21 Novembre 2023 – Babboleo

21 Novembre 2023

1 LIGURE SU 26 GIRA UN VIDEO CON IL CELLULARE MENTRE È AL VOLANTE

Il 3,8% dei residenti in Liguria ha girato un video con il cellulare mentre si trovava alla guida. Il 5,3% ha invece dichiarato di essere stato a bordo di un mezzo mentre il conducente filmava.

È questo il dato sconcertante, relativo alla sola Liguria ma in linea con quello dell’intero territorio italiano, che mostra rispettivamente una percentuale del 3,1% ed del 6,9%, emerso dalla terza edizione della ricerca sugli stili di guida degli utenti, commissionata da Anas (Società del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane) e condotta da CSA Research – Centro Statistica Aziendale – con interviste su un campione di 4mila persone e con oltre 5mila osservazioni dirette su strada. I numeri sono stati presentati oggi nell’ambito del convegno “Sicurezza stradale: obiettivo zero vittime”, organizzato da Anas, Piarc (Associazione mondiale della strada) e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in occasione della Giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada.

Al convegno hanno partecipato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il Presidente di Anas e di Piarc Italia Edoardo Valente, l’Ad di Anas Aldo IsiPaolo Crepet Psicologo e Sociologo, il giornalista Luca Valdiserri.   

“I dati preoccupanti evidenziati quest’anno dalla Ricerca Anas sugli stili di guida – ha dichiarato l’AD Aldo Isi – denotano come gran parte della responsabilità sia imputabile al fattore umano. Oltre al forte impegno nel continuare a sensibilizzare gli utenti sull’importanza di una guida prudente, sicura e senza distrazioni, Anas sta lavorando per potenziare ulteriormente gli standard di sicurezza della propria rete garantendo, come sempre, la manutenzione ordinaria delle infrastrutture e puntando anche   sull’innovazione tecnologica”.

Inoltre, sottolinea Isi, il dato emerso con la scorsa edizione della Ricerca riguardo la percezione di sé e degli altri alla guida, vede gli italiani assegnare a se stessi come guidatori un voto pari a 9; il giudizio che hanno degli altri guidatori su strada è invece negativo e si attesta su una media di 5.4, quindi ben sotto la sufficienza.

I due comportamenti più scorretti percepiti riguardano i limiti di velocità, che secondo gli intervistati vengono rispettati solo dal 40,3% degli altri guidatori, e l’uso del cellulare alla guida, solo nel 39,6% dei casi.

Ecco alcuni dei dati più interessanti emersi dalla Ricerca relativi alla singola regione Liguria.

L’ 8,7% dei liguri dichiara di non rispettare i limiti di velocità nelle strade che non presentano tutor o autovelox ed il 65,5% afferma che siano gli altri guidatori a non attenersi ai limiti.

Il 9,9% dei residenti ammette di utilizzare il telefono alla guida o fermo al semaforo, ma il 59,4% rivela di aver visto altri compiere questo sbagliato gesto.

Il 5,6% non si assicura sempre che tutti i passeggeri indossino la cintura di sicurezza ed il 46,2% sostiene che non tutti all’interno di un veicolo la indossino sempre.

Il 2,2% degli intervistati non utilizza il casco o non lo allaccia correttamente o rivela non lo facciano gli altri motociclisti, per il 29,7%.

Il 4,9% dei liguri non nasconde di essersi messo alla guida dopo aver bevuto ed il 48,3% sostiene che in genere gli altri guidatori compiano questa pericolosa infrazione.

Lo 0,8%( 41,6% in riferimento agli altri autisti), infine, dichiara di non mettere sempre la freccia in caso di cambio corsia e, nel caso del 3,1%( per gli altri 52,9%) , di aver superato talvolta nonostante la striscia che divide le corsie fosse continua.

SIAP, Traverso: “Il prefetto deve prendere una posizione autorevole”

IL SIAP HA CHIESTO UN INCONTRO ALLA NEO PREFETTO DI GENOVA CINZIA TERESA TORRACO.

LA MANCATA GESTIONE OCULATA DELLE ESIGUE RISORSE UMANE DELLA QUESTURA GENOVESE INCIDE SULL’ATTIVITÀ INVESTIGATIVA E NON DEVE PENALIZZARE IL MODELLO DI SICUREZZA SUL TERRITORIO REGIONALE DOVE OCCORRE INVESTIRE ANCHE SULLA COSIDDETTA “SICUREZZA URBANA” IN COLLABORAZIONE CON LE POLIZIE LOCALI.

IL CAPOLUOGO LIGURE RAPPRESENTA LA CABINA DI REGIA PER IL COORDINAMENTO ISTITUZIONALE CONTRO LE INFILTRAZIONI MAFIOSE: SENSIBILIZZEREMO L’ATTIVAZIONE DEL TAVOLO SULLA SICUREZZA DELLA REGIONE LIGURIA AD OGGI NON PERVENUTO.

REGIONE LIGURIA CHE APPARE SEMPRE PIÙ DISINTERESSATA AD INCENTIVARE LA PERMANENZA DEI POLIZIOTTI SUL TERRITORIO ATTRAVERSO UNA COSTRUTTIVA PROPOSTA ALLOGGIATIVA RISERVATA ALLE FORZE DELL’ORDINE.

“Nell’augurare il benvenuto alla neo Prefetto Cinzia Teresa TORRACO sul territorio provinciale genovese, il SIAP ha colto l’occasione per chiederle un incontro per rappresentarle la posizione del nostro sindacato sulle tematiche di competenza di chi rappresenta il Governo sul territorio provinciale genovese e ligure che, oltre ad interessare direttamente la categoria che rappresentiamo, si riverberano sulla sicurezza del territorio che in questi ultimi anni si sta caratterizzando in base ad un modello che, come abbiamo recentemente sostenuto anche pubblicamente in occasione della Tavola Rotonda tenutasi a Genova il 26 ottobre u.s., dovrebbe essere più attento a gestire in modo più oculato le esigue risorse umane a disposizione delle forze dell’ordine e che, contestualmente, dovrebbe investire maggiormente sulla valorizzazione della cosiddetta “Sicurezza Urbana” che, come previsto dal D.L.127/2019, punta a migliorare la percezione della sicurezza sul territorio combattendo il degrado urbano e sociale”.

“La carenza di risorse umane che affligge la Polizia di Stato su tutto il territorio nazionale, in attesa di recuperare il danno causato dalla scelta scellerata di tenere bloccati per più di quindici anni i concorsi pubblici sino a poco più di un lustro fa, non può e non deve essere utilizzato come alibi per chi rappresenta la nostra Amministrazione sul territorio, a partire dal Questore di Genova che invece di ottimizzare al massimo le poche risorse a disposizione, puntando ad una pianificazione ponderata dell’attività mirata alla gestione delle priorità, nel corso dei due anni di sua permanenza, non ha voluto mettere mano alla ripartizione dei carichi di lavoro negli uffici di propria competenza”.

“Trascurare l’attività investigativa su un territorio dove aumentano i reati che creano insicurezza percepita, come il dilagante spaccio di stupefacenti e di conseguenza tutti i reati ad esso collegati (estorsioni, sfruttamento della prostituzione, riciclaggio, rapine etc.) rappresenta un errore ulteriormente aggravato dalla evidente mancanza di coordinamento con la Polizia Locale che continua a muoversi in autonomia anche con delicate attività d’indagini che inevitabilmente a volte si intrecciano con attività di ampio respiro seguite dalla Squadra Mobile o squadre di polizia giudiziaria della Polizia di Stato Carabinieri o Guardia di Finanza su delega dalla competente Procura della Repubblica”.

“Non bisogna mai dimenticare che il territorio della Liguria è notoriamente infiltrato da organizzazioni criminali di stampo mafioso e che il capoluogo di regione dove da poco si è insediata la nuova Prefetto rappresenta la cabina di regia istituzionale per combattere omogeneamente il fenomeno”.

“Per questo durante il colloquio con la rappresentante del Governo coglieremo l’occasione per sensibilizzarla a riaprire il confronto con la Regione Liguria per attivare il tavolo sulla sicurezza regionale di cui si è parlato più di due anni fa ma che ad oggi non ci risulta che sia mai stato concretamente attivato”.

“Tavolo sul quale il SIAP ritiene necessario tornare a parlare anche dell’ormai abbandonata politica alloggiativa riservata alle forze dell’ordine, scelta miope perché andrebbe ad incentivare la permanenza sul territorio ligure del personale con più esperienza evitando istanze di trasferimento presso sedi di servizio dove il costo degli affitti risulta decisamente più basso”.

L’intervista al Segretario Generale Provinciale del SIAP Roberto Traverso.