Giorno: 27 Aprile 2021

Su i sipari! A Genova ripartono i teatri

Un tempo lungo, un’attesa mitigata soltanto dal surrogato degli spettacoli in streaming che hanno tenuto in qualche modo accesa una comunicazione tra gli artisti e il pubblico, mentre le platee rimanevano mestamente vuote. Ma è arrivata l’ora della nuova riapertura dei teatri e subito vengono annunciati i primi spettacoli in cartellone.

Riprende la programmazione del Teatro Nazionale di Genova con due nuovi spettacoli di produzione ed un cartellone con dieci eventi che verranno proposti sino al 13 giugno. Venerdì 30 aprile debutteranno in contemporanea al Teatro Ivo Chiesa Grounded di George Brant con Linda Gennari e la regia di Davide Livermore, e sul palcoscenico del Teatro Gustavo Modena Solaris di David Greig diretto da Andrea De Rosa.

Il Teatro Carlo Felice riaprirà i battenti giovedì 27 aprile con una maratona musicale. Alle 18 nella sala grande del Carlo Felice aprirà il Coro di Voci Bianche diretto da Gino Tanasini , a seguire il Coro del Teatro diretto da Francesco Aliberti con una serie di esecuzioni da Vivaldi a Rota passando per Mozart, Verdi, Lehar e Orff. Nell’ Auditorium Montale i tredici giovani cantanti partecipanti alla Accademia eseguiranno arie e duetti dal grande repertorio lirico. Al termine il pubblico interessato potrà rientrare nel Carlo Felice per il concerto sinfonico diretto da Federico Maria Sardelli con le Sinfonie n.29 di Mozart e n.96 di Haydn. Chiusura prevista alle 21

Anche il Teatro della Tosse si prepara ad alzare il sipario con ART di Yasmina Reza, regia di Emanuele Conte, con gli attori Luca Mammoli, Enrico Pittaluga e Graziano Sirressi. Lo spettacolo resterà in scena alla Sala Campana del Teatro di Sant’Agostino da martedì 4 a venerdi 7 maggio e replicherà al teatro del Ponente sabato 8 maggio, sempre alle 20.00.

Ha annunciato la ripartenza anche il Teatro dell’Arca, nel carcere di Marassi a Genova, ad aprire ufficialmente la stagione al pubblico sarà Istanbulbeat, di e con Deniz Ozdogan, venerdì 7 maggio, ore 19.30.

Liguria settima in Italia per efficacia e capacità di risposta del welfare

La Liguria si conferma la regione più “anziana” d’Italia con 31,1 pensionati ogni 100 abitanti. Il dato emerge dalle classifiche del Welfare Italia Index, indicatore sintetico di misurazione delle performance dei territori in termini di politiche sociali, sanità, previdenza e formazione realizzato da Welfare, Italia, think tank nato su iniziativa di Unipol Gruppo in collaborazione con The European House – Ambrosetti. Il Welfare Italia Index è basato su 22 indicatori di perfomance che misurano dimensioni di input, ovvero indicatori di spesa (pubblica e privata) in welfare che raffigurano quante risorse sono allocate in un determinato territorio (ad esempio l’ammontare allocato tramite Fondo Sanitario Nazionale rapportato sul totale della popolazione regionale o l’assegno pensionistico medio mensile degli over 65) e dimensione di output, ovvero indicatori strutturali che rappresentano il contesto socio-economico in cui si inserisce la spesa in welfare (ad esempio il tasso di disoccupazione o la quota di famiglie in povertà).

Dal rapporto annuale si evidenzia che in Liguria sono superiori al dato nazionale le risorse pubbliche per la sanità (2.122 euro contro 1.979 euro) e le risorse private (668 euro vs 557 euro). Mentre inferiori alla media nazionale sono i contributi sociali riscossi dagli enti di previdenza e la spesa pubblica per consumi finali per l’istruzione e la formazione.

Complessivamente la Liguria nel 2020 si è classificata al 7° posto tra le Regioni italiane per efficacia e capacità di risposta del sistema di welfare e al 6° posto per quel che efficacia, efficienza e appropriatezza dell’offerta sanitaria. E’ al 4° posto nella spesa media regionale per utente fruitore degli asili nido, pari a 8.190 euro (dato nazionale 5.538 euro) e al 12° posto per ciò che riguarda il tasso di disoccupazione della popolazione con più di 15 anni (9,6% contro un valore nazionale di 8,6%), i giovani Neet (18,7% vs 16,9 %), e i cittadini inattivi su popolazione in età lavorativa (41,1%, in linea con il dato nazionale).