Ex Ilva, altra giornata calda: Genova pronta a sposare “linea dura” come Novi

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I lavoratori dello stabilimento ArcelorMittal di Genova Cornigliano sono pronti a intraprendere la linea dura. Dopo il blocco della merce in uscita adottato oggi dalla sede di Novi Ligure, da domani la stessa procedura dovrebbe scattare a Genova. La decisione è emersa stamani nell’assemblea all’aperto organizzata dalle rsu, dopo il no dell’azienda a farla svolgere in fabbrica. “Se Mittal ha deciso di sfasciare la siderurgia italiana, dobbiamo farli andare via il prima possibile”, ha detto ai lavoratori il coordinatore della rsu di Cornigliano, Armando Palombo.

La mattinata era partita con tensioni ancora più forti di ieri, giornata in cui c’è stato il nulla di fatto nell’incontro in Prefettura. L’rsu ha così indetto un nuovo sciopero. Inoltre sarà presentato in procura l’esposto sull’illegittimità della cassa per Covid, che Mittal ha richiesto per altre cinque settimane, estendendola a oltre 600 lavoratori.

Sulla questione si è espresso in modo categorico anche il sindaco di Genova, Marco Bucci: “O si dà lavoro a tutti” gli operai ex Ilva “oppure ci riprendiamo le aree siderurgiche e su quelle aree costruiamo attività per il porto e per la città, perché sono in grado di darci tantissimi posti di lavoro – ha detto il primo cittadino – A Genova interessa la ricaduta economica e occupazionale. Anche io sono stato deluso da ArcelorMittal, ci auguriamo di mettere a punto una strategia”.

(foto d’archivio)

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