Aprile 2022 – Babboleo

Aprile 2022

Ex Ilva, lunedì nuovo sciopero. Appice (Fim Cisl): “Sulla sicurezza è inaccettabile dare la colpa ai lavoratori”

Ex Ilva di Genova, tensione tra i lavoratori e l’azienda. In queste ore Acciaierie d’Italia ha sospeso un dipendente, individuandolo come responsabile dell’incidente del 12 ottobre scorso, quando era crollata una bobina da 250 chili all’interno dello stabilimento. I sindacati, che da mesi chiedono di aumentare le misure di sicurezza e di implementare le opere di manutenzione, hanno visto il provvedimento come una provocazione e hanno indetto per lunedì prossimo lo sciopero di otto ore e un corteo in Prefettura.

“Lunedì vogliamo dare un segnale forte e chiaro ad Acciaierie d’Italia con lo sciopero e il corteo perché non è accettabile che l’azienda dia la colpa ai lavoratori di tutti problemi legati alla sicurezza” spiega Nicola Appice, coordinatore RSU FIM Cisl Liguria. “Non sono stati fatti investimenti, gli episodi continuano e c’è solo il silenzio da parte di chi dovrebbe invece fare qualcosa di concreto a tutela della sicurezza dei lavoratori”.

Le sue dichiarazioni a Babboleo News:

Fabrizio Valenza e Paola Servente raddoppiano: su Radio Babboleo ogni giorno due ore con la loro allegria

Recentemente sono stati definiti da un grande esperto di radio come Claudio Astorri «una tra le più belle coppie radio della Fm in Italia» in un articolo dove Fabrizio Valenza era segnalato tra i 30 conduttori da cui imparare a fare radio (leggi l’articolo qui https://www.astorri.it/30-conduttori-da-studiare-per-imparare-a-fare-radio-parte-3/ )

E da lunedì su Radio Babboleo la coppia radiofonica Fabrizio Valenza-Paola Servente raddoppia: non più solo dalle 9 alle 10, ma tutti i giorni da lunedì al venerdì dalle 8 alle 10.

Radio Babboleo, dunque, punta sempre più su queste due voci per accompagnare i liguri nella prima parte di mattinata quando si è già a lavoro o ci si sta spostando per andarci.

L’umorismo molto genovese di Fabrizio Valenza (con i suoi mugugni per la sveglia che «suona sempre troppo presto» e la sua versione dispregiativa della vita, ma con il sorriso) continuerà a correre assieme alla più ottimista Paola Servente in uno scambio di battute e punti di vista che spesso conducono a riflettere su quello che accade in Liguria con il coinvolgimento degli ascoltatori.

Il tutto per accompagnare con simpatia e leggerezza l’inizio della giornata (per molti lavorativa) in Liguria.

Insomma, caffè con focaccia al gusto Valenza-Servente.

Buon ascolto da Radio Babboleo!

All’interno di Euroflora per parlare di allergie e cambiamenti climatici

Sabato 30 aprile 2022 alle ore 14.30, all’interno di Euroflora, presso la palestrina dei Parchi di Nervi, ci sarà un convegno in cui si parlerà di due temi che, col passare del tempo, stanno diventando sempre più connessi. Il titolo del convengo, infatti, è Allergie e cambiamenti climatici.

A presentare e moderare la conferenza sarà Paola Minale, specialista in allergologia, responsabile del Comitato Scientifico di ALA, Presidente della Fondazione Amici del Festival della Scienza e Ambasciatrice della Città di Genova. Saranno presenti: Massimo Nicolò vice Sindaco del comune di Genova, medico e assessore alla Salute dei cittadini; Francescantonio Carleo Presidente Municipio IX Levante; Massimo Alfieri Presidente Associazione Ligure Allergici; Prof. Gennaro D’Amato chairman commissione Environment and Respiratory Health della World Allergy Organization, già primario della divisione di malattie respiratorie e allergiche all’ospedale ad alta specializzazione Cardarelli di Napoli.

“Intanto bisogna dire che sono aumentati gli allergici – spiega a Babboleo News Massimo Alfieri, Presidente Associazione Ligure Allergici – oggi circa il 30% della popolazione mondiale, quindi più di una persona su quattro è allergica o asmatica, non dobbiamo infatti dimenticare che l’allergia respiratoria a volte sfocia in asma ed esistono forme più o meno gravi che, in ogni caso, vanno sempre tenute sotto controllo. Per quanto concerne le allergie, ne esistono di vari tipi. In questo periodo, la più comune è quella respiratoria perché, come sappiamo, aumenta la produzione pollinica; ciò può comportare diverse reazioni: dalla banale rinite fino ad arrivare alle varie forme di asma. Dopodiché ci sono le allergie di tipo alimentare, che tutti conosciamo, anch’esse sulla base della loro gravità possono portare anche allo shock anafilattico e, in alcuni casi, alla morte; motivo per cui è necessario prestare la massima attenzione alla manipolazione degli alimenti e agli ingredienti che vengono utilizzati.”

“Il Covid ha comportato – continua Massimo Alfieri – sicuramente tantissimi timori nei pazienti, soprattutto per quanto riguarda le reazioni al vaccino, nonostante i medici abbiano sempre consigliato, ovviamente, la vaccinazione. E’ logico che, per chi ha avuto reazioni gravi a farmaci nel passato, si possa presentare un po’ di titubanza. Dal punto di vista di coloro che soffrono di allergie respiratorie, l’introduzione dell’obbligo di utilizzo delle mascherine, la loro situazione è “migliorata”, soprattutto in un periodo come questo di impollinazione delle piante. Oggi che vengono utilizzate molto meno, nonostante ovviamente non sia l’unica causa, i pollini che volano causano maggiori problemi agli allergici.”

“Il mio consiglio è quello di non sottovalutare mai nulla – sostiene Alfieri – anche le banali riniti allergiche. E’ stato dimostrato tramite studi, che anche le riniti, nella cronicità possono arrivare a sfociare nell’asma. Convivere con questo tipo di patologie non è mai banale. Devono esistere quindi delle modalità di comportamento, ovviamente sulla base del tipo di allergia che uno ha, che però possono cambiare la vita della persona allergica e di quelle che la circondano. Io ho una figlia asmatica e mi è successo varie volte di doverla portare, anche la notte, al pronto soccorso per attacchi di asma. L’associazione di cui sono presidente, in cui siamo tutti volontari, mi è sempre stata accanto e mi ha aiutato da questo punto di vista. Fa parte dell’associazione un Comitato scientifico a cui asseriscono tutti gli allergologi della Liguria, che ahimè sono molto pochi. Le allergologie purtroppo, nonostante questa sia una patologia sempre in crescita, sono sempre più ridimensionate ed è anche, oggigiorno, difficile trovare medici allergologi. Tutto ciò mi ha portato a decidere, come altri, di donare parte del mio tempo per dedicarlo alle persone affette da questa patologia.”

“Con la nostra associazione facciamo parte di un tavolo di lavoro in cui confluiscono tutti gli enti che fanno monitoraggio sulla qualità del cibo, quindi sicurezza alimentare. Questo progetto si chiama GAIA e grazie ai contributi della Regione Liguria, siamo riusciti a realizzare due video. Uno di essi è una fiction che racconta di una bambina a cui, a causa di una nocciolina di cui è allergica, viene uno shock anafilattico. In questo contributo viene mostrato come contattare i servizi di emergenza, l’intervento della Croce, fino ad arrivare a come si deve comportare l’insegnate a scuola, eccetera… Questo video è stato utilizzato come strumento di formazione dal ministero a livello nazionale.”

Ascolta l’intervista a Massimo Alfieri, Presidente dell’Associazione Liguri Allergici rilasciata a Babboleo News.

Tullio Solenghi ed Elisabetta Pozzi ne “I Manezzi” al Festival Gilberto Govi

Tutto pronto per la prima edizione del Festival Gilberto Govi e della maschera genovese, da venerdì 20 maggio a domenica 5 giugno 2022, prodotto e ospitato dal Teatro Sociale di Camogli.
Iniziative e spettacoli per ricordare e omaggiare la figura di Govi, il più grande e rappresentativo attore del teatro genovese, una vera maschera teatrale, una “faccia” con le sue smorfie caricaturali e i suoi sguardi sbigottitti, perfetta espressione della peculiare identità della sua terra natale. Un vero e proprio simbolo della città di Genova.

Il festival, ideato dal Sovrintendente del Teatro Sociale di Camogli Giuseppe Acquaviva e coordinato dalla Professoressa Margherita Rubino, verrà inaugurato venerdì 20 maggio alle ore 21 con il suo appuntamento clou: la prima de I manezzi per maritare una figlia, di Niccolò Baciagalupo, che vede come protagonisti il grande Tullio Solenghi ed Elisabetta Pozzi.
Genovese proprio come Govi e volto comico tra i più popolari d’Italia, troviamo coinvolto un Tullio Solenghi nella doppia veste di protagonista e regista. “L’impresa è di sicuro ardua, ma al tempo stesso affascinante, riuscire a misurarsi con l’universo di Govi è un privilegio che inseguo da anni” – racconta Tullio Solenghi.

Nei panni della Signora Gigia, che furono di Rina, la moglie di Govi, Elisabetta Pozzi, anche lei genovese e grande attrice di teatro. “La Giggia è un personaggio che non puoi imitare, vorrei riuscire ad evocarla e ridare vita al testo e al grande personaggio, una donna meravigliosa che è veramente un monumento” – commenta Elisabetta Pozzi.

A dare ulteriore lustro all’allestimento, le scene e i costumi di Davide Livermore, direttore del Teatro Nazionale di Genova, tra i maggiori registi di prosa e opera del nostro tempo.
Per tutto il periodo del Festival, nel foyer e nel ridotto del Teatro Sociale di Camogli sarà allestita la mostra Gilberto Govi.

Montagnaterapia, via al corso sull’uso degli ausili da fuoristrada

Una nuova joëlette per il Club Alpino Italiano della Liguria è stato donato dalla scuola di Fondo-Escursionismo “Marno Revello”. Numerose le richieste di utilizzo del mezzo atto a consentire l’accesso in montagna a persone con disabilità, tanto da rendere indispensabile l’avvio di un corso Cai propredeutico all’uilizzo degli ausili meccanici da fuoristrada.
Il corso, in programma dal 7 maggio al 18 giugno, prevede 8 ore di lezioni teoriche via web e 8 ore di esercitazione sul campo. La pratica a Ponente si terrà a Cervo (Im) l’11 giugno (dalle 9 alle 16) nel parco comunale del Ciampà, mentre a Levante è fissata per il 18 giugno (sempre ore 9-16) presso il Colle del telegrafo nel Parco delle Cinque Terre.

Un progetto frutto di condivisione perché la disabilità necessita di fare rete” – commenta il ministro alle Politiche della Disabilità Erika Stefani – “Questo intervento valorizza le nostre vette non solo come turismo, svago, sport, ma come un modo diverso di mettersi alla prova, di allargare il nostro orizzonte. Non dobbiamo lasciare che la persona con disabilità si adatti al mondo, ma continuare ad intervenire perché tutti possano vivere appieno la propria vita”.

Regione Liguria collabora sinergicamente dai primi anni ’80 col Cai e potenzia le diverse attività di riscoperta in piena sicurezza – spiega il vice presidente con delega al Marketing territoriale Alessandro Piana Allargare sempre più il versante green e l’unicità naturalistica della Liguria alle persone con problemi deambulatori è doveroso: non bastano le operazioni sulle barriere architettoniche della città, è parimenti importante soffermarsi sul profilo sportivo, ricreativo e naturalistico”.

La nuova joëlette sarà messa a disposizione delle sezioni grazie all’ausilio di volontari– spiega il presidente del Cai Liguria Roberto Manfredi Oltre all’impegno sul campo occorrono diverse accortezze, tra cui la verifica delle difficoltà del sentiero e la presenza di ostacoli spesso ritenuti marginali per il camminatore esperto, ma che possano risultare ostativi per chi utilizza la joëlette. L’opportunità è fondamentale, sia dal fronte dell’inclusività sia della condivisione. Del resto, la montagna ci insegna da sempre il rispetto della natura e dell’altro ed è di esempio per sfidare le proprie potenzialità“.

“Rendere accessibile la montagna a tutti, ma sempre con le dovute attenzioni

“L’obiettivo del corso è quello di uniformare a livello nazionale tutti quelli che conducono la joelette” – racconta l’organizzatore del corso Gianmarco Simonini –Vogliamo arrivare ad un linguaggio comune attraverso la classificazione delle difficoltà dei sentieri nazionali”

Presentato a Genova il nuovo libro di Fulvio Furlan: “La differenza fra Terluzzi e Van Basten”

Giovedì 28 aprile 2022 a Genova, presso Mentelocale, primo piano di Palazzo Ducale, Piazza Matteotti, si è svolta la presentazione del libro di Fulvio Furlan, segretario generale Uilca, a cura di Riccardo Grozio, scrittore e giornalista e Massimo Bramante, Centro Studi Orietta Guerra. “La differenza fra Terluzzi e Van Basten” è il titolo del romanzo.

Una questione di centimetri: quelli dello stop di un pallone, grandiosa metafora della vita e della storia. Pochi centimetri bastano a fare di un dilettante un fuoriclasse, e di un fuoriclasse un uomo. Possono salvare una vita, così come condannarla. Il segreto del romanzo che avete tra le mani è tutto in questo piccolo scarto, segno tangibile delle biforcazioni del destino e dei crocevia che la vita ci pone e impone, i se e i ma, le casualità e le coincidenze. Vie che si aprono e chiudono, incrociando la Grande Storia così come le cronache di un’Italia ancora paesana e fieramente provinciale, i corridoi notturni di una locanda addormentata o i labirinti di nebbia che avvolgono un lombardo paesino autunnale. Luci accese e dopo spente, scandite dall’incedere del gioco, dalla magia di ventidue uomini su un oceano verde. Ma si tratta sempre di sei-sette centimetri. Comunque meno di dieci.

“E’ la storia di un’amicizia – racconta Fulvio Furlan a Babboleo News – che dura molti anni, fra un ragazzo e il suo allenatore di calcio. Amicizia che nasce quando il ragazzo ha una decina di anni e che si protrae per tutta la loro vita. Questo legame comincerà ad essere raccontato quando l’allenatore, divenuto anziano, muore. In seguito all’accaduto, il ragazzo, ormai adulto, scriverà della loro storia e della loro amicizia. Si parlerà della vita di paese in cui hanno vissuto e dei suoi abitanti, le esperienze che hanno affrontato, intrecciandosi con la storia dell’Italia di quel tempo e del tipico paesino della provincia lombarda.”

“Il gioco del calcio – continua l’autore – è la passione che lega i due protagonisti della storia e in questo caso diventa una metafora della vita, rappresentando le differenze che possono scaturire per pochi dettagli nel trasformare la vita di una persona, che possono essere le stesse che portano un giocatore normale a diventare un campione. La ricerca di queste piccole differenze sono parte degli insegnamenti che l’allenatore dà al ragazzo: il lavoro, l’impegno, la dedizione, il senso di responsabilità, i pochi centimetri che diventano elemento fondamentale per emergere. Se si è fatto tutto il possibile per trasformare questi centimetri nell’elemento chiave per fare il salto di qualità, ma ciò non avviene, non importa perché non tutto è determinabile. La differenza fra Terluzzi e Van Basten, appunto, è che in ogni caso uno è nato con un talento naturale e l’altro no e a volte il destino non si può sconfiggere. Bisogna però fare di tutto per trasformare quei dettagli negli elementi che ci fanno capire se siamo dei campioni o no.”

Ascolta l’intervista di Fulvio Furlan, autore de “La differenza fra Terluzzi e Van Basten” a Babboleo News.

Autonomia Differenziata e Concorrenza: la protesta per fermare i disegni di legge

Presentata questa mattina davanti alla sede dell’ANCI Regionale la “campagna per fermare due disegni di legge in discussione in Parlamento” quello sulla Concorrenza e il Mercato e quello sull’Autonomia Differenziata, iniziativa che vede decine di associazioni, comitati, movimenti e reti impegnate.
Il Coordinamento Ligure della campagna ha sollecitato l’ANCI regionale a prendere una chiara posizione in merito a tali provvedimenti che “minano la storica funzione dei Comuni”. Proprio sui Comuni sono state scaricate la maggior parte delle misure di austerità previste dai vincoli finanziari attuati dall’Unione Europea, mettendo in discussione il loro ruolo centrale.

“Ora il Governo si appresta con due gravissimi provvedimenti normativi a dare il colpo di grazia alla storica funzione pubblica e sociale del Comuni” – si legge in una nota del Coordinamento Ligure della campagna.

Il disegno di legge sull’Autonomia Regionale Differenziata prevede il trasferimento di potestà legislativa dal livello statuale a quello regionale su numerose materie, rischiando di amplificare la disuguaglianza tra i territori: “disarticolare settori che necessitano di politiche nazionali e portare a termine il processo di privatizzazione della sanità pubblica, aprendo la strada a pericolose derive di concorrenza tra le zone del PaeseA farne le spese sarebbero anche i Comuni, sottomessi ad un nuovo centralismo regionale“.

Il disegno di legge sulla Concorrenza e il Mercato, invece, predispone l’obbligo sostanziale alla privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali, dall’acqua all’energia, dai rifiuti al trasporto pubblico, dalla sanità ai servizi sociali e culturali: “avrà l’effetto di amplificare a dismisura la diseguaglianza tra le persone, pregiudicando l’accesso ai servizi alle fasce povere e vulnerabili

Tali provvedimenti minano la storica funzione dei Comuni: il primo recidendo la solidarietà territoriale e mettendoli in competizione tra loro, il secondo stravolgendone direttamente il ruolo e trasformandoli in enti il cui compito è la messa sul mercato di beni comuni e diritti. Lanciamo un appello a Sindaci, amministratori locali e all’Anci Liguria, chiedendo, aldilà delle diverse sensibilità politico-amministrative, che si faccia portavoce di tutte queste istanze territoriali il cui combinato disposto minerebbe alle basi l’esistenza stessa dei Comuni”.

Ai microfoni di Radio Babboleo Roberto Melone, promotore della campagna per fermare i disegni di legge

“Il rappresentante di cartoline” di Roberto Centazzo: personaggi memorabili, i nostalgici anni ’60 e la splendida cornice della Riviera ligure

Continuano Le storie di Cala Marina di Roberto Centazzo, con il nuovo episodio intitolato “Il rappresentante di cartoline”, che ci porta alle splendide atmosfere degli anni ’60 e alla meravigliosa cornice di queste storie: la Riviera ligure. In questo nuovo episodio, l’autore, nella località immaginaria di Cala Marina, trova un microcosmo perfetto in grado di rappresentare ogni aspetto dell’umanità, dando vita a personaggi memorabili, potendo raccontare storie che fanno sorridere, ma anche riflettere, e dipingendo con nostalgia un mondo che non c’è più.

“Un giorno, esce dal treno un uomo distinto ed elegante – racconta a Babboleo News Roberto Centazzo – che fa il rappresentante di cartoline. Siamo nel 1967 e in quel periodo le cartoline erano in voga, facevano letteralmente il giro del mondo. Questo signore, un bell’uomo e con un certo savoir-faire, cerca di convincere tutti gli esercenti commerciali di Cala Marina ad aderire alla sua iniziativa, che consiste nel raffigurare l’attività – negozio, bar o ristorante che sia – su una cartolina, con una scritta, Saluti da Cala Marina, il panorama delle spiagge e l’esercizio commerciale in bella vista. In molti aderiscono a questa idea, perché ritengono che sia vantaggiosa e utile. Solo che questo soggetto presto inizierà a compiere delle malefatte…”

Non tutti gli abitanti del paese sono convinti di questo personaggio. Teo, il rappresentante di cartoline, dà l’idea di essere un uomo ricco, ma di fatto alloggia in una piccola pensioncina, modesta e di basso costo. La cuoca della pensione allora, inizia a sentire puzza di bruciato. “Teo prontamente giustifica il motivo dell’alloggio nella piccola pensione – continua Roberto – dando la colpa alla sua segreteria che non si è ricordata di prenotare, ed essendo alta stagione si è dovuto accontentare dell’unica stanza disponibile. La cuoca però ci vede lungo, non crede a questa versione dei fatti e avvisa il suo amico Norberto, maresciallo della Polfer, che già aveva messo gli occhi su questo soggetto quando è sceso dal treno, a causa della confidenza instauratasi tra il rappresentante di cartoline e una barista di cui Norberto è segretamente innamorato. Spinto dalla gelosia e dalla soffiata della sua amica cuoca, il maresciallo inizierà a svolgere un’indagine personale nei confronti di Teo.”

“La vera protagonista della serie delle Storie di Cala Marina – ci spiega l’autore – è sicuramente la piccola stazione ferroviaria su cui ruotano le storie con i suoi sette protagonisti, presenti in ogni episodio: Norberto, il capo della Polfer; Dalmasso, il capo stazione; Bartolomeo, il tassista; Silvano, l’edicolante; Ludovica, la barista; il professor Martinelli, un pendolare; ma soprattutto Adelmo, l’addetto alle pulizie, che è muto. E’ proprio quest’ultimo a raccontare le storie attraverso la scrittura. Nessuno riesce a comunicare con lui, ma Adelmo ha questo senso di rivalsa e alla sera tutto quello che ha visto e sentito lo scrive nel suo diario, e dove non vede, immagina.”

“Ho scelto volutamente il 1967 – conclude Roberto – in quanto precede il 1968, anno in cui si è compiuta una rivoluzione totale negli usi, nei costumi, nella musica con le contestazioni studentesche. Nel 1967 tutto questo non c’era, era sospeso, ma soprattutto non c’erano tante cose che ci sono nel mondo attuale. Avevo voglia di raccontare un mondo diverso, dipingendo con nostalgia un mondo che forse non c’è più. La località è immaginaria, ma chiunque può – leggendo il libro – cercare di indovinare quale dei vari paesi del ponente ligure potrebbe corrispondere a Cala Marina. All’epoca, si somigliavano quasi tutti, c’era un centro storico molto vivo, con tante vetrine e tanti negozietti e iniziavano a spuntare i primi palazzi della famosa speculazione edilizia che, purtroppo, ha poi interessato e martoriato il territorio ligure. E’ quindi piacevole ricordare quegli anni, con un senso di nostalgia, ed è anche piacevole ricordare le cartoline che, ancora adesso, le persone collezionano.”

Ascolta l’intervista integrale a Babboleo News realizzata a Roberto Centazzo, autore del nuovo episodio de Le Storie di Cala Marina: “Il rappresentante di cartoline”

Elezioni comunali, Nicora (Lista Toti): “Genova deve ripartire dal suo porto. Sulla Valbisagno…”

Paola Nicora, candidata alle prossime amministrative a Genova, con la Lista Toti, è intervenuta a Babboleo News parlando del capoluogo ligure, dei suoi sviluppi, del mondo industriale e portuale della città, indicando i settori su cui investire per far crescere l’economia del territorio.

“La città di Genova deve ripartire dal suo porto – sostiene Paola Nicora -, che si sta trasformando attraverso gli interventi in atto per un valore di oltre 2,5 milioni di euro tra quello di Genova e quello di Vado Ligure. Si può dire che il porto della nostra città si conferma come il primo del Mediterraneo, con la sua posizione strategica dal punto di vista fisico e anche, soprattutto, per le professionalità che vi lavorano. Possiamo quindi affermare, senza essere contraddetti, che lo sviluppo di Genova deve partire dalla creazione di nuovi posti di lavoro, e la potenzialità che abbiamo nel nostro porto va assolutamente presa in considerazione come prima fonte di sviluppo.”

“Per un porto che deve lavorare – continua la candidata alle prossime amministrative – è fondamentale non chiudersi in se stessi: bisogna che ci sia un retro porto che funzioni. La diga foranea, ad esempio, è un’opera fondamentale per lo sviluppo e per l’accesso al porto anche per le grandi navi in tutta sicurezza, però è necessario che venga collegata con la viabilità cittadina e dello stesso retro porto. Arrivare ad avere, quindi, anche un collegamento con la linea ferroviaria e, soprattutto, con un sistema autostradale che funzioni. Lo sviluppo delle infrastrutture dev’essere alla base, con progetti quali la gronda e il terzo valico, che consentirebbero un’evoluzione permettendo le riparazioni di grandi navi e crociere al porto di Genova.”

“L’industria e il porto – prosegue Paola Nicora – sono due delle missioni principali che sto portando avanti, anche nella mia attività lavorativa e non soltanto come candidata al prossimo Consiglio comunale. Mi interessa, inoltre, lavorare tanto su un territorio che io conosco particolarmente, che è la Val Bisagno, che sta attraversando attualmente un momento di fortuna. Con il Pnrr, con l’attività dei nostri parlamentari su Roma, siamo riusciti ad avere finalmente il progetto dello Skymetro, ossia un sistema di viabilità che permetterà ai cittadini della Val Bisagno di raggiungere il centro con dei tempi certi, risolvendo un problema che è sempre stato presente nella zona. Nell’ultimo anno è stato avviato questo progetto, prima delle quattro assi di forza, che andrà ad impattare altre zone della città, ma rimanendo sulla Val Bisagno è fondamentale che sia un asso di forza che vada da Struppa a Brignole. Lo Skymetro risolverà, spero nel giro di pochi anni, dei problemi chiari ed evidenti sul nostro territorio. E’ però necessario correre con le infrastrutture, non possiamo più permetterci di parlare di progettazioni senza arrivare ad una conclusione, bisogna arrivare nel minor tempo possibile all’approvazione dei progetti e partire subito coi lavori.”

A proposito di un’altra opera fondamentale, il canale scolmatore, Nicora sostiene: “Lo scolmatore è l’opera che ha permesso e che permetterà a a Genova di mettersi in sicurezza. Genova è una delle città con più difficoltà idrogeologiche. Lo scolmatore del Bisagno è un’opera importantissima per poter evitare che in futuro ci possano essere ancora alluvioni e situazioni di dissesto idrogeologico molto grave. Adesso, lo scolmatore, è in una fase di stallo, in quanto l’azienda che si è aggiudicata l’appalto è stata fermata per infiltrazioni mafiose. Questa gravissima situazione ha messo in difficoltà il territorio e, soprattutto, i lavoratori. A breve, grazie all’intervento di amministrazione regionale e del sindaco Bucci, ci sarà un’individuazione della seconda azienda arrivata in gara. C’è stato inoltre, con l’intervento del sindacato, una stabilizzazione di circa cinquanta lavoratori tra impiegati e operai, che verranno messi a lavorare con stabilità e continuità. Penso e mi auguro che questo passaggio venga fatto nel minor tempo possibile, non si può pensare che ci debba essere un anno per fare questo, non è possibile per una città che vuole e che deve correre.”

Ascolta l’intervista integrale a Babboleo News di Paola Nicora, candidata alle prossime amministrative di Genova.