19 Aprile 2022 – Babboleo

Giorno: 19 Aprile 2022

Donazione organi, Mele è il comune ligure più generoso

È Mele il comune ligure più generoso per quanto riguarda la donazione di organi. Consensi al 99%, questo è il dato emerso dall’ultima edizione dell’Indice di Dono, il rapporto realizzato dal Centro nazionale trapianti che mette in fila i numeri delle dichiarazioni di volontà per la donazione di organi e tessuti registrate nel 2021 all’atto dell’emissione della carta d’identità. Espresso in centesimi, tiene conto di alcuni indicatori come la percentuale dei consensi, quella delle astensioni e il numero dei documenti emessi.

Il comune di Mele ha raggiunto un indice di 81,08/100, con un tasso di consensi arrivato al 99% e l’astensione che è pari al 43,8%. Su 349 cittadini che hanno richiesto la carta d’identità l’anno scorso, in 194 hanno detto sì alla donazione e solo in 2 hanno registrato un no. “La notizia è stata una sorpresa fino ad un certo punto – spiega a Babboleo News il sindaco Mirco Ferrando – la comunità melese, pur essendo un po’ chiusa, ha sempre dimostrato la sua generosità. Già durante il periodo più duro dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia, molti cittadini si sono dati disponibili nel fornire aiuti, sia in termini pratici che in termini economici, per aiutare le famiglie più in difficoltà. Ancora più recentemente, con l’emergenza Ucraina, siamo stati tra i primi comuni ad accogliere le famiglie dei rifugiati ucraini attraverso la collaborazione con la Caritas”.

“Sono melese dalla nascita – continua Ferrando – conosco bene i miei concittadini, anche se negli ultimi anni abbiamo avuto grossi cambiamenti a livello demografico accogliendo nuove famiglie dal genovese, le quali però si sono integrate al meglio continuando la tradizione di generosità che ha sempre contraddistinto la nostra comunità”.

Ascolta le parole del sindaco Mirco Ferrando a Babboleo News.

Soccorso Alpino, in Liguria troppi interventi nel weekend di Pasqua: “Serve più prudenza”

Qualcuno è caduto in bicicletta, altri mentre stavano camminando. C’è stato anche un intervento per due rocciatori che si erano infortunati e sono rimasti bloccati. Altri hanno avuto malori mentre stavano camminando: ad alcuni è andata bene (ad esempio il turista tedesco sabato tra Vernazza e Monterosso che ha rifiutato anche il ricovero), ad altri è andata davvero molto peggio, come l’escursionista deceduto ieri nella zona di Rezzo, nell’Imperiese.

Di certo i soccorsi nel weekend pasquale sono stati troppi: tutte le province della Liguria sono state, più o meno, interessate. Non che il soccorso alpino e speleologico Liguria pensasse di trascorrere un lungo fine settimana tranquillo. Ma la realtà è stata molto più impegnativa rispetto alle previsioni. A contribuire all’alto numero di interventi è stata anche l’elevata presenza di tantissime persone sui sentieri. Ma questo dato da solo non giustifica un weekend pasquale all’insegna delle tante (troppe) chiamate di soccorso.

«A scanso di equivoci dico che le persone fanno bene a muoversi, camminare e fare attività all’aria aperta soprattutto dopo che gli ultimi due anni sono stati di restrizioni – dice il presidente del soccorso alpino Liguria Fabrizio Masella -. Ma mi viene da pensare che alcuni si siano fatti prendere dalla troppa voglia di fare cose magari anche troppo impegnative».

Una grande regola che il soccorso alpino predica da sempre, infatti, è quella di misurare sempre l’attività che ci si appresta a fare con la propria preparazione: «È una pratica di buon senso che si dovrebbe sempre tenere presente, anche per una banale escursione – continua Masella -. La sensazione che abbiamo avuto, invece, nel fine settimana è che tanti abbiamo fatto cose magari non alla loro portata. Nella maggior parte dei casi ti può anche andare bene, ma se sei sfortunato ti puoi mettere nei guai».
Il weekend di superlavoro appena trascorso vale come monito per i prossimi in arrivo: «Divertiamoci, ma facciamolo con prudenza – chiude Masella -. Basta poco per finire nei guai, ma basta anche un pizzico di attenzione per poter trascorrere in assoluta serenità weekend felici e sicuri nella nostra regione».

Turismo, la Liguria chiude una Pasqua da tutto esaurito. E si rivedono gli stranieri

La Liguria chiude le festività pasquali con numeri da tutto esaurito. Ieri sera i turisti hanno lasciato la nostra regione – non senza code in autostrada – dopo aver riempito case vacanza e strutture ricettive. Gli hotel, in particolare, hanno registrato prenotazioni fino a raggiungere il 90% della capienza, addirittura il 100% nella notte del sabato. Prese d’assalto anche le principali attrazioni, tanti i visitatori all’Acquario di Genova e alle Cinque Terre.

In particolare, lo spezzino ha fatto il pieno di italiani e sono tornati anche i francesi, i tedeschi e gli spagnoli e, seppur in misura minore rispetto agli anni pre-Covid, anche gli americani alle Cinque Terre. Anche nel Tigullio gli italiani hanno fatto la parte del leone, garantendo oltre il 60% delle presenze ma con una buona rappresentanza di turisti stranieri, svizzeri, francesi e tedeschi. La città di Genova ha avuto ottimi risultati, molte soprattutto le famiglie che hanno scelto la città per le festività pasquali grazie all’Acquario e all’offerta culturale. Tutto esaurito anche nel savonese, soprattutto grazie agli italiani ma con buone presenze anche di svizzeri e tedeschi (Pietra Ligure e Finale). Ottime presenze anche nell’imperiese, sia nel sanremese sia quest’anno nel resto della provincia (Golfo Dianese in particolare) con la maggioranza di italiani e dei vicini francesi oltre che degli svizzeri e, dopo due anni di assenza, anche dei tedeschi.

L’assessore al turismo Gianni Berrino e il presidente ligure Giovanni Toti non hanno dubbi sulla totale ripresa del settore: “Siamo tornati ai livelli del 2019, prima della pandemia” scrivono in una nota. “Con la fine delle restrizioni questa Pasqua segna anche il ritorno degli stranieri, soprattutto dai Paesi vicini come Francia, Svizzera, Germania, Spagna ma anche, seppur in misura più contenuta, qualche turista a lungo raggio dagli Stati Uniti, con un mercato americano che sta pian piano tornando a muoversi verso le nostre destinazioni”