Ancora code sulle autostrade, in 1000 a Masone per il sit-in di protesta

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Mattinata di proteste da parte dei residenti della Valle Stura, che si sono dati appuntamento alla rotonda all’altezza del casello autostradale di Masone, chiuso in entrata da diverse settimane e la cui riapertura è attesa per lunedì. Oltre 1000 i presenti, con fischietti e trombette, hanno manifestato contro l’abbandono dei paesi delle valli isolate a causa dei cantieri in autostrada e le frane sulla statale 456 del Turchino. Alla protesta hanno anche partecipato diversi sindaci della zona. Striscioni, contro Anas e Aspi, sono stati appesi su un muraglione. (foto di Massimo Pio, dal gruppo Facebook “Masone i suoi problemi e le sue bellezze”)

E a inizio mattinata ha riaperto con circa un’ora di ritardo il tratto autostradale dell’A26 tra Ovada e il bivio con l’A10, dove durante la notte sono state ispezionate diverse gallerie. Code a catena nel tratto interessato e problemi già dalle prime ore della giornata anche in A7 e A12. Nelle prossime 6 notti sono peraltro in programma ispezioni a raffica nelle gallerie, col rischio di disagi ancora maggiori di quelli vissuti fin qui. Poi una parziale tregua dei cantieri a partire dal 10 luglio, anche se il ritorno alla normalità è atteso solo a fine mese.

Mattinata di disagi anche sul fronte dei treni per un guasto avvenuto a Milano. Trenitalia in parallelo ha predisposto un piano per gestire l’aumento dei passeggeri e il problema del rispetto delle distanze di sicurezza all’interno delle carrozze.

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