Violenza donne: in 2 mesi lockdown doppio colloqui centro antiviolenza Mascherona

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Nei due mesi di lockdown imposti dall’emergenza covid-19, la convivenza forzata ha aggravato la situazione delle donne che già subivano violenza. Lo rivela il Centro Antiviolenza Mascherona di Genova: 448 colloqui telefonici e via Skype, di cui 63 primi colloqui e 385 colloqui di presa in carico. “Praticamente – spiega il Centro – sono raddoppiati rispetto alla media mensile del 2019”. In aumento soprattutto i colloqui di tipo psicologico. Per questo il Centro Antiviolenza Mascherona ha continuato ad essere attivo, pur rimanendo fisicamente chiuso, fornendo ascolto e sostegno via telefono, mail, Whatsapp e Skype. “Certamente c’è differenza rispetto a un colloquio di persona – spiega Manuela Caccioni, responsabile del Centro – ma abbiamo registrato una buona risposta da parte delle donne ad utilizzare i mezzi tecnologici, data anche dalla difficoltà oggettiva a poter uscire di casa. Abbiamo ricevuto anche tantissime richieste via Whatsapp da parte di donne che avevano difficoltà a chiamarci per paura di essere ascoltate”.“Ora ci stiamo organizzando per poter riaprire la sede. – conclude – Ci stiamo attrezzando con mascherine, guanti, disinfettante e tutti i dispositivi di protezione individuali in vista di una prossima riapertura fisica, prevista per inizio giugno”. Il 57% delle nuove richieste di aiuto ricevute dal Centro Antiviolenza Mascherona durante il lockdown sono donne che stanno vivendo situazioni di maltrattamenti sia fisici che psicologici all’interno delle mura domestiche, complici l’isolamento, la convivenza forzata e l’instabilità socio-economica.

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