Sette anni senza don Gallo, a ricordarlo anche Vasco Rossi

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“7 anni senza DONGALLO. DON GALLO non era solo un prete, era un grande uomo che ha contribuito a rendere un po’ migliore questo mondo”. Lo scrive su facebook Vasco Rossi, ricordando il fondatore e animatore della Comunita’ di San Benedetto al Porto di Genova, scomparso il 22 maggio 2013. “Ricordo i suoi occhi- aggiunge- era forse la prima volta che lo incontravo, al teatro Carlo Felice di Genova in occasione di un omaggio a Fabrizio De Andre´. Io ero un po’ emozionato perche´ dovevo cantare un capolavoro, ‘Amico fragile’, e lui era orgoglioso e fiero: si aggirava per il teatro perche´ quella sera erano seduti in platea i suoi ‘Ultimi’ che erano stati invitati come ospiti d’onore, per una sera protagonisti e non solo nelle canzoni di Fabrizio”. “Ricordo il suo sigaro sempre in bocca- prosegue-, il suo sorriso bonario quando venne a benedire il mio concerto allo stadio Ferraris di Genova e intanto mandava un saluto a quelli chiusi in carcere che era di dietro, di sopra. Sono passati un po’ di anni ma gia` da allora combattevamo insieme per la dignita` delle persone in carcere. Ricordo quando ogni volta che passavo da Genova andavo a trovarlo a San Benedetto al Porto, una vista bellissima e una comunita` di gente meravigliosa”. “Angelicamente anarchico- dice ancora Vasco Rossi-. Aveva ragione lui che si definiva un prete di strada, con una grande cultura, pero`. E tanta dedizione per diffondere i principi fondamentali come la tolleranza, la liberta` di scegliere, l’amore per il diverso, l’uso della ragione. Ai miei concerti veniva sotto il palco come le star, applaudito e salutato. Viva DON GALLO”.

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