Carige, Malacalza deposita ricorso con richiesta risarcimento danni

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Malacalza ha presentato una richiesta di risarcimento per 480 milioni a Carige, Fondo Interbancario di tutela dei depositi e alla trentina Cassa centrale banca per il riassetto realizzato con l’aumento di capitale da 700 milioni, votato all’assemblea di settembre. La tegola arriva dopo che, il 21 dicembre, Carige ha fatto un altro passo avanti verso un ritorno alla normalità: il gruppo genovese, il cui cda è stato commissariato dalla Bce a inizio anno, ha infatti chiuso l’aumento di capitale grazie al supporto del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) e riconvocherà i soci il 31 gennaio per nominare il nuovo cda dell’istituto. Oggi intanto è l’ultimo giorno per impugnare la delibera dell’assemblea che il 20 settembre ha approvato la ricapitalizzazione e per agire con la richiesta di risarcimenti. Il via libera all’operazione era avvenuto con l’assenza determinante dei Malacalza che, prima dell’aumento, erano il primo azionista della banca con il 27,7% e sono stati diluiti a poco più del 2% del capitale. Malacalza, a quanto si apprende, non ha chiesto la sospensiva, limitandosi a chiedere il danno in solido ai soggetti che hanno realizzato l’operazione. Oggi Carige, a valle della ricapitalizzazione, fa capo per quasi l’80% al Fitd (e Svi), Ccb ha l’8,3%, oltre ad avere in base all’accordo quadro sottoscritto con Fitd e Svi diritti per acquistarne a sconto la quota. Nessun commento si raccoglie da Carige o da Malacalza. Una azione di richiesta danni alla sola Carige è stata depositata in questi giorni anche da una quarantina di piccoli soci dell’associazione la Voce degli azionisti, capitanata da Franco Corti, da quanto filtrato. Una azione di risarcimento è stata avviata anche dalla categoria degli azionisti di risparmio, con l’udienza già fissata per il 31 marzo. Stanto a quanto riportato dal Sole24Ore, sul fronte dell’operazione di rafforzamento patrimoniale la prima tranche, pari a 313,2 milioni di euro, è stata sottoscritta dallo Schema Volontario di Intervento del Fitd (Svi), che lo scorso novembre aveva sottoscritto un bond subordinato per lo stesso ammontare. Sessantatre milioni sono stati sottoscritti da Cassa Centrale Banca (Ccb), il partner industriale individuato per il rilancio; la terza tranche, riservata agli azionisti storici, era pari a 85 milioni ed è stata sottoscritta per 22,8 milioni dai vecchi soci e per 62 1 milioni dallo stesso Fitd, che ha coperto anche la quarta tranche da 238,8 milioni di euro. Consob ha inoltre dato l’ ok al ritorno del titolo Carige alle negoziazioni di Borsa, cosa che dovrebbe avvenire ai primi di febbraio.

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