Carige, misure per imprese e famiglie in epoca Covid nella nuova gestione della banca

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epa04464661 (FILE) A file photo dated 09 July 2014 showing an exterior view of the Banca Carige bank in Genoa, Italy. Twenty-five eurozone banks failed a stress test intended to gauge their financial stability, the European Central Bank (ECB) said 26 October 2014, adding that nearly half of those must raise 10 billion euros (12.7 billion dollars) in the next nine months. Twelve banks have already raised 15 billion euros in capital to adjust their balance sheets in 2014. According to ECB, Banca Carige is one of 12 banks that need to raise 10 billion euros jointly to recapitalize within the next six to nine months to meet the European Central Bank (ECB) requirement. They are expected to submit recapitalization plans to the ECB within two weeks. EPA/LUCA ZENNARO

“Nessuna esigenza aumento di capitale”

“Non c’è nessuna esigenza di aumento di capitale: la banca è perfettamente in linea con i parametri Bce”. Così l’amministratore delegato di Carige, Francesco Guido, rispondendo ai giornalisti in merito alle dichiarazioni dei soci risparmiatori che avevano ipotizzato, in una relazione sull’assemblea di categoria, la necessità di una nuova ricapitalizzazione. L’intervento di Guido nell’ambito di una conferenza stampa con Regione Liguria sulle misure di sostegno economico a imprese e famiglie nell’emergenza coronavirus. e nella fase di ripartenza. “So perfettamente – ha aggiunto l’ad – quante ferite e cicatrici le vicissitudini di Carige abbiano lasciato sul territorio liguri: ci sono state troppe polemiche rispetto alla realtà, ma oggi abbiamo un futuro da costruire e siamo fiduciosi”.

“Ad agosto approvazione Bce e semestrale”

“I primi conti della nuova gestione li avremo con una semestrale che verrà approvata ad agosto, ma che dovrà comunque verificare preventivamente l’avvenuta approvazione del bilancio della gestione straordinaria che si è chiusa il 31 gennaio”. Così l’amministratore delegato di Carige, Francesco Guido, rispondendo ai giornalisti in merito alla pubblicazione della prima semestrale della nuova gestione della banca. “Se prima non si chiude l’approvazione del bilancio al 31 gennaio, e questo potrebbe avvenire a fine agosto – ha spiegato l’ad – noi non possiamo pubblicare i dati della semestrale”. Il nuovo corso di Carige, prima del lockdown, lasciava presagire dati positivi: “In termini generali, posso dire che il brevissimo periodo di ordinarietà, quello dei primi 20 giorni di febbraio, lasciavano presagire su diversi versanti che Carige si avviasse in quel momento a chiudere il suo miglior trimestre degli ultimi 5 anni” ha sottolineato Guido. In merito alla pubblicazione dei dati, l’ad dell’istituto di credito ha sottolineato che “non devono esserci equivoci sulla volontà di trasparenza che è un obbligo per qualunque banca e lo è ancora di più per una banca come Carige, che è quotata, anche se con titolo sospeso”. Guido ha ricordato che “Carige è l’unica banca in Europa che è passata da una gestione straordinaria a quella ordinaria. Il bilancio dei commissari straordinari a gennaio doveva essere presentato entro 4 mesi dai commissari ed è avvenuto a fine maggio. Dopo questo periodo, la Bce deve approvare questo bilancio entro 90 giorni dalla consegna. Quindi – ha spiegato – l’approvazione della Bce potrebbe arrivare alla fine di agosto. Conseguentemente oggi abbiamo affrontato una trimestrale, e affronteremo una semestrale, che è composta da un mese di commissariamento, più due per la trimestrale e 5 per la semestrale, formati da gestione ordinaria”.

“800 min finanziamenti imprese su base decreti Covid”

Carige,”con riferimento alle previsioni normative dei Decreti Cura Italia e Liquidità”, ha complessivamente soddisfatto “richieste di nuovi finanziamenti a favore di 15 mila imprese per circa 800 milioni di euro, di cui il 40% rivolto ad imprese liguri e il 70% circa destinato a dare continuità alle attività e alla ripresa di settori particolarmente colpiti dall’emergenza e strettamente collegati con il turismo quali commercio, alberghiero e ristorazione (40%) e manifatturiero (30%)”. Lo ha reso noto l’ad della banca, Francesco Guido, nel corso di una conferenza stampa con Regione Liguria. “Questo è un numero importante per Carige: per essere in linea con la sua quota di mercato, Carige avrebbe dovuto realizzare un terzo di questi volumi, invece ha realizzato tre volte questa cifra”, ha aggiunto. Per la natura della clientela servita, sul totale di oltre 15 mila richieste accolte, sono state oltre 13 mila le erogazioni di nuovi finanziamenti fino a 30.000 euro, di cui la metà destinate a piccoli imprenditori liguri. Il Gruppo ha inoltre ricevuto e accolto 17 mila richieste di moratoria e sospensione di rate e finanziamenti: circa 12 mila da imprese, metà delle quali liguri, e 5 mila da famiglie, un terzo delle quali liguri. L’ammontare di debito residuo interessato dalle richieste di moratoria è pari a €1,5 miliardi. Nell’ambito delle iniziative di supporto alla clientela sul territorio e di sostegno alle esigenze di liquidità immediate, la Banca ha inoltre ricevuto e accordato circa 900 richieste di anticipo cassa integrazione. Carige sottolinea che “sin dai primi segnali della crisi sanitaria, ad adottare misure di sostegno quali plafond dedicati costituiti già nel mese di febbraio, destinati alla concessione di elasticità sui rimborsi delle rate dei prestiti, nonché a prestiti d’onore e anticipi sulla cassa integrazione a tasso zero”.

Toti: “Carige principale partner economico Liguria”

Per noi è fondamentale ripristinare un ruolo di Carige quale punto di riferimento economico del nostro territorio”. Lo ha detto Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, durante la conferenza stampa con l’ad di banca Carige, Francesco Guido, sulle misure di sostegno economico a imprese e famiglie nell’emergenza coronavirus e nella fase di ripartenza. Per il governatore ligure Carige “è il principale partner economico di questo territorio. Nei momenti difficili non è mai mancata la fiducia dei cittadini in questa banca – ha ricordato – E’ una grande responsabilità, ma anche un grande patrimonio da utilizzare nel prossimo futuro per dare quello slancio di cui abbiamo bisogno”. Toti ha sottolineato che “la velocità e rapidità di intervento hanno fatto la differenza su imprese piccole e piccolissime” in questa emergenza coronavirus. “Abbiamo costruito un salvagente che ha funzionato, per quanto possibile in un momento così difficile. Adesso credo che si debba guardare avanti e, oltre alle misure di emergenza, mettere a punto insieme quelle di rilancio: credo che non ci si possa accontentare di sopravvivere – ha concluso Toti – Occorre trasformare insieme gli strumenti di primo intervento in qualcosa che faccia ripartire la Liguria come merita”

 

 

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