Fase 2, Galliera e UniGe studiano sanificazione “green” superfici ospedaliere

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Sviluppare processi antibatterici “green”, attraverso l’utilizzo di estratti vegetali aventi attività antibatterica: è l’obiettivo del progetto per la sanificazione delle superfici in ambito ospedaliero che vede, oltre al Galliera con l’Unità di Igiene ospedaliera, anche la partecipazione di diversi dipartimenti dell’Università degli Studi di Genova, appartenenti alla Scuola Politecnica, Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche e Scuola di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. Il progetto è finanziato dalla Compagnia San Paolo per 168mila euro e si propone di sviluppare formulazioni multitargeting e nanoingegnerizzate con attività antibiofilm e antibatterica “green”. La bibliografia scientifica ha evidenziato che l’ambiente delle strutture sanitarie e i dispositivi multiuso sono frequentemente contaminati da microrganismi patogeni e opportunisti (provenienti principalmente dai pazienti), spesso resistenti agli antibiotici. In particolare, le superfici che vengono frequentemente toccate dalle mani dei pazienti e degli operatori sanitari funzionano come serbatoi di microrganismi per la diffusione di infezioni associate all’assistenza sanitaria. I batteri sono in grado di formare una pellicola, detta biofilm, nella quale si moltiplicano e condividono i geni che consentono loro di resistere agli antibiotici e di sopravvivere per lunghi periodi anche all’azione di diversi disinfettanti, diminuendo o in alcuni casi vanificandone l’efficacia. “L’approccio proposto – spiega il Galliera – si basa sull’azione combinata di un pool di enzimi aventi attività degradativa nei confronti dei biofilm prodotti dai microrganismi e di estratti vegetali aventi attività antibatterica. I componenti bioattivi, enzimi e molecole organiche naturali, specificamente selezionati per l’agente patogeno da trattare, saranno coniugati a nanoparticelle polimeriche biocompatibili e biodegradabili al fine di conferire loro stabilità e di aumentarne la biodisponibilità”. “Le ricadute per la comunità e in particolare per la nostra Regione potrebbero essere importanti – dice la Prof.ssa Maria Luisa Cristina, responsabile del progetto e dell’Unità di Igiene ospedaliera E.O. Ospedali Galliera – Come sappiamo, la Liguria è la Regione con la più alta percentuale di anziani (28,4% oltre i 65 anni) e quella con l’età media più alta (48,3 anni). La gestione delle infezioni nei pazienti geriatrici è particolarmente complessa a causa delle frequenti comorbilità, della polifarmacoterapia, delle disabilità e delle limitazioni funzionali. L’anziano – conclude – è considerato un paziente fragile e ciò spiega l’elevata suscettibilità alle infezioni; sappiamo infatti da molteplici studi che l’età rimane un importante fattore di rischio soprattutto in relazione ai microrganismi antibiotico resistenti, indipendentemente da altri fattori”.

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