25 Ottobre 2021 – Babboleo

25 Ottobre 2021

La scolarizzazione come occasione di crescita, ma durante l’emergenza sanitaria cosa succede? Le risposte della pedagogista Cinzia Zaccaro

Cinzia Zaccaro, pedagogista e vicepresidente ligure Federazione consultori familiari di ispirazione cristiana, ha alle spalle una lunga esperienza consultoriale e conosce molto bene cosa accade nella mente dei bambini e degli adolescenti. Esprime tutta la sua preoccupazione riguardo le ripercussioni negative che stanno venendo a galla nella scuola, dopo i due anni bui della pandemia. La didattica a distanza, anche nota come (dad), ha sconvolto in modo significativo la vita dei minori, creando un rischio per il benessere mentale di bambini e adolescenti.

Questa tragica esperienza, come la stessa vicepresidente spiega, “ha creato delle ripercussioni sui minori che stanno aumentando ancora adesso, dalle richieste di ascolto che stanno aumentando nei nostri consultori”.

“L’Italia, in Europa, detiene il triste primato con il maggior numero di Neet acronimo di Not in Education, cioè di quei milioni di ragazzi che non studiano e non lavorano”, spiega Cinzia Zaccaro.

La scuola a distanza secondo la pedagogista non ha fatto altro che peggiorare questa ben nota situazione. Tutt’oggi restano ancora segni preoccupanti su alunni di ogni scuola e grado.

Ascolta l’intervista completa a Cinzia Zaccaro

Coldiretti, il pesto è il decimo cibo italiano più taroccato al mondo

Il pesto è il decimo cibo italiano più taroccato al mondo. Coldiretti ha presentato la ‘top ten’ dei prodotti agroalimentari italiani più imitati: il nostro tipico condimento a base di basilico occupa l’ultima posizione di questa classifica che, nel mondo, muove ogni anno 100 miliardi di euro. Il doppio delle esportazioni del vero cibo Made in Italy.

Secondo Coldiretti, le imitazioni del pesto si trovano in ogni angolo del pianeta, dai supermercati europei a quelli degli Stati Uniti. Sugli scaffali americani si trova frequentemente lo ‘Spicy Thai Pesto’. Un terribile intruglio con olio di sesamo, aceto di riso, arachidi e perfino il chili. Anche in Sudafrica si prodigano a imitare e commercializzare il nostro pesto: il ‘Basil Pesto’, quantomeno, è più simile alla ricetta originale. Se non fosse per la presenza del burro…

Se queste imitazioni fanno sorridere i ‘liguri doc’, dall’altra parte evidenziano l’enorme opportunità che il ‘mercato del falso’ fa perdere alla nostra economia. A livello nazionale, la lotta alla contraffazione del cibo Made in Italy potrebbe far guadagnare fino a 300mila posti di lavoro.

Difficile fare le proporzioni con la nostra regione, ma visto e considerato che il pesto è tra i prodotti italiani più imitati, senza dubbio una maggiore esportazione del prodotto originale comporterebbe ricadute economiche di grande rilevanza sul nostro territorio.

LA TOP TEN DEI CIBI MADE IN ITALY PIU’ TAROCCATI SECONDO COLDIRETTI 

  1. Mozzarella (anche con storpiature come Zottarella) 
  2. Parmigiano Reggiano e Grana Padano (imitazioni da Parmesan a Grana Pompeana, da Parmesao a Reggianito e molto altro in tutti i continenti)
  3. Provolone (copie prodotte in tutte le Americhe, da Nord a Sud)
  4. Pecorino Romano (imitazioni vendute come Romano ottenuto con latte di mucca e non di pecora)
  5. Salame (prodotto anche con indicazioni geografiche false come Calabrese, Toscano, Milano, Genova, Veneto, Firenze, Napoli)
  6. Mortadella (imitazioni anche con storpiature come mortadela, indicazioni geografiche false come siciliana o con carne diversa da quella di suino)
  7. Sughi (realizzati con contenuti e ricette anche stravaganti che richiamano impropriamente all’Italia e indicazioni geografiche false come bolognese
  8. Prosecco (con storpiature del nome come Prosek, il Meer-secco, il Kressecco, il Semisecco, il Consecco e il Perisecco
  9. Chianti (con imitazioni in bottiglia ma con in wine kit per preparazione casalinga con polveri e alambicchi).
  10. Pesto (imitazioni del Pesto alla genovese, che si possono trovare in Europa quanto negli Stati Uniti con lo Spicy Thai Pesto, e persino in Sudafrica dove c’è il Basil Pesto)