Diga Begato, consegnati i cantieri. A settembre via alla demolizione

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Presentato oggi il progetto di demolizione delle Dighe di Begato, porzione di 520 alloggi nel quartiere popolare della Valpolcevera, composto complessivamente da 1444 case. Il cronoprogramma prevede l’avvio dei lavori a giugno e, dopo i primi interventi propedeutici, la partenza delle demolizioni a settembre. Si partirà dallo smontaggio della Diga bianca. La conclusione delle operazioni è prevista a dicembre 2021, dopo circa 18 mesi. A seguire, ci sarà la rigenerazione del quartiere: verranno recuperati 37 alloggi che si trovano in una parte della diga di via Cechov e un primo lotto di 50 nuovi alloggi ad elevata efficienza energetica. È inoltre allo studio la realizzazione di 150 nuovi alloggi mediante partenariato pubblico/privato.“Demolire la Diga di Begato è argomento di cui Genova ha dibattuto per trent’anni senza mai concretizzare nessun tipo di azione – ha sottolineato il sindaco Marco Bucci – Noi siamo passati dal dire al fare, abbiamo deciso di chiudere un’esperienza che ha creato enormi problemi sociali e un’infinità di problemi strutturali. Si è tollerato l’intollerabile, costringendo le persone a vivere in un contesto architettonico avvilente con problemi alle abitazioni continue, aggiungendo disagio al disagio. Con oggi Genova volta pagina e può dimenticarsi dell’annoso e penoso problema della Diga di Begato. Il quartiere Diamante tra qualche tempo avrà tutto un altro aspetto e potrà davvero splendere”.
Il progetto per Begato prevede una demolizione meccanica, sono infatti esclusi interventi con micro cariche. Le demolizioni delle strutture riguardano 486 appartamenti sui 520 totali. “Ora si partirà con le demolizioni e, poi, con i lavori di riqualificazione – ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – Ma guardiamo già avanti: faremo lo stesso con il complesso delle ‘Lavatrici’ di Pra’”. Per consentire l’intervento è stato necessario far traslocare 374 famiglie, per un totale di 776 persone: l’operazione era partita il 1° luglio dello scorso anno e si è conclusa due giorni fa. Tutti sono stati ricollocati in diverse zone della città. Parallelamente, infatti, sono stati recuperati 630 alloggi sfitti nel 2019, in diverse posizioni sul territorio di Genova, con un investimento di 17milioni e 190mila euro complessivi, di cui 4milioni e 520mila stanziati da Regione Liguria. Gli inquilini sono stati rialloggiati nei quartieri del comune di Genova con la seguente distribuzione: Ponente 17%, Levante 5%, Centro 18%, Val Bisagno 15%, Val Polcevera 45% raggiungendo l’obiettivo della massima integrazione nel tessuto sociale della città: “Noi stiamo integrando, per la prima volta, questi cittadini, che fino a oggi hanno vissuto in una realtà complicata dal punto di vista sociale e della vita quotidiana – ha detto Toti – Abbiamo invertito la tendenza che andava avanti fin dagli anni ’70 e ’80, con le precedenti amministrazioni: i nuclei sono distribuiti in diverse zone della città, in situazioni migliorative rispetto a quelle precedenti”. Per quanto riguarda la rigenerazione del quartiere, Regione destinerà 7,5 milioni di euro.

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