Fa a pezzi cadavere madre, autopsia rivela segni compatibili con ipotesi suicidio

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Dall’autopsia eseguita su Loredana Stupazzoni, l’ex bidella il cui cadavere è stato fatto a pezzi dalla figlia di 37 anni in un appartamento di Marassi, sarebbero emersi sul collo segni compatibili con un suicidio, che avvalorerebbero la versione della donna. Nella notte tra venerdì e sabato, la 37enne si era presentata in questura raccontando di avere trovato la madre impiccata in cucina: l’avrebbe ricomposta sul letto e dopo un paio di giorni avrebbe iniziato a smembrare il corpo; la donna è stata arrestata venerdì sera con l’accusa di distruzione di cadavere. Domani è previsto l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice e l’avvocato della donna chiederà con ogni probabilità una perizia psichiatrica: la 37enne era molto provata dalla morte del figlio di 3 anni e mezzo, avvenuta lo scorso 22 novembre per un arresto cardiocircolatorio dovuto a una crisi respiratoria. La Procura aprì un’inchiesta per omicidio colposo, affidando le indagini ai carabinieri: sono ancora aperte, ma dall’autopsia era emerso che il piccolo è morto per cause naturali. Da quel momento il rapporto tra le due donne, già problematico, era diventato ancora più conflittuale, come raccontato dalla stessa 37enne durante le due ore di interrogatorio in questura. La 37enne ha anche raccontato che la madre era depressa e assumeva antidepressivi. Al momento la donna trova in isolamento, come previsto per le procedure sanitarie anti-coronavirus, nel carcere femminile di Pontedecimo.

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