13 Ottobre 2021 – Babboleo

13 Ottobre 2021

Rientro dallo smart working per 20 mila dipendenti della p.a. in Liguria. Cgil: “Sbagliato demonizzare il lavoro agile”

In Liguria sono almeno 20mila i dipendenti della pubblica amministrazione, degli enti locali alla sanità, che negli scorsi mesi a rotazione hanno utilizzato il lavoro agile.

Da venerdì 15 ottobre, come deciso dal decreto del ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta, i dipendenti in smart working dovranno tornare tutti progressivamente in presenza. Il graduale rientro interessa per primi i lavoratori impegnati nelle attività di front office e sportello.

Non siamo d’accordo con l’impostazione del decreto – spiega Nicola Dho, segretario generale Funzione Pubblica Cgil LiguriaDa una parte si pensa, erroneamente, che lo smartworking sia sinonimo di minor impegno da parte dei lavoratori. Dall’altra si rischia di perdere un’occasione di innovazione ed efficienza dell’amministrazione pubblica”.

In Liguria i dipendenti della pubblica amministrazione (escludendo il comparto scuola) sono circa 50 mila e almeno 20 mila, a rotazione, hanno utilizzato la possibilità di lavoro a distanza: 15mila sono impiegati negli enti locali .

Ci sono aziende che avevano già introdotto parzialmente lo smart working prima della pandemia, poi in questi mesi è stato implementato e migliorato, per questo chiediamo alla Regione un piano per potenziare le infrastrutture e favorire chi abita e lavora in remoto nell’entroterra e nella zona costiera – continua il sindacalista- Inoltre lo smartworking si è dimostrato anche uno strumento, aggiuntivo, di prevenzione per i lavoratori fragili “.

Liguria, al via la campagna P.R.E.S.T.O. per sensibilizzare i cittadini liguri sull’ictus

A distanza di due anni dalla prima edizione, torna P.R.E.S.T.O.,
la campagna di A.L.I.Ce Liguria per sensibilizzare i cittadini genovesi e liguri sui sintomi e
le modalità di cura dell’ictus cerebrale.
Il nome del progetto Presto è un acronimo tra i
quattro principali sintomi di ictus (Perdere forza, Riduzione vista, Esprimersi, Sorridere), il
Tempo (variante fondamentale per intervenire in modo efficace) e l’Ospedale (il punto di
arrivo per essere sottoposti alle cure necessarie)
. Il progetto, che ha ricevuto il contributo
di Fondazione Carige, si articola su tre fasi: la registrazione dei tempi di arrivo negli
ospedali nei 4 mesi precedenti la campagna di informazione e sensibilizzazione; 8 mesi di
campagna rivolta ai cittadini; 4 mesi di nuova raccolta dati per registrare l’eventuale
miglioramento sui tempi di arrivo in ospedale.
In Liguria si registrano circa 4.000 casi di ictus all’anno e, a livello nazionale, va ricordato
come l’ictus sia la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie,
essendo responsabile del 10/12% di tutti i decessi. L’ictus rappresenta anche la principale
causa di invalidità, costituendo un considerevole carico sociale per il paziente, per i
familiari che lo assistono e per l’intera comunità.
“Tra il 2018 e il 2019 abbiamo lanciato la prima edizione di Presto raccogliendo a fine
campagna dati incoraggianti circa la riduzione dei tempi di arrivo in ospedale e il numero di
ictus scoperti – spiega Massimo Del Sette, Direttore U.O. Neurologia dell’IRCCS
Ospedale Policlinico San Martino e presidente di Alice Liguria -. Siamo convinti che si
possa fare ancora meglio e per questo abbiamo lanciato una seconda edizione del
progetto ancora più strutturata e articolata. È fondamentale rispettare il nome della
campagna, e fare presto, perché dalla comparsa dei sintomi di ictus abbiamo a
disposizione solo 4 ore e 30 minuti per poter intervenire”. “I tempi di arrivo in ospedale non
sono però l’unica sfida che abbiamo di fronte – aggiunge Del Sette -. In Liguria al
momento abbiamo 8 centri per la trombolisi endovenosa e 2 centri per la trombectomia,
bisogna quindi valutare il trasporto dei pazienti tra i vari ospedali individuando il modello
migliore per le caratteristiche della nostra regione”. “Inoltre – conclude il presidente di Alice
Liguria – passata l’ondata peggiore del Covid, dobbiamo sottolineare l’importanza di
ripartire con una ritrovata normalità negli ospedali, in quanto l’ictus è un’epidemia che
resta”.
Il via ufficiale alla campagna di informazione e sensibilizzazione Presto è avvenuto questa
mattina, durante il convegno “La rete dell’ictus in Liguria: bisogna fare P.R.E.S.T.O.”,
organizzato dall’Ospedale Policlinico San Martino di Genova con il patrocinio di Alice
Liguria Odv, Università degli Studi di Genova, Regione Liguria e OMCEO GE. L’evento
che dal punto di vista scientifico è stato organizzato da Lucio Castellan (Direttore
Dipartimento della diagnostica per immagini e radioterapia IRCCS Ospedale Policlinico
San Martino), Massimo Del Sette (Direttore U.O. Neurologia IRCCS Ospedale Policlinico
San Martino) e Angelo Schenone (Direttore U.O. Clinica Neurologica Università di
Genova), ha visto la partecipazione di neurologi, personale medico, direttori sanitari e

anche del presidente di Regione Liguria, e assessore alla Sanità, Giovanni Toti.
“Per prima cosa vorrei ringraziare tutti i medici, i dirigenti medici, gli infermieri e gli
operatori sanitari che si apprestano alla fondamentale ripartenza del sistema sanitario: se
ora siamo sulla linea del traguardo nella battaglia al Covid – osserva il presidente della
Regione Liguria Giovanni Toti – ne abbiamo molte altre che in qualche modo hanno anche
patito sulla linea del fronte rispetto agli sforzi compiuti per il Coronavirus. Oggi ripartiamo
con il piano Restart e cominciamo a ridisegnare quella che sarà la rete della Sanità del
futuro, con i fondi del Pnnr, per rispondere ai bisogni dei cittadini”. “La velocità necessaria
per affrontare l’ictus e l’indispensabile rapidità dei tempi in cui si cura è qualcosa che ci
deve far interrogare su quella rete di ospedali di comunità, case della salute, pronto
soccorso, punti di primo intervento di cui dobbiamo costellare il territorio – aggiunge il
governatore -. La migliore offerta sanitaria non è sempre e comunque avere poco di tutto
accanto a casa, ma talvolta è avere le persone che ti indirizzano nel posto giusto in un
tempo ragionevolmente breve per essere assistito”. “La Sanità si è comportata bene e
questo credo che vada ribadito. Certo, abbiamo sempre il tema della riabilitazione post
acuti, un tema che resta aperto e su cui l’offerta pubblica e privata convenzionata resta al
di sotto dei bisogni del nostro territorio. Dobbiamo avere però la consapevolezza di essere
di fronte ad una sfida epocale per la nostra Sanità, grazie ai fondi in arrivo dal Pnnr: tutti
insieme dobbiamo disegnare una rete che risponda sempre di più ai bisogni dei cittadini,
che sia razionale e garantisca un aumento delle prestazioni che potremmo offrire come
Regione Liguria”.
Gli interventi scientifici del convegno si sono concentrati su tutta la “filiera” nella cura
dell’ictus: dal riconoscimento dei sintomi, allo smistamento telefonico del 112, fino alla cura
in ospedale e alla riabilitazione post intervento. Particolarmente interessante è stato anche
il punto di vista dei pazienti (e delle loro famiglie), analizzato da Nicoletta Reale, vice
presidente di Alice Liguria. “In questo periodo ai pazienti è mancato principalmente il
contatto umano, che per le attività di Alice è fondamentale vista l’attenzione che abbiamo
sempre dedicato ai gruppi di auto-aiuto, di recupero fisico, di sostegno psicologico ma
anche alle attività culturali, sportive e sociali, come le sedute settimanali con il ‘coro degli
afasici’ – spiega la vice presidente di Alice Liguria -. La pandemia tuttavia ci ha dato anche
alcune alcuni spunti positivi, soprattutto sull’uso degli strumenti digitali per la telemedicina
o più semplicemente per mantenere un contatto ‘umano’ a distanza”. “Oggi i pazienti
richiedono all’unanimità un ritorno alla normalità – aggiunge Nicoletta Reale -. Ricevere la
giusta e consueta assistenza sia ambulatoriale che riabilitativa, essere visitati dal proprio
medico, ricevere il trattamento fisioterapico o logopedico, intrattenere relazioni sociali”.
“Grazie ai progressi della scienza medica – conclude Reale – oggi sappiamo che l’ictus
cerebrale è un’emergenza medica che si può prevenire e curare. Ma è necessario che i
cittadini ne abbiano la più ampia consapevolezza e che facciano presto!”.

‘Andy Warhol icona pop’ sbarca al Porto Antico di Genova

Dal 19 novembre al 27 marzo i Magazzini del Cotone del Porto Antico di Genova ospiteranno l’esposizione delle opere dell’eclettico Andy Wharol.
In mostra oltre cento opere tra polaroid, serigrafie e preziosi cimeli provenienti dalla collezione privata di Eugenio Falconi per Art Motors, che raccontano in un ambiente suggestionante, l’evoluzione artistica di uno degli artisti più influenti dell’arte contemporanea.

Warhol insegue, raccoglie e rielabora immagini le cui suggestioni permangono nell’immaginario collettivo, frutto di una sapiente mescolanza tra la nascente ‘Popular art‘ e le influenze dada-surrealiste importate dall’Europa grazie alla presenza sul territorio americano di numerosi artisti sfuggiti dalla guerra.

La mostra vuol far rivivere l’ebbrezza dei favolosi anni Sessanta attraverso sezioni interattive e multimediali, musica, citazioni e ambientazioni dai colori psichedelici che accompagneranno il visitatore nel viaggio nel mondo dell’artista di Pittsburgh.
Non ultima la ricostruzione in scala reale della Factory, centro nevralgico delle produzioni artistico-cinematografiche di Warhol, il magico luogo in cui transitarono star, poeti, scrittori e collezionisti in cui il visitatore potrà fisicamente entrare per immergersi nella magia di un luogo denso di arte e vita.

L’esposizione racconta anche il rapporto tra Pop art e musica degli anni dal 1955 e il 1985, svelando come la cultura di massa possa essere veicolata contemporaneamente dalle arti figurative e dal mondo musicale. La pop art coinvolge tutti in questo nuovo mondo figurativo, anche attraverso la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa che modificano radicalmente la cultura collettiva, introducendo nella testa di tutti una valanga di immagini, parole e motivetti musicali ripetitivi di amplissima diffusione e dalla fortissima presa.
Andy Warhol racconta questa fase storica nelle sue opere caratterizzate dall’ossessiva ripetizione dell’immagini simboliche dell’epoca: prodotti di largo consumo, star di Hollywood e celebrità della pop music.

Curata da Edoardo Falcioni e prodotta dalla ‘Navigare s.r.l.’, la mostra prevede numerose collaborazioni.
Da segnalare la consulenza artistico musicale di Red Ronnie, il conosciuto giornalista, critico musicale, conduttore televisivo e radiofonico italiano che sarà presente all’Evento inaugurale insieme ad altri artisti di caratura internazionale.

Eccellenze sportive, il campione paralimpico Francesco Bocciardo incontra la Levante C Amputati

Incontro tra eccellenze sportive genovesi mercoledi 13 ottobre alle ore 18 al West Beach di Genova Multedo.

La società e squadra di calcio amputati della Levante C Pegliese festeggeranno il pluricampione paralimpico genovese delle Fiamme Oro Francesco Bocciardo (9 medaglie d’oro di cui 2 vinte alle ultime Paralimpiadi di Tokio; 7 argenti e 2 bronzi) ed i 3 nazionali tesserati per la Levante C Pegliese (Pollicino, De Fazio e Buonocore) che hanno contribuito alla conquista della qualificazione ai prossimi Campionati del Mondo di calcio Amputati, qualificazione ottenuta grazie al 6° posto conquistato nel Campionato Europeo svolto a Cracovia nello scorso settembre.

La presenza di Francesco Bocciardo vuole alzare l’interesse e l’attenzione al progetto Levante C Amputati.  Progetto di promozione sociale che da sempre coinvolge le scuole del territorio ma vede coinvolte anche le scuole di Ronco Scrivia, Busalla, Savignone e Casella dove, grazie all’impegno della Direttrice ed alla docente Daniela Aurilia. L’insegnate di Casella è riuscita, nonostante la pandemia, a proseguire il progetto scolastico e, per questo motivo sarà presente con una piccola delegazioni di bambini per fargli vivere per la prima volta, dopo circa 2 anni, un momento di confronto con gli atleti che nel frattempo sono diventati protagonisti per i risultati ottenuti.

Ai teatri Ivo Chiesa e Modena i primi 5 spettacoli per riflettere sul G8 vent’anni dopo

Ha preso il via sui palcoscenici dei teatri Ivo Chiesa e Gustavo Modena la rassegna Il mondo che abbiamo-The World We Have, nove spettacoli tra memoria e futuro messi in scena nell’ambito dell’evento ”G8 PROJECT” ideato dal Teatro Nazionale di Genova, per riflettere sui temi della convivenza civile, delle relazioni internazionali e della politica culturale a vent’anni dai tragici fatti di Genova.

Il Teatro Nazionale ha invitato nove autori e autrici provenienti dai paesi presenti al G8 di venti anni fa a partecipare, ciascuno con una pièce scritta per l’occasione. Mattia Scarsi, Ufficio Stampa del Teatro, ha presentato a Babboleo.it gli spettacoli in cartellone sino al 17 ottobre: 

TEATRO IVO CHIESA

dal 10 al 17 ottobre al Teatro Ivo Chiesa
–  SHERPA di Roland Schimmelpfennig, regia di Giorgina Pi
–  OUR HEART LEARNS di Guillermo Verdecchia, regia Mercedes Martini

TEATRO GUSTAVO MODENA

dal 10 al 17 ottobre al Teatro Gustavo Modena
–  GENOVA 21 testo e regia di Fausto Paravidino
–  IN SITU testo e regia di Nathalie Fillion
–  DATI SENSIBILI: NEW CONSTRUCTIVE ETHICS di Ivan Vyrypaev, regia Teodoro Bonci del Bene

https://www.teatronazionalegenova.it/