6 Aprile 2022 – Babboleo

Giorno: 6 Aprile 2022

Calcio e Passione, il libro dilettantistico presentato nella Cucina Popolare Genovese

Lunedì 11 aprile alle ore 18 nei locali della Cucina Popolare Genovese e del circolo Matteotti (Via del Fossato 2) verrà presentato ufficialmente Calcio e Passione, il nuovo libro prodotto dal Gruppo Dilettanti Liguri anni 70 e 80 sulla scia del grande successo del primo volume Polvere e Passione, che, con oltre mille copie vendute, ha rappresentato un vero e proprio exploit per la nostra città dal punto di vista editoriale. Racconti di amicizia e di parapiglia, di solidarietà e di agonismo. Era il calcio che si giocava sui campi di polvere e fango con palloni che, specie se pioveva, diventavano macigni. Testimonianze vive, divertenti, commoventi, coinvolgenti e sorprendenti. E’ anche un documento storico perché emerge uno spaccato fedele di com’erano Genova e la Liguria in quegli anni.

Saranno presenti Giulio Ivaldi, il presidente del Comitato Ligure delle Figc, tantissimi dirigenti e giocatori, non solo di quegli anni magici e probabilmente irripetibili – continua il portavoce dell’associazione Alessandro Zanetti – sono infatti invitati tutti coloro che hanno a cuore il calcio dilettantistico. Perché il nostro calcio non è solo correre dietro ad un pallone che rotola, bensì anche aggregazione, amicizia e solidarietà.

Anche il ricavato di questo secondo libro del Gruppo Dilettanti Liguri Anni 70 e 80 sarà interamente devoluto in beneficenza. A questo proposito la scelta della Cucina Popolare Genovese non è casuale. L’idea è di Aldo Milfa, una delle colonne del gruppo: un locale, dove consumare un pasto caldo gratuitamente, a disposizione di chi non ha possibilità economiche.

Quanto raccolto dagli Amici di Savona sarà devoluto al reparto di Pediatria dell’ospedale San Paolo di Savona per l’acquisto di un respiratore artificiale neonatale coinvolgendo anche l’associazione Cresc.I. Non solo tutto il ricavato delle vendite del libro è stato devoluto in beneficenza, ma chi fa parte del Gruppo Dilettanti si presta anche come volontario in cucina e per il servizio ai tavoli.

Il Municipio è orgoglioso di poter contare su associazioni come queste, il progetto di avere in vallata una mensa sociale è un sogno che realizzeremo grazie al contributo di molte persone – il Presidente D’Avolio esprime così la sua soddisfazione – questo libro si sposa benissimo con il sentimento di sostegno verso il prossimo che la grande famiglia del calcio dilettantistico dimostra in ogni sua iniziativa.

Federico Antonelli diventa direttore artistico di Moda Beard per i Mondiali CMC

Un barbiere in via De Amicis a Santa Rita, in provincia di Savona, è diventato direttore artistico di “Moda Beard” per i Campionati Mondiali CMC (la Confederazione Mondiale della Coiffeur). Si chiama di Federico Antonelli, professionista della rasatura che lo scorso ottobre si era già reso protagonista laureandosi campione del mondo al “World Champion Barber”.

Antonelli racconta a Babboleo News come è nata la sua storia nel mondo della barberia: “Questa passione nasce dalla mia famiglia perché mio nonno, Giovanni Antonelli, ha aperto il negozio nel 1947, successivamente mio padre Giampiero Antonelli ne è diventato il titolare nel 1988 ed infine io nel 2007 ne ho ereditato il negozio. Faccio il parrucchiere dal 1992 ed è stato un tramandare di padre in figlio”.

Il neo direttore artistico di “Moda Beard” ha presentato, di fronte a tante nazioni di tecnici e professionisti, la sua tecnica, l’Originale Standing Beard: “La mia è stata una tecnica nata un po’ per caso nel 2014/15 – spiega a Babboleo News – è un metodo che mixa il metodo classico (seduto sulla sedia) e quello innovativo (alzato in piedi) per raggiungere l’eccellenza”. L’unicità del lavoro di Federico Antonelli sta nel fatto che tutto il suo operato sia svolto esclusivamente con pettine e forbici.

L’intervista integrale a Federico Antonelli, direttore artistico di Moda Beard, su Babboleo News.

CIA Liguria, Stefano Roggerone è il nuovo presidente regionale

Oggi, 6 aprile 2022, è stata una giornata molto importante per CIA Liguria. C’è stato il passaggio di testimone tra l’oramai ex presidente di CIA Liguria Aldo Alberto e Stefano Roggerone, che da oggi guiderà la confederazione. Il neo presidente eredita una situazione di emergenza tra caro prezzi, ripercussioni economiche del conflitto in Ucraina e peste suina.

E’ stato eletto oggi dai 70 delegati in rappresentanza di oltre 6500 imprese agricole di cui  3014 iscritte alle Camere di Commercio. Un sistema di imprese, quello di Cia Liguria, che conta oltre 5.000 addetti, 1.600 lavoratori dipendenti, una produzione per oltre 100 milioni di euro. Territorio, garanzia del cibo attraverso produzioni sostenibili, contributo all’innovazione, “transizione verde” dei sistemi produttivi agricoli, risposte all’emergenza della peste suina, gestione dei danni da animali selvatici, il nuovo PSR:  sono alcuni dei temi che gli agricoltori, aderenti a CIA-Agricoltori Italiani Liguria, hanno messo al centro della propria Assemblea elettiva.

Presente questa mattina al Palazzo della Borsa a Genova anche il presidente uscente Alberto: ” E’ stato un periodo molto difficile” spiega a Babboleo News. “Siamo passati dal terrorismo islamico alla pandemia ed ora a questa guerra disastrosa. Si è cercato comunque di stare sul territorio – prosegue l’ex numero uno di CIA Liguria – e di lavorare con le aziende e con i soci, ma in particolare con le persone, con una forte attenzione per quello che è il nostro entroterra”.

Il vicepresidente della Regione Liguria, Alessandro Piana, si proietta subito al lavoro e analizza il problema dei rincari: “Sarà occasione di confronto dove verranno dibattute tematiche importanti e fondamentali per l’agricoltura della nostra regione, a partire dai rincari dovuti alla guerra. L’incremento dei costi da parte degli allevatori, per quanto riguarda il reperimento delle materie prime, comporterà un aumento di costo da parte dei consumatori”.

Anche Dino Scanavino, presidente nazionale CIA, ha analizzato il periodo e la situazione di estrema difficoltà: “L’economia nazionale sta accusando colpi molto forti, e l’agricoltura è parte di questo sistema. Si chiede di aumentare la nostra capacità di dare cibo ai cittadini senza garanzie, e questo per noi è molto complicato”.

“Stiamo partendo dall’emergenza” ammette il neo presidente Stefano Roggerone. “Sarebbe stato bello parlare di investimenti e prospettive future, ma dobbiamo occuparci delle emergenze, quindi dai rincari prezzo e la pesta suina. Noi ora dobbiamo far partire la nostra macchina interna” conclude. “Aldo Alberto ha lasciato una CIA forte e ben organizzata e questo è già un primo aspetto positivo”.

‘Capitani Coraggiosi’, a Palazzo San Giorgio arriva “Maqroll, gabbiere” con Sirianni, Rebaudengo, Quaglia

Nuovo appuntamento della rassegna “Capitani coraggiosi a Palazzo San Giorgio” giovedì 7 aprile (ore 17) con “Maqroll, gabbiere”, spettacolo di narrazione e canzoni che vedrà protagonista il cantautore genovese Federico Sirianni, accompagnato da Raffaele Rebaudengo (Gnu Quartet) e il musicista e produttore Filippo Filoq Quaglia.

Federico Sirianni presenta l’evento a Babboleo.it

Un gabbiere è il marinaio che si occupa di tutto il sistema delle vele di una nave, è quello che passa la maggior parte del tempo di navigazione sull’albero più alto, è quello che vede le cose, la terra, i banchi di pesce, i capodogli, i naufraghi, prima degli altri. Il gabbiere Maqroll è il protagonista della saga letteraria dello scrittore Alvaro Mutis. Nello spettacolo Maqroll, personaggio che dà il titolo al più recente album di Federico Sirianni, è al timone di un vecchio cargo mercantile per raccontare la condizione esistenziale dell’uomo, vista come un lungo viaggio per mare; un viaggio in cui i grandi personaggi della letteratura marina (il capitano Achab di Melville, il pescatore Santiago di Hemingway, gli ammutinati del Bounty, l’albatro ucciso dal vecchio marinaio di Coleridge) s’incrociano sulle rotte più pericolose, tra tempesta e bonaccia, tra venti avversi e mostri marini.

Giovedì 7 aprile 2022 Palazzo San Giorgio – Genova
CAPITANI CORAGGIOSI
FEDERICO SIRIANNI voce, canzoni, narrazioni, chitarra
RAFFAELE REBAUDENGO viola, tastiere
FILIPPO “FILOQ” QUAGLIA sequenze, basso
MAQROLL, GABBIERE
e altre ballate del mare
Liberamente ispirato ai romanzi di Alvaro Mutis

Info e prenotazioni tel. 348 2624922 o mail info@teatropubblicoligure.it


Sanità, Toti: “Tra qualche mese potrei lasciare la delega”

Dopo aver completato la programmazione del piano per la ristrutturazione della sanità ligure, il presidente della Regione Giovanni Toti potrebbe lasciare la delega. Lo ha spiegato questa mattina, nel corso di un’intervista a Babboleo News.Prima o poi lascerò questo assessorato” ha detto. “C’è un lavoro di ristrutturazione della sanità molto importante legato al PNRR: richiederà ancora alcuni mesi, ma non appena passata questa fase di programmazione molto delicata penso che ragioneremo su un tagliando a tutta l’amministrazione“.

Prima di pensare alla nomina di un nuovo assessore sono però molti i temi, contenuti all’interno del piano di ristrutturazione della sanità, su cui dovrà lavorare il governatore ligure. “Le costruzioni degli ospedali di comunità, la costruzione delle case di comunità, la ristrutturazione dei medici di medicina generale con la loro presenza all’interno delle strutture pubbliche. Poi un piano di edilizia sanitaria importante, dall’ospedale unico di Taggia al Felettino, per passare al polo Tecnologico degli Erzelli, che dovrebbe ospitare il progetto bandiera della sanità nazionale, uno degli istituti di cura e di ricerca di indirizzo tecnologico tra i primi in Italia. Abbiamo attualmente attivi corsi giganteschi per gli infermieri e per gli operatori sanitari, e stiamo lavorando per integrare le nostre aziende sanitarie. Giusto due giorni fa nel Tigullio abbiamo presentato una, diciamo così, succursale dell’ospedale Galliera per smaltire le liste d’attesa. Stessa cosa faremo su Albenga e su Santa Corona con il San Martino ed altri partner“.

La decisione di tenere l’assessorato alla sanità è stata presa in accordo con tutte le forze politiche” precisa Toti. “E tutto ha risposto in modo ottimale. Credo che la scelta sia stata quanto mai opportuna“.

Nel corso dell’intervista, Toti ha poi toccato altri temi chiave che riguardano da vicino la Liguria e il futuro della nostra regione.

L’intervista integrale

Presidente Toti, l’emergenza umanitaria in Ucraina. Quali numeri ci sono in Liguria, allo stato attuale?

“Intanto diciamo che la generosità della Regione Liguria, sia quella delle famiglie, delle associazioni e sia quella della pubblica amministrazione e del sistema sanitario, è stata grande. Oggi abbiamo da noi poco meno di 5000 persone che provengono dalle zone di guerre, molti dei quali hanno raggiunto i loro parenti e amici, che già soggiornavano sul nostro territorio e che si sono sistemati con mezzi propri. Dal punto di vista di Regione abbiamo attivato numerose strutture che oggi ospitano famiglie, soprattutto quelle che hanno dei componenti in cura nel nostro servizio sanitario regionale, in particolare al Gaslini, dove ci sono molti piccoli bambini ucraini che sono stati presi in carico dal nostro ospedale pediatrico. Le prefetture hanno poi il compito di sistemare, con quello che in gergo si definisce il sistema CAS, cioè l’ospitalità diffusa sul territorio, le famiglie che resteranno da noi per un periodo di tempo piuttosto lungo. Diciamo che il flusso dei profughi è stato importante, ma non straordinario.”

Sarà anche importante fornire la possibilità integrare i bambini nella scuola e nello sport.

“Il nostro sistema della scuola e dello sport si è mosso e lo ha fatto con grande tempestività. Oggi la scuola ha già approntato tutti i corsi di orientamento per inserire i piccoli nelle scuole di loro categoria. Le associazioni sportive e il CONI stanno offrendo a questi ragazzi la possibilità di partecipare a tutti i corsi e le attività sportive che per un bambino sono importanti, ma che sono anche un momento di distrazione.”

Da meno di una settimana è terminato lo stato di emergenza Covid nel nostro paese. La situazione sta migliorando anche nella nostra regione?

“Sì, ormai direi che la situazione non è più quella dell’emergenza e bene ha fatto il Governo Draghi a cancellare le norme che regolavano i momenti più difficili della pandemia. Detto questo, non bisogna abbassare la guardia, dal momento in cui il Covid ancora circola tra di noi, sia pure evidentemente in modo meno grave. La malattia si è trasformata, come hanno spiegato molti virologi in queste ultime settimane, e anche perché il nostro sistema sanitario ha acquisito una capacità di diagnostica e di cura molto più sofisticata rispetto a quella delle prime ore. Penso ad una campagna vaccinale che nella nostra regione è stata straordinaria per efficacia, tempestività ed organizzazione: abbiamo somministrato milioni di vaccini in pochi mesi attraverso gli hub e ringrazio ancora una volta dello sforzo tutto il sistema sanitario pubblico e privato che ha collaborato a tutto questo. Oggi resta da gestire una malattia che è presente tra di noi e, soprattutto, che deve essere organizzata per il lungo periodo, con soluzioni come la doppia corsia negli ospedali, tra chi è positivo al Covid e chi non lo è, i nostri pronto soccorso che, evidentemente già affaticati durante l’anno, faticano ulteriormente a gestire due categorie di pazienti. Insomma, ci sono molte cose da mettere a punto, ma non siamo più nella fase dell’emergenza, siamo nella fase della gestione di una malattia che è diventata endemica e che non sappiamo per quanto tempo resterà tra noi.”

Ora che è finito lo stato di emergenza pensa che cederà l’assessorato alla Sanità?

“Prima o poi lascerò questo assessorato come è giusto che sia. La decisione di tenerlo, insieme alle deleghe della presidenza, è stata presa in accordo con tutte le forze politiche nel pieno della pandemia, ma non solo per la pandemia, la gestione della stessa però richiedeva, ovviamente, situazioni straordinarie, il Presidente di Regione era anche Commissario di Governo per l’attuazione delle molte misure decise dalla Protezione Civile Nazionale, ma vi è oggi anche un piano di ristrutturazione della sanità – come tutti sanno – molto importante legato al PNRR. Le costruzioni degli ospedali di comunità, la costruzione delle case di comunità, la ristrutturazione dei medici di medicina generale con la loro presenza all’interno delle strutture pubbliche. Poi ancora in Regione Liguria un piano di edilizia sanitaria davvero importante: dall’ospedale unico di Taggia al Felettino – per citarne due principali -, per passare al polo Tecnologico degli Erzelli, che dovrebbe ospitare il progetto bandiera della sanità nazionale, uno degli istituti di cura e di ricerca di indirizzo tecnologico tra i primi in Italia. Potremmo poi continuare a lungo, perché abbiamo attualmente attivi corsi giganteschi per gli infermieri e per gli operatori sanitari, stiamo lavorando per integrare le nostre aziende sanitarie, giusto due giorni fa nel Tigullio abbiamo presentato una – diciamo così – succursale dell’ospedale Galliera dove si opera di protesi i pazienti per smaltire le liste d’attesa. Stessa cosa faremo su Albenga e su Santa Corona con il San Martino ed altri partner. E’ un lavoro di ristrutturazione importante che richiederà ancora alcuni mesi, non appena sarà passata questa fase di programmazione molto delicata, io penso che ragioneremo su un tagliando a tutta l’amministrazione, anche se devo dire che fino ad adesso tutto ha risposto in modo ottimale, anzi credo che la scelta sia stata quanto mai opportuna.”

A proposito di liste di attesa. Sono uno dei problemi principali in Liguria, anche a causa del Covid.

“E’ così, anche se devo dire con soddisfazione che ho visto nelle classifiche nazionali la nostra regione nella parte alta della classifica, se parlassimo di campionato, cosa che è molto scivolosa in questo periodo dell’anno affrontare. Abbiamo certamente accumulato dei ritardi, abbiamo certamente da aumentare la produzione sanitaria nella nostra regione, ma diciamo che è un male comune a tutte le regioni, anche quelle più blasonate ed efficienti. La sanità ligure è tante volte vituperata rispetto alla reale capacità di risposte, che è molto importante. Noi siamo la quinta regione in Italia per livello di LEA, ovvero i livelli essenziali d’assistenza, la qualità diciamo con cui assistiamo i nostri cittadini; poi certo c’è chi aspetta troppo e disguidi ci sono sempre, i ranghi da colmare, i medici che mancano, soprattutto in alcune specialità come medicina di urgenza e anestesia. Sappiamo che sono problemi antichi e legati ad errate programmazioni universitarie che dovremmo recuperare, ma non ci vorrà di certo un giorno e neppure un anno purtroppo. Detto questo, credo che la nostra sanità si sia difesa durante il Covid e sta facendo davvero molto bene, con alcune eccellenze straordinarie, in questo periodo post pandemia.”

Sta per arrivare l’estate, il periodo migliore per godersi la nostra regione. Che estate sarà per la Liguria?

“Sarà un’estate buona, certo con l’amaro di una guerra vissuta ai nostri confini che ci investe con immagini raccapriccianti che non lasciano spazio ai sorrisi, così come lo strascico del Covid col suo carico di lutti, ma anche di preoccupazione col suo eventuale ritorno in autunno, insomma, sono tante le incognite, quelle che i previsori economisti definiscono i cigni neri che si aggirano per il nostro Paese, però i numeri della ripresa economica sono importanti. I numeri della ripresa di Regione Liguria sono migliori di quelli del Paese: quelli dell’export, dell’artigianato e della programmazione turistica sono dati che ci fanno ben sperare. Stiamo preparando un’estate effervescente, abbiamo chiesto – per usare un eufemismo – ad Autostrade e al Ministero, pur non avendo competenze dirette, che i cantieri vengano alleggeriti, e già per Pasqua non ve ne saranno, e questa è già una buona notizia per chi ci frequenta. Sono molti gli imprenditori che sono tornati ad investire sul nostro territorio in termini di strutture alberghiere, di ricettività e di ristorazione. Credo che la nostra, come già l’anno scorso lo è stata, sarà un’estate da numeri record, perché è evidente che anche il mercato internazionale così incerto e così, in qualche modo, affrontato con sospetto dai cittadini italiani, porta le persone, e questo credo sia l’unico dato davvero positivo, ad apprezzare il turismo di prossimità, quello più vicino a noi. Noi lo sosterremo con le nostre usuali campagne di promozione del nostro territorio. Mi aspetto un’estate importante dal punto di vista economico.”

Ha già citato il problema delle infrastrutture, oltre alle Autostrade c’è anche il problema della viabilità ordinaria.

“Siamo in grande ritardo come sistema Paese, la nostra è una regione complicata: ospitiamo la maggior parte delle gallerie e dei viadotti del territorio europeo, non nazionale. Questo rende tutto evidentemente molto più difficile dal punto di vista della ristrutturazione. Detto questo, sul cielo della Liguria i pianeti sono allineati come mai non lo sono stati nel recente passato. Basti pensare che nel 2024 ci sarà il Terzo Valico che ci collegherà al nord Italia con una ferrovia finalmente veloce e anche capiente per le merci del porto, passante ferroviario, piano della mobilità sostenibile del Comune di Genova con l’allungamento delle ferrovie, lo skytram della Val Bisagno, e poi ancora la galleria di ponente di Andora; finalmente una ferrovia a due binari su tutto il dorsale di ponente della nostra linea ferroviaria. Ancora nel PNRR i miglioramenti sulle tratte Savona-Torino e Genova-Milano già prima del Terzo Valico; il cantiere in Autostrada che nel 2023 dovrebbero giungere ad una loro conclusione restituendoci una rete ristrutturata e sicura, per quanto possibile, ai nostri cittadini e visitatori. Per non parlare delle opere a mare: noi stiamo investendo oltre 300 milioni di euro per il ripascimento delle nostre spiagge, ma anche per la messa in sicurezza delle nostre strade litoranee, la diga del Porto di Genova, potremmo andare avanti a lungo e non vorrei né tediare né dimenticare cose che sono altrettanto importanti. Credo che investimenti simili in Regione Liguria, tra Terzo Valico e il resto già citato – si parla di molti miliardi di euro – non ci siano mai stati nel recente passato, penso dal dopoguerra ad oggi forse mai nella storia di questo Paese. Certo, avremo ancora qualche tempo di disagio perché i cantieri portano il bene domani, ma qualche disagio oggi.”

Diga foranea, venerdì il ministro Lamorgese a Genova per la firma dei protocolli

Il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, sarà in Prefettura a Genova venerdì mattina, alle 10.30, per intervenire alla sottoscrizione di due protocolli di legalità. Il primo è quello per la realizzazione della nuova diga foranea di Genova, mentre il secondo riguarda l’area portuale di Sestri Ponente e i relativi lavori per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e l’accessibilità dell’area.

Sottoscriveranno i protocolli il Sindaco e Commissario per la ricostruzione Marco Bucci, il Presidente dell’Autorità Portuale Paolo Emilio Signorini e il Prefetto di Genova Renato Franceschelli. Saranno presenti anche il capo dell’ispettorato del lavoro di Genova e le sigle sindacali, che firmeranno l’articolo 11 sul monitoraggio e il tracciamento dei flussi di manodopera.

Successivamente, alle ore 11.30, la titolare del Viminale parteciperà al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica ove si discuterà della situazione della sicurezza nell’area metropolitana.

Oltre lo stato di emergenza: meno tamponi e vaccini, le farmacie genovesi si svuotano

Dopo due anni di pandemia le cose stanno gradualmente cambiando. Il mese di aprile si è aperto con una nuova fase – finalmente positiva – per i cittadini italiani, segnata dalla fine dello stato di emergenza, per cui sono tante le regole e i comportamenti che sono cambiati, verso un lento ritorno alla normalità.

Un segnale importante, in questo senso, arriva dalle farmacie. “Sta scemando il ruolo extra che abbiamo avuto durante i due anni di pandemia”, spiega su Babboleo News Giuseppe Castello, presidente di Federfarma Genova, l’associazione dei titolari di farmacia privata della provincia genovese.

“Le file davanti le farmacie che un tempo c’erano e che col tempo siamo stati sempre più abituati a vedere, relative ai tamponi, fortunatamente in questo periodo non ci sono più” prosegue. “Ci sono sempre, ovviamente, richieste di tamponi, ma queste richieste sono correlate all’attuale forma pandemica, che effettivamente esiste, ma sta anche indubbiamente scemando”. Castello sottolinea poi come, in ogni caso, i controlli siano sempre attivi e da effettuare “specialmente per i contatti stretti che ci sono stati, oppure eventuali dubbi sul fatto di avere o meno contratto il virus”.

Per quello che riguarda i vaccini, il presidente genovese di Federfarma conferma il crollo delle somministrazioni: “Sono diminuiti ormai in maniera verticale. Fortunatamente la maggior parte della nostra popolazione si è vaccinata e anche la terza dose è ormai quasi terminata, di conseguenza la richiesta è notevolmente scemata”.