“Non condivido linea politica governo”, De Paoli lascia la Lega

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"Non condivido la linea politica di questo governo; non condivido certe scelte fatte in sanità da questa giunta; non condivido l’arroganza con cui esponenti della Lega trattano l’istituzione democratiche che non la pensano come loro, sventolando rosari e vangeli vari; non condivido e non sopporto più come lavora qualche assessore di questa giunta; sono stufo di sopportare le angherie che questa Lega fa quotidianamente nei miei confronti". Sono alcune delle motivazioni che il consigliere regionale e presidente della Commissione Territorio e Ambiente, Giovanni De Paoli, ha letto questa mattina nell’aula dell’assemblea DI legislativa di via Fieschi, prima di annunciare l’addio al partito. "Mentre io sono qui a difendere gli interessi dei cittadini della Val di Vara – ha aggiunto De Paoli – alcuni esponenti del Carroccio sono in Val di Vara (Sp) a distribuire santini con la lista in contrapposizione a quella che sostengo io. Poiché, ho sempre difeso e sempre difenderò i miei concittadini, le persone deboli, che hanno bisogno, io lascio questo partito, se partito si può ancora chiamare, e aderisco per ora al gruppo misto". De Paoli ha sottolineato che garantirà il suo voto "a questa maggioranza, soprattuto per il rispetto e l’amicizia che mi legano a questo grande presidente Toti". De Paoli era già balzato agli onori delle cronache per la presunta frase pronunciata nel 2016 "Se avessi un figlio gay, lo brucerei in un forno", a margine di una seduta della commissione regionale sulla famiglia. A denunciarlo era stata l’associazione Agedo (Associazione Genitori di Omosessuali). Il consigliere era stato rinviato a giudizio e l’udienza dovrebbe celebrarsi il 9 luglio prossimo.

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