Giorno: 23 Novembre 2020

Violenza sulle donne, Caccioni (Mascherona): “Diminuite le richieste ma aggressioni più efferate”

“Le parole non bastano”, è questo il ciclo di webinar ideato e organizzato dal Centro Antiviolenza Mascherona di Genova, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre. Si tratta di cinque webinar, svolti sulla piattaforma Zoom a cadenza mensile, partiti oggi (lunedì 23 novembre ndr) e che si concluderanno l’8 marzo 2021. Il primo incontro ha trattato il tema della relazione tra magistratura civile e penale rispetto al tema della violenza contro le donne e dell’affidamento dei minori. Sono intervenuti sul tema nomi autorevoli del panorama genovese e nazionale: Paola Di Nicola, giudice tribunale di Roma, Monica Velletti, presidente sezione civile tribunale di Terni, Francesco Cozzi, procuratore capo tribunale penale di Genova e Francesco Mazza Galanti, presidente della sezione famiglia del tribunale civile di Genova. Silvia Cristiani, psicologa e psicoterapeuta del Centro Antiviolenza Mascherona, ha introdotto e moderato l’incontro. “La nostra parola d’ordine per questo 25 novembre è formazione – ha dichiarato Manuela Caccioni, responsabile del Centro Antiviolenza Mascherona – non solo all’interno delle scuole in cui svolgiamo attività con studenti e insegnanti, ma anche all’interno della rete territoriale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. Le oltre 150 iscrizioni ricevute nel giro di pochissimi giorni ci dimostrano che la necessità di incontri di formazione specifici e specialistici è un bisogno condiviso”.

Il lockdown ha esplicitato in modo manifesto le discriminazioni e la violenza che le donne subiscono quotidianamente.
Il dato allarmante che emerge dal rapporto dell’Onu su lockdown è che le violenze domestiche hanno avuto un incremento del 20% in tutti i Paesi. Molto importante in questa fase è stato il lavoro del Centro Antiviolenza Mascherona sul territorio ligure che ha continuato a garantire aiuto alle donne anche durante l’emergenza sanitaria. Da gennaio al 15 novembre con le 406 donne seguite sono stati svolti 2139 colloqui, di cui 1272 in presenza e 867 in remoto. Durante il lockdown, da inizio marzo fino al 10 giugno, il Centro Antiviolenza Mascherona ha chiuso al pubblico, ma ha continuato il lavoro di sostegno in modalità online. “Certamente c’è differenza rispetto a un colloquio di persona – continua Manuela Caccioni – ma abbiamo registrato una buona risposta da parte delle donne ad utilizzare i mezzi tecnologici, dovuta anche alla difficoltà oggettiva a poter uscire di casa”. Durante la seconda ondata, molte donne stanno nuovamente chiedendo di poter fare i colloqui in remoto, soprattutto le donne che vivono fuori Genova o che hanno figli. “Alcune donne che seguo sono a casa in quarantena in attesa del tampone, altre hanno i bambini in dad e non riescono a venire. Per questo – conclude la responsabile del Centro – abbiamo ripreso a svolgere colloqui anche in remoto. Continueremo ad esserci perché il Covid non ha fermato la violenza”. Se da una parte sono diminuite le richieste di aiuto da parte delle donne, dall’altra la violenza degli uomini, in questo periodo, è risultata ancora più efferata. Ascolta l’intervista completa.


Vaccino contro il Coronavirus, in Liguria servono quasi 50mila dosi tra personale e ospiti delle strutture sanitarie

Regione Liguria, a seguito della nota della Presidenza del Consiglio e della ricognizione chiesta dal Commissario Arcuri, si è attivata per collaborare alla predisposizione del piano nazionale individuando 23 ospedali come centri per l’erogazione della vaccinazione che sarà primariamente indirizzata al personale ospedaliero, dei servizi territoriali e alle rsa.

Il fabbisogno individuato e trasmesso al governo riguarda 27.516 unità di personale ospedaliero e territoriale, di cui 23.317 di personale sanitario e sociosanitario. A questi si aggiungono 12.780 ospiti e 9.114 lavoratori delle Rsa. Il totale del personale operante nei presidi ospedalieri e sul territorio è così distribuito: Asl 1 2.829, Asl 2 5.161, Asl 3 14.688, Asl 4 2.481 e Asl 5 2.357.

Nei presidi residenziali per anziani in Liguria, che saranno oggetto della prima fase di vaccinazione, si registrano: in provincia di Imperia 1.560 unità di personale e 2.174 ospiti, in provincia di Savona 1.673 unità di personale e 2.481 ospiti, in provincia di Genova 5.336 unità di personale e 7.407 ospiti, in provincia di Spezia il personale operante è pari a 545 unità e gli ospiti sono 718.

Nel documento inviato al governo il personale conteggiato rappresenta l’attuale dotazione organica e potrebbe aumentare nelle prossime settimane.

Le strutture individuate per la somministrazione delle prime dosi sono 23: in Asl 1 saranno gli ospedali di Bordighera, Imperia e Sanremo, in Asl 2 gli ospedali di Albenga, Cairo Montenotte, Pietra ligure e Savona, in Asl 3 e Asl 4 gli ospedali di Arenzano, Evangelico di Voltri e Castelletto, Galliera, Gaslini, Sestri ponente, Pontedecimo, Policlinico San Martino, Villa Scassi, Rapallo, Lavagna, Sestri levante e Iclas di Rapallo, in Asl 5 gli ospedali di Sarzana, Levanto e La Spezia.

Genova, al via il progetto “Caruggi”

GENOVA – Si chiama “Caruggi” ed è un piano integrato di interventi con il quale l’amministrazione comunale punta al recupero a 360 gradi del centro storico, facendolo tornare ad essere un luogo vivibile, dotato dei migliori servizi per tutti i cittadini di ogni età. 

L’investimento complessivo ammonta a circa 137 milioni di euro e il progetto ha l’obiettivo di rivitalizzare una porzione di città dall’alto potenziale, migliorando la qualità di vita dei residenti, dei lavoratori – commercianti, professionisti, impiegati – e la fruibilità da parte di chi ci vive o lo visita anche solo occasionalmente. Un luogo sicuro, pulito affascinante e vero simbolo di Genova. 

Il Piano ha visto l’impegno congiunto di tutti gli assessori del Comune di Genova, in sinergia con gli uffici dell’Urban Center, Direzione Urbanistica, Patrimonio e con la Scuola Politecnica di Genova.  

Gli ambiti di intervento sono dieci e sono frutto anche del coinvolgimento delle associazioni di categoria, del terzo settore e dei residenti del Centro Storico: Progetti urbani; Manutenzione e Innovazione tecnologica; Interventi socio-educativi; Piano Commercio; Nuova Illuminazione Pubblica; Progetti Sicurezza; Piano Pulizia; Mobilità e Accessibilità intelligenti; Turismo – Tempo Libero; la “Movida” che vogliamo. 

Si tratta di un piano integrato che continuerà ad essere aperto e sarà arricchito nei propri contenuti con osservazioni, contributi, miglioramenti che emergeranno attraverso laboratori, workshop e tavoli di confronto in una logica di partecipazione attiva.  

Gli interventi saranno realizzati entro un minimo di sei mesi ed un massimo di 5 anni. Il Piano strategico analizza le criticità e le eccellenze già esistenti e vuole riqualificare, senza snaturarlo, uno dei più grandi centri storici medievali d’Europa, famoso per i suoi vicoli cantati da De Andrè, i magnifici Palazzi dei Rolli, il Porto Antico, le sue chiese e i suoi negozi, tutti veri e propri gioielli. 

La logica – come sottolineato – è quella delle sviluppo di azioni integrate, che sappiano unire la concreta esigenza di interventi fisici con azioni rivolte alla rivitalizzazione economica e sociale attraverso lo sviluppo delle potenzialità culturali, turistiche e di vivibilità. 

Tra le azioni operative, alla voce progetti urbani, è prevista la riqualificazione di undici piazze e il recupero dei margini e delle mura storiche, la concessione di immobili confiscati alle mafie a canone zero a favore di associazioni culturali e no profit, la realizzazione di uno studentato diffuso in alloggi anche di proprietà pubblica, eventuali demolizioni finalizzate a creare piccole piazze nel tessuto storico e ancora affitti calmierati per giovani coppie e single. Un capitolo importante è quello della manutenzione e dell’innovazione tecnologica, con interventi su edifici pubblici, scuole e musei, la diffusione della fibra ottica, il sostegno ai privati per l’accesso al Bonus Facciate. È prevista anche la manutenzione delle pavimentazioni e dell’accessibilità del Centro Storico, con anche il ripristino dei bagni pubblici. Alla voce interventi socio-educativi, verranno realizzati un cohousing per donne vittime di violenza e un albergo etico gestito da persone con disabilità, saranno potenziati i servizi di nido e materna anche in orario notturno e nascerà l’Osservatorio per l’immigrazione con rappresentanti delle comunità di riferimento. Si cercherà di favorire un mix sociale che garantirà l’equilibrio delle presenze abitative a qualsiasi livello. 

Il piano commercio prevede un mix di interventi che puntano a inserire nuove attività e a supportare quelle esistenti e le eccellenze come le botteghe storiche, rivitalizzando i piani terra. Verrà stabilito, sul modello della riqualificazione avviata dal Comune nell’area di Pré, il canone zero per 200 immobili comunali e privati per 5 anni, inoltre si vuol favorire la creazione di nuovi distretti commerciali tematici oltre a sostenere quelli attuali. Uno degli obiettivi è di far “vivere di luce” i vicoli: per questo sono previsti contributi per le vetrine antisfondamento in sostituzione di serrande, per garantire più luce attraverso le vetrine illuminate anche nelle ore di chiusura dei negozi. Per favorire ulteriormente lo shopping, all’interno dell’area della città vecchia, ci sarà un minibus elettrico accessibile. 

Il piano integrato ha tra i punti di forza il rinnovo e il forte potenziamento dell’illuminazione di strade, vicoli e mura con lampade a led (+200 per cento di prestazione luminosa e risparmio energetico del 50 per cento), e sarà realizzata l’illuminazione artistica e scenografica di edifici e percorsi storici. Altro punto centrale la sicurezza: sono previsti l’apertura di una nuova sede di Polizia Locale dedicata al reparto Centro Storico, la creazione di un nucleo tutela Centro Storico, 200 nuove telecamere, 20 nuovi veicoli tra cui i segway per il pattugliamento e un piano di contrasto e prevenzione delle dipendenze. Sono previste azioni di contrasto all’abbandono degli alloggi e soprattutto alla locazione impropria e all’abusivismo. 

Saranno poi potenziati la pulizia ordinaria giornaliera, il lavaggio strade e cestini, verranno aperti sei nuovi ecopunti, sarà attivato il progetto sf-RATTO per la derattizazione e ci saranno interventi puntuali contro la presenza di deieizioni canine e dei volatili.  

Saranno anche adeguati i percorsi e gli spazi pedonali, con nuovi ciclostazioni per bici e monopattini, e verranno riorganizzati gli accessi alla Ztl e alle aree pedonali, anche con ulteriori telecamere per i controlli. Sempre per quanto riguarda la mobilità il Centro Storico sarà accessibile grazie a un circuito di minibus elettrici. Per il turismo e tempo libero è prevista la nascita di un nuovo hub per l’informazione e l’accoglienza turistica e di 15 totem digitali per le informazioni turistiche, il recupero e la valorizzazione di 40 edicole votive, 100 attrazioni e giochi inclusivi per bambini.

Si lavorerà anche per migliorare la qualità della movida, sostenendo le attività sane, con anche incentivi ai locali per l’acquisto di dehors e serramenti antirumore, incentivi che saranno offerti anche ai residenti per cambiare gli infissi. Ci saranno presidi fissi delle forze dell’ordine per i controlli e si punterà a spostare la movida notturna in spazi ampi e contesti non residenziali. 

In occasione dell’illustrazione ufficiale del progetto è stato presentato il logo “Caruggi”, a crearlo è stato Maria Silvia Guagnano vincitrice del concorso di idee lanciato dal Comune di Genova a cui sono arrivate oltre cento proposte.

Il sindaco Marco Bucci spiega così il piano integrato: “Caruggi non è solo un termine dialettale caro a noi genovesi ma anche una parola con cui Genova è conosciuta nel mondo. Il nostro centro storico ha un valore universale: è un patrimonio artistico, culturale, storico, sociale che abbiamo il dovere di valorizzare ancora di più. Farlo diventare davvero un’eccellenza, uno spazio che sia unico da visitare, ma anche un posto straordinario dove poter vivere e trascorre il tempo libero. Che possa essere un’opportunità per chi sceglie di venirci a lavorare. Siamo decisi a recuperarne tutto il suo valore storico ma a renderlo anche moderno e proiettato al futuro. Abbiamo davanti un piano preciso e qualificato, condiviso con le tante realtà che fanno parte della nostra città vecchia: adesso non ci resta che renderlo totalmente operativo”. 

“Sottolineo con orgoglio che questo piano ha visto un impegno congiunto e contemporaneo di tutti gli assessorati e uffici comunali che ringrazio, in collaborazione con il municipio Centro Est e le associazioni di coloro che vivono, lavorano e operano nel centro storico – dice l’assessore al Centro Storico del Comune di Genova Paola Bordilli –. Consegniamo oggi alla città il nostro sogno per il futuro del centro storico, lo vogliamo condividere con i cittadini sempre in una logica di bottom up perché ci aspettiamo il loro contributo alla realizzazione del progetto. Il centro storico è un patrimonio di tutti i genovesi che lo amano e lo rispettano: ad ognuno di loro confermiamo il nostro impegno perché sia sempre più vivibile, fruibile e di qualità”. 

“Un grande impegno, senza precedenti, quello che l’amministrazione comunale ha messo in campo – dice Andrea Carratù, presidente del Municipio I Centro Est -. La condivisione dei progetti con le realtà che vivono e operano sul territorio sono i segnali migliori di un lavoro fatto bene e che ha le fondamenta necessarie per raggiungere l’obiettivo. Un ringraziamento va al sindaco Bucci e ai suoi assessori perché hanno saputo affrontare le maggiori tematiche legate al Centro storico, ricercando in tutte le direzioni e coinvolgendo tutti i soggetti interessati, le giuste proposte e le migliori soluzioni”.

Il Galata Museo del Mare di Genova presenta il Virtual Tour della Sala Coeclerici

A partire da oggi, 23 Novembre è possibile effettuare il tour virtuale della Sala Coeclerici e visitare la mostra “Navigare nell’Arte”.
Questo progetto, finanziato interamente dalla Fondazione Paolo Clerici per il Galata Museo del Mare, è il primo del suo genere in Liguria.

La sala, inaugurata nel 2018, ospita una selezione di 60 dipinti scelti dalla collezione della Fondazione Paolo Clerici che in tutto conta 250 dipinti e opere a tema marittimo. La mostra dalla sua apertura è stata visitata da oltre 297.000 persone e potrà essere ora apprezzata anche virtualmente dai visitatori.

L’iniziativa voluta dal Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni e dalla Fondazione Paolo Clerici, in questo momento storico in cui musei e luoghi della cultura in Italia e nel mondo sono chiusi a causa della pandemia Covid-19, risponde all’esigenza di trasformazione digitale a cui i musei sono già stati invitati anche dall’Unione Europea.

Attraverso il tour virtuale a 360°, il visitatore oltre ad ammirare le opere esposte che fanno parte di un patrimonio figurativo di cultura marinara considerato il maggiore a livello privato e uno tra i più rilevanti in Europa, può approfondire la storia di 20 dipinti e 4 modelli di navi attraverso testi descrittivi e filmati multimediali. Tutte le opere presentate sono firmate da artisti italiani e stranieri di fama, quali Adam, Craffonara, De Simone, Klodic, Mohrmann e Roullet e si accomunano nel richiamo del mare e della vocazione internazionale che da generazioni la famiglia Clerici si tramanda.
È stata creata inoltre un’area dedicata ai più piccoli che consente di “giocare con la navi” a conferma che la cultura del mare è un patrimonio dedicato a tutte le età.

Il tour è possibile effettuarlo ai seguenti link:
https://www.galatamuseodelmare.it

https://fondazionepaoloclerici.com

Covid: la situazione nello spezzino

Dopo quello di Genova al Porto Antico è arrivata la nuova struttura che va a riguardare la parte di levante della regione, la Asl5 che al momento dopo Genova e la sua Città metropolitana risulta la più sotto pressione. Apre oggi infatti il secondo Covid hotel della Regione, il Gabbiano alla Spezia che dispone di 36 posti letto per bassa e bassissima intensità di cura.

Ai microfoni di Babboleo News il sindaco Pierluigi Peracchini ha fatto il punto sulla situazione Covid nel territorio spezzino

Rc auto e Covid, in Liguria ad ottobre il calo è del 14%

Quali sono gli effetti del Covid sul costo delle assicurazioni auto in Italia? Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it la pandemia ha avuto un impatto significativo sul prezzo delle polizze tanto che, ad ottobre 2020, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Liguria occorrevano in media 491,87 euro, valore in calo del 13,65% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il dato emerge dall’analisi di oltre 156.000 preventivi raccolti in Liguria da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi e delle quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

«La pandemia ha inciso significativamente sul costo dell’RC auto – ha spiegato Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it -. A marzo e aprile i premi medi sono crollati a seguito del blocco della circolazione, del calo di immatricolazioni di nuove auto e di tariffe molto più competitive offerte dalle compagnie assicurative online. Nonostante l’aumento rilevato tra maggio e giugno, legato alla ripresa di circolazione e immatricolazioni, i premi medi sono tornati a scendere da agosto, grazie al miglioramento delle tariffe offerte delle compagnie assicurative che, soprattutto online, hanno scelto di ridurre i prezzi offerti ai clienti in virtù del risparmio ottenuto nel 2020 a seguito del calo complessivo dei sinistri stradali».

Il calo dei prezzi evidenziato da Facile.it in Liguria ad ottobre è stato addirittura superiore a quello rilevato a livello nazionale (-10,51%) e ha riguardato tutte le aree della regione, seppur in modo differente. La provincia ligure che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’RC auto è stata quella di La Spezia dove, ad ottobre 2020, il calo è stato addirittura del 18,19% rispetto allo stesso mese del 2019, con un premio medio sceso a 520,54 euro. Nonostante la buona notizia, però, La Spezia rimane la provincia ligure dove gli automobilisti spendono in media di più per assicurare un veicolo a quattro ruote. Segue nella graduatoria regionale la provincia di Genova, dove ad ottobre 2020 la diminuzione è stata del -13,97% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 508,93 euro.Calo più contenuto per la provincia di Imperia, dove il premio medio è sceso a 427,70 euro, vale a dire l’11,32% in meno rispetto allo stesso mese del 2019; gli automobilisti imperiesi possono però consolarsi perché le tariffe medie rilevate nella provincia sono le più basse della regione. Chiude la graduatoria regionale la provincia di Savona; nell’area il premio medio RC auto è diminuito “solo” dell’8,49%, stabilizzandosi a 437,32 euro.«Visti questi cali tariffari così importanti» – conclude Palano – è importante che i consumatori cerchino di approfittarne, confrontando le molte offerte presenti sul mercato per beneficiare di prezzi oggi ai minimi storici e garantendosi un risparmio importante, soprattutto in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando».

“In farmacia per i bambini”, anche in Liguria si combatte la povertà sanitaria

Fino al 27 novembre ritorna “In farmacia per i bambini”, acquista e dona un farmaco o prodotto babycare per i bambini in povertà sanitaria. E’ un’iniziativa della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus.

L’iniziativa nazionale della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus, In farmacia per i bambiniarriva all’ottava edizione, dal 20 Novembre in concomitanza con la Giornata Mondiale dei diritti dell’infanzia, fino al 27 Novembre, sarà possibile comprare e donare farmaci per combattere la povertà minorile. L’iniziativa si basa sui principi della solidarietà e della responsabilità sociale del farmacista, delle aziende e degli individui.
L’aumento della povertà minorile, già preoccupante prima del Covid-19, rende necessaria la raccolta di farmaci e prodotti pediatrici nelle farmacie aderenti presenti in tutto il territorio nazionale, in aiuto ai bambini in povertà sanitaria.

In tutta Italia si contano quasi 2000 farmacie in cui è possibile donare, mentre sul territorio ligure si contano 70 farmacie disponibili a questo link: https://infarmaciaperibambini.nph-italia.org/lista-farmacie/.

Di che cosa si occupa la Fondazione Francesca Rava?

La Fondazione Francesca Rava, nata nel 2000, aiuta l’infanzia e l’adolescenza in condizioni di disagio in Italia e nel mondo. Rappresenta in Italia la Fondazione St. Luc di Haiti e inoltre N.P.H. Nuestros Pequeños Hermanos (I Nostri Piccoli Fratelli), che dal 1954 salva e da un futuro nelle sue Case, scuole e ospedali in nove paesi dell’America Latina.
In Italia sostiene su tutto il territorio nazionale case famiglia e comunità mamma-bambino con progetti sanitari ed educativi; insieme a KPMG lotta contro l’abbandono neonatale con ”ninna ho”; ha ricostruito 8 scuole nel Centro Italia colpito dal terremoto.
Nell’emergenza Covid-19 ha supportato con attrezzature e invio di volontari sanitari, 26 ospedali in 21 città, in 10 Regioni, anche allestendo percorsi di nascita sicuri nei reparti Maternità; con il programma Sos Spesa ha distribuito generi alimentari, presidi dpi, devices per homeschooling a 32.000 persone, tra case famiglia e famiglie in difficoltà.

‘Edipo: io contagio’, al Ducale l’incontro fra tragedia classica e nuova pandemia.

Palazzo Ducale è il contenitore della mostra-spettacolo EDIPO: IO CONTAGIO, ideata da Davide Livermore e nata da un progetto condiviso dal Teatro Nazionale di Genova e la Fondazione per la cultura Palazzo Ducale.

Ambientata in una Tebe devastata da un’inarrestabile pestilenza, la tragedia di Sofocle riflette il periodo storico che stiamo vivendo attraverso un percorso suddiviso in diverse imponenti scenografie dove sei performer, ciascuno chiuso in un box trasparente, restituiscono frammenti del primo atto dell’Edipo Re di Sofocle.

Vengono così evocate mogli e madri che piangono mariti e figli, una comunità che si interroga sulla responsabilità dell’uomo nel disastro, capi di stato che cercano salvezza per il proprio popolo.

Un progetto che vuole riaffermare con forza l’importanza della cultura teatrale in tempo di crisi e della tutela di attori e maestranze, nel momento in cui i teatri si sono trovati a dovere chiudere al pubblico per la seconda volta in pochi mesi.

L’arte deve esistere e resistere” afferma il Direttore del Teatro Nazionale di Genova Davide Livermore. Ecco la sua presentazione della mostra.

Edipo-Io contagio si potrà visitare virtualmente attraverso una serie di video realizzati apposta e condivisi prossimamente sui canali del Teatro e di Palazzo Ducale.