3 Maggio 2022 – Babboleo

Giorno: 3 Maggio 2022

“Emozioni Giocate nella Città”: il nuovo libro della Onlus genovese che supporta i bambini con disabilità

Emozioni Giocate è un’associazione non profit fondata a Genova nel 2011. Nasce dall’impegno di una mamma e dalla sua volontà di creare uno spazio dove poter accogliere il gioco e le emozioni dei bambini con disabilità, e dove questi possano essere espressi in libertà. Nella struttura i bambini, attraverso diverse attività di gruppo, possono sviluppare al meglio le loro capacità, migliorando il loro benessere psicologico e accrescendo la loro autostima. Tutto questo permette ai ragazzi di sperimentarsi come parte attiva e non sentirsi più invisibili. Da qui nasce l’idea di creare l’Associazione Emozioni Giocate, che a tutt’oggi può avvalersi del titolo di ONLUS, reso possibile dall’aiuto di privati e diversi enti e istituzioni che si sono uniti accompagnando gli ideatori nella costruzione del centro. I Sacerdoti del Sacro Cuore donano lo spazio concreto dove l’Associazione svolge le proprie attività: i padri Dehoniani hanno scelto di restare vicino ai bambini e alle loro famiglie, aprendo la loro residenza “Casa del Missionario” a Genova e adattando i locali alle esigenze delle nostre attività quotidiane.

Emozioni Giocate offre corsi di tipo ludico creativo – quali ad esempio teatro, musica, arte, yoga, pet therapy – e altri finalizzati alla conoscenza di se stessi e al raggiungimento di una propria indipendenza. Ma c’è di più. Emozioni Giocate arriverà in tutte le librerie, questo è il nuovo progetto che sta realizzando l’Associazione. Si chiamerà “Emozioni Giocate nella Città”, un volume realizzato grazie alla collaborazione dei bambini e dei ragazzi che frequentano la struttura, insieme al famoso storico genovese Ferdinando Bonora. Sì, perché questa insolita comitiva, ha fatto il giro di tutta “la Superba”, raccogliendo storie, emozioni, racconti e ambientazioni che verranno racchiuse in questo libro.

Il Porto Antico, la Lanterna, le vecchie mura della città, passando per il Museo del Mare, i caruggi e la Chiesa dell’Annunziata, fino ad arrivare alla cattedrale di San Lorenzo, il Palazzo Ducale, Porta Soprana, il Palazzo Reale e i Palazzi dei Rolli, questi, ma anche luoghi e scorci magari meno conosciuti e “affollati” sono tra i posti incantevoli di Genova, città dell’arte, che i ragazzi dell’Associazione e Ferdinando Bonora, hanno visitato e poi raccontato. Il tutto alimentato attraverso le domande e le curiosità che i ragazzi hanno posto al loro amico storico, perché oltre a voler conoscere loro stessi, hanno voluto conoscere e raccontare la loro città.

Genova, Amiu in campo per la differenziata: 1500 nuovi contenitori e campagna informativa

Oltre 1500 nuovi contenitori del rifiuto organico, come gli scarti di cucina, in tutta la viabilità secondaria di Genova a oggi sprovvista, per potenziare completamente la copertura del servizio nei prossimi mesi e un’importante attività di comunicazione sul territorio.

Aumenta l’impegno di AMIU Genova per migliorare la raccolta differenziata di questo tipo di rifiuto in tutta la città, per continuare a far crescere la percentuale della raccolta differenziata, con il contributo di tutti i cittadini di Genova, sul cui totale proprio la frazione organica ha un’incidenza significativa.

Un’azione di potenziamento già partita nelle scorse settimane, col posizionamento di nuovi contenitori per l’organico in Bassa Valbisagno, sulle alture di San Fruttuoso e su quelle di Marassi (Via Biga e dintorni), unito a una mirata attività di comunicazione e di sensibilizzazione alla popolazione delle due zone.

AMIU sta, infatti, procedendo a informare i cittadini tramite consegna di brochure dedicate nelle cassette postali e nei portoni, presidiando con il proprio camioncino elettrico sponsorizzato – come un info-point itinerante – i principali mercati e i luoghi maggiormente frequentati di tutti i quartieri coinvolti, distribuendo gratuitamente cestelli e sacchetti compostabili per fare bene a casa la differenziata dell’organico.

Nelle prossime settimane le tappe di questa importante azione di rafforzamento del servizio toccheranno la viabilità secondaria di Oregina e Castelletto, oltre alle alture di Sampierdarena e della Valpolcevera.

Ad oggi sono oltre 5.000 i contenitori dell’umido a uso pubblico posizionati a oggi in tutta la città, a cui si sommano i 3.000 cassonetti a uso privato delle attività commerciali. Rispetto ai dati del 2021, con 16.400 tonnellate raccolte pari al 15,5% sul totale della differenziata, l’obiettivo di AMIU per il 2022 è di raddoppiare la raccolta della frazione organica, portandola a un terzo del totale della raccolta differenziata.

Conferire l’organico in modo corretto è molto importante, oltre che molto semplice. AMIU fornisce gratuitamente ai cittadini anche i cosiddetti sottolavelli, che possono essere riempiti con scarti alimentari e avanzi di cibo sia crudi che cotti, frutta, verdura, fogliame, piante recise e erbacce.

Per differenziare l’organico vanno utilizzati esclusivamente i contenitori di colore marrone con la scritta “organico” che si trovano accanto agli altri cassonetti della differenziata; non bisogna inserire borse e sacchetti di plastica, ma usare solo sacchetti compostabili o di carta.

Questi rifiuti organici raccolti sono destinati a impianti di trattamento che producono fertilizzante naturale per le coltivazioni e consentono di recuperare energia rinnovabile mediante la produzione di biogas, evitando così il conferimento del rifiuto in discarica per il benessere attuale e futuro dell’ambiente.

Per un recupero di qualità, occorre impegnarsi osservando le regole della raccolta differenziata evitando che materiali estranei, come ad esempio la plastica, finiscano nei contenitori marroni.

Doppio cognome, l’avvocata Schivo: “La Corte Costituzionale ha fatto una scelta coraggiosa”

La Corte Costituzionale l’8 novembre 2016 si è pronunciata sulla norma del nostro ordinamento che attribuisce automaticamente ai figli e alle figlie nati nel matrimonio il solo cognome paterno. Con la sentenza si ripristina il principio di parità in tutti i casi in cui una coppia di coniugi desidera concordemente attribuire al momento della nascita il “doppio cognome”. Ad oggi, non esisteva norma se non quella derivante dalla tradizione culturale di dare il cognome paterno ai figli. Da due anni si attende inutilmente che il Senato si decida a discutere ed approvare la legge sulla scelta del cognome già licenziata dalla Camera. Ora nasce un crowdfunding per dare vita a un libro, La pioggia dei cognomi, che informi e sensibilizzi nelle scuole i bambini, i genitori di domani, su questa opportunità. Abbiamo contattato telefonicamente l’avvocata Susanna Schivo, promotrice dell’iniziativa insieme alla professoressa Manuela Magalhães.

“A differenza della precedente sentenza della Corte Costituzionale – spiega a Babboleo News l’avvocata Susanna Schivo – in questo caso, anche se non possiamo fare un commento dettagliato perché non c’è ancora la sentenza e sapendo solo il contenuto della decisione a fronte di un comunicato stampa della Corte Costituzionale, è chiaro che la regola che viene indicata come vigente per il futuro è che ci sarà il doppio cognome per i figli e ciò viene riconosciuto a pieno titolo. Questo consente, essendo diventata regola, che nel caso di disaccordo tra i due genitori, comunque prevarrà il doppio cognome. Questo è il valore più importante perché consente di eliminare la difficoltà o la problematica in caso di disaccordo, in quanto precedentemente al verificarsi di situazioni del genere tra i genitori, prevaleva la sola trasmissione del cognome paterno. In questo caso, invece, è stato riconosciuto pienamente il diritto del figlio ad essere identificato col cognome di entrambi i genitori, stabilendo come regola generale la pari dignità di entrambi i genitori nell’identificazione del figlio.”

“Nel caso in cui i genitori siano d’accordo – continua l’avvocata – potranno scegliere di attribuire uno dei due cognomi, e quindi ovviamente anche solo quello materno.”
Questa sentenza porta però a far emergere il fatto che esiste un precedente ma manca una legge. “La Corte Costituzionale ha fatto una scelta coraggiosa – prosegue Susanna Schivo – poiché ha deciso di prendere una posizione forte, probabilmente anche perché il Parlamento non ha, dal 2016 ad oggi, fatto ciò che gli era stato richiesto dalla Corte Costituzionale stessa, oltre che essere imposta dalla necessità di creare un sistema in materia di cognome dei figli e delle figlie conforme alla Costituzione. La scelta è stata quella, in un certo senso, di sostituirsi, con un’indicazione chiara a cui il legislatore dovrà necessariamente dare seguito con una normativa organica, poiché ci sono questioni pratiche e di coordinamento per gestire la questione relativa alla trasmissione nelle future generazioni di chi avrà il doppio cognome, in quanto questo, la Corte Costituzionale, non lo ha deciso. Sicuramente, questa questione come altre, necessita di una normativa. Ricordiamoci che, purtroppo, è dal 1979 che si parla della suddetta questione e di riorganizzare la normativa di settore e, sia a causa dei tempi della democrazia che son questi e anche per il valore simbolico che ha il cognome nell’identificazione delle persone e quindi la presenza di una certa difficoltà ad adattarsi a una società e alle parità tra uomo e donna che al giorno d’oggi si è realizzata, tutto ciò fa sì che non ci sia ancora una normativa. Dal 1979 ad oggi si sono susseguiti, nelle varie legislature, molti disegni di legge. Attualmente sono cinque i disegni di legge in esame presso la Commissione Giustizia del Senato, sono iniziate le audizioni degli esperti e, pertanto, questa sentenza che verrà depositata nelle prossime settimane, sarà un ulteriore elemento che dovrà spingere il legislatore a terminare la propria opera. Io sono fiduciosa in questo, spero che vengano risolte le questioni che consentano alle persone di esercitare i propri diritti in modo chiaro, coordinando e facendo attenzione a non creare un sistema complesso, poiché la mia esperienza come avvocata, in questi dieci anni in cui mi sono occupato di questa materia, è proprio la difficoltà che si viene a creare per mancanza di coordinamento delle norme, per difficoltà nell’affrontare i processi amministrativi complessi, mentre invece qui, nell’identificazione delle persone bisogna essere semplici e chiari.

Ascolta l’intervista dell’avvocata Susanna Schivo a Babboleo News.

Traffici Mar Ligure Orientale: i dati del 1° trimestre 2022 confermano le prospettive di sviluppo della Spezia

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale (AdSPMLO) ha reso noti noto i dati del primo trimestre 2022: i porti di Spezia e Marina di Carrara hanno movimentato complessivamente oltre 4,3 milioni di merci. I container hanno raggiunto quota 353.476 Teu, mentre l’intermodalità mare-ferro è stata
gestita con 2.148 treni, che hanno utilizzato complessivamente 32.305 vagoni.

Più nel dettaglio, la movimentazione delle merci nel porto della Spezia ha registrato 3.028.486 tonnellate (-4,5%), di cui 121.792 rinfuse liquide (-50,5%), 12.682 rinfuse solide e 2.894.012 general cargo (-1%). Per quanto riguarda le rinfuse liquide, con particolare riferimento al traffico di GNL, si prevede che, a partire dal mese di aprile, si assista ad una qualche ripresa. Sul primo trimestre del 2021, il traffico contenitori risulta incrementato dello 0,7%, con una accelerata nel mese di marzo, che da solo ha contato 128.281 TEU, con un aumento del 6,2% su marzo 2021.
Con un positivo 2,4% nel porto spezzino continua ad aumentare anche il traffico gateway, che ha raggiunto nel trimestre 321.230 TEU, mentre quello da trasbordo continua a diminuire, con una flessione del 36,1% nel I trimestre 2022, che ha riguardato complessivamente 9.214
TEU.
Grazie all’integrazione ferroviaria di sistema con Santo Stefano di Magra, crescono del +2,5% anche i servizi intermodali, che hanno visto viaggiare dal/per il porto spezzino complessivamente 2.120 i treni e 31.812 vagoni (+3,8%). La merce in container trasportata
via ferrovia si è attestata a 850.038 tonnellate, anch’essa aumentata del 4%.
Per quanto riguarda invece il settore passeggeri, emergono chiari segnali di ripresa: lungo il 1° trimestre 2022, sono stati effettuati 15 scali nave con un transito di 20.677 croceristi.
“La Spezia e Marina di Carrara si confermano punti di riferimento di aziende italiane ed estere e di milioni di
consumatori – commenta il Presidente della AdSP MLO, Mario Sommariva
-. I
programmi che come AdSP stiamo implementando sono rivolti ad aumentare l’efficienza logistica dei nostri porti, riducendone sempre più l’impatto ambientale e promuovendo occupazione qualificata. Lavoriamo anche in prospettiva della nostra ZLS, che una volta
insediata comprenderà importanti aree logistiche, da Santo Stefano Magra alla provincia di Parma, mettendo i nostri porti al servizio di un importante e complesso sistema economico multiregionale”.