall’aorta nel polmone di destra, con inserimento di stent. Questo ha determinato i presupposti per poter riconnettere, attraverso un intervento cardiochirurgico durato quasi 13 ore il tronco dell’arteria polmonare al circolo arterioso ipoplasico del polmone destro, completando il recupero funzionale e riducendo significativamente il sovraccarico di pressione del ventricolo destro, condizione alla base della grave disfunzione cardiaca di G" dicono i medici. "Di fatto, attraverso tutti questi delicati passaggi, la bambina ha potuto beneficiare di tutti gli effetti di un autotrapianto polmonare, il primo effettuato a questa eta’ e per questa indicazione" racconta Giuseppe Pomè direttore della UOC Cardiochirurgia e del Dipartimento Integrato Chirurgia e Alta Intensità di cure. Oggi, dopo 75 giorni vissuti collegata all’Ecmo, la bambina è tornata a casa con la prospettiva di poter vivere una vita soddisfacente. La paziente era stata stata era stata rifiutata da 6 centri trapianto – nazionali ed internazionali – per l’ estrema gravità e fragilità delle sue condizioni.

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