Marzo 2024 – Pagina 8 – Babboleo

Marzo 2024

Sfida al cambiamento, Genova verso zero emissioni per Città2030

“Genova ha iniziato un percorso positivo sulle ciclabili, mentre è ancora indietro nella direzione della città 30 km/h” – così il Presidente di Legambiente Liguria Stefano Bigliazzi discutendo i dati genovesi in occasione della campagna “Città2030: le città e la sfida del cambiamento“.

Dati riguardanti le performance locali sui principali indicatori di mobilità urbana e le proposte concrete per trasformare il capoluogo genovese in una clean city entro il 2023.

Ancora molta strada da fare per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico. Una grande sfida rientrare nei nuovi limiti di esposizione previsti dalla direttiva sulla qualità dell’area: sarà necessario tagliare del 3% le attuali emissioni di PM2,5 e del 29% quelle di NO2 e per far questo serve un piano di misure integrato che riesca a ridurre il traffico e aumentare la mobilità attiva.

Buona l’offerta dei bus a Genova, ma ancora lontana dallo standard full Electric: ad oggi solo 49 dei 630 operativi sono elettrici, ma sono in arrivo altri 95 entro fine 2025. Manca invece la linea tram, fortemente voluta da Legamebiente ad esempio in Valbiasagno, strutturalmente ideale per eliminare le gravi problematicità di sicurezza idraulica di altre proposte come lo Skymetro.

Meglio per quanto riguarda le ciclabili: in città circa 70 km di ciclabili realizzare e in cantiere altri interventi tesi ad incrementare l’infrastruttura ciclabile. Ancora troppe invece le auto in città per le caratteristiche orografiche ed urbanistiche che la contraddistinguono, seppur Genova ha il tasso di motorizzazione tra i più bassi d’Italia.

Fondamentale andare verso una città a 30 km/h” – spiega Bigliazzi – “La velocità media di un’auto a Genova è di 28 km/h, mettere il limite a 30 km/h significa soltanto ridurre le accelerazioni e le frenate, ossia ridurre consumi e rischi, ma non cambia niente sulla velocità. Per gli utenti della strada ci sarebbero solo vantaggi e nessuno svantaggio. Genova ha una struttura con strade strette e trafficate assolutamente adatta a diventare città 30 km/h, escludendo dal limite solo le strade a grande scorrimento, bisognerebbe soltanto avere un po’ di coraggio”.

Sestri Levante verso il LevanteDrone Festival, attesi oltre 3.000 partecipanti

Grande ritorno a Sestri Levante per “LevanteDrone“. Sabato 9 e domenica 10 marzo, una due giorni all’ex Convento dell’Annunziata dedicata ad attività formative, testimonianze e workshop.

Quarta edizione per un evento che è diventato ormai un riferimento nazionale nel settore, perchè negli anni siamo riusciti a raggruppare aziende di buon livello e attirare visitatori che vanno dall’appassionato ai professionisti del settore” – racconta ai microfoni di Radio Babboleo l’ideatore e fondatore di LevanteDrones Giovanni Callea – “Uno dei focus di questa edizione le regolamentazioni legate al mondo dei droni, tutti da quest’anno devono sottostare al regolamento europeo. Un settore sempre più in espansione e oggi punto di partenza per tantissimi abiti e professioni: dal cinema, ma anche in ambito tecnico – geometri, ingegneri – forze dell’ordine e associazioni. Quest’anno appuntamenti mirati dedicati alla protezione civile e pubbliche amministrazione per un’applicazione sempre più ampia”.

Un’area fiera nella parte interna dove trovare stand, professionisti e personaggi legati a questo mondo, ma anche attività formative, workshop e tanti ospiti: il videomaker Aldo Ricci, lo youtuber Andrea Pinotti, la voice designer Elisa Garfagna e il fotografo Matteo Bertetto.

Come sempre, non mancherà l’area dedicata al mondo del food, con i vari prodotti tipici del panorama Ligure. Tra le novità di quest’anno, l’angolo delle interviste dove i numerosi ospiti dell’evento verranno intervistati e trasmetteranno in diretta streaming sui canali social del LevanteDrone Festival.

“Hasta siempre, Frida!”, al Teatro Garage di Genova si celebra l’arte in un inno alla vita

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, arriva a Genova “Hasta siempre, Frida!”, uno spettacolo di Maurizio Nicastro che omaggia una delle figure più emblematiche e influenti del Novecento, Frida Kahlo. Venerdì 8 marzo alle ore 21 al Teatro Garage di Genova, uno spettaccolo che onora la vita e l’arte dell’iconica pittrice messicana, mostrando il suo essere fragile e indistruttibile al tempo stesso e tentando di analizzare le ragioni e le contraddizioni delle sue scelte.

“Lo spettacolo racconta soprattutto l’aspetto più umano, fragile e sofferente di Frida, non solo quello forte e potente che si evince da fuori – dichiara Danila Stalteri, l’attrice che interpreterà Frida Kahlo nello spettacolo – Anche io, come Frida, mi sento una donna forte e sicura di me, però ho molte fragilità. Fare questo spettacolo mi ha aiutato a scoprirle e capire che si può essere forti pur mantenendole”.

Un viaggio nei sentimenti più profondi di un’artista che ha saputo trasformare la sua sofferenza in eccelsa creatività e rivoluzione. “Mi porterò dietro la tenacia di Frida – continua Danila Stalteri – perchè anche se la vita ci mette davanti a tanti fallimenti e sofferenze, dobbiamo sempre andare avanti e seguire la nostra strada, se crediamo che sia quella giusta. Frida ci ha sicuramente insegnato questo”.

L’intervista integrale all’attrice Danila Stalteri su Radio Babboleo.

Informazioni e dettagli sul sito www.teatrogarage.it o scrivendo a info@teatrogarage.it.

Nevicate nel Levante, Poste Italiane non si ferma e invia “cartoline” dall’entroterra

Neanche la grande nevicata nei giorni scorsi nella zona di Santo Stefano d’Aveto e nelle frazioni limitrofe ha fermato i lavoratori di Poste Italiane che, anche in condizioni meteo particolarmente sfavorevoli, hanno continuato a svolgere il loro servizio, garantendo la consegna puntuale di pacchi e lettere in un ambiente imbiancato e suggestivo.

Nell’entroterra del Levante, i centri di recapito di Poste Italiane sono attrezzati al meglio per servire i cittadini residenti nelle località di altura anche durante la stagione invernale tra le strade innevate. Mezzi Fiorino dotati di gomme da neve e Panda 4×4 con un sistema di trazione integrale garantiscono il recapito della corrispondenza anche in condizioni non ottimali.

Nella foto in alto la frazione di Ascona, qui sotto un portalettere a Santo Stefano d’Aveto

Tre gusti ad hoc per tre gelaterie genovesi per la Giornata Internazionale della Donna

Nuovi gusti di gelato dedicati alla Giornata Internazionale della Donna, questa l’iniziativa della nuova edizione di Stile Artigiano, organizzata da Confartigianato e Pari Opportunità di Regione Liguria, per dimostrare che anche un semplice gesto, come mangiare un gelato, può diventare un’occasione per riflettere sull’importanza e il significato dell’8 marzo. Tre le gelaterie liguri aderenti all’iniziativa: Viganotti, Capriccio e La Cremeria delle Erbe.

Creare un gelato che associa la figura della donna al concetto di meraviglia, questa la linea guida di Stile Artigiano. Viganotti ha presentato “Val d’Oro e Ibisco”, una selezione di agrumi e un infuso di tè rosso e ibisco, un viaggio nel gusto dalle soleggiate terre del Sud alle vette delle Dolomiti. La gelateria Capriccio ha proposto “Women”, un sorbetto di mirtilli e spumante con variegatura al passion fruit e buccia di limone grattuggiata. “Primavera in rosa” è invece il gusto presentato da La Cremeria delle Erbe, un semifreddo striato con purea di frutti di bosco, decorato con pan di spagna e unito alla polvere di barbabietola.

“Sperimentiamo per la prima volta questa iniziativa a Genova e auspichiamo di portarla avanti nel 2025 in tutto il territorio ligure”, dichiara Simona Ferro, l’assessore alle Pari Opportunità di Regione Liguria. I tre gusti di gelato, accomunati dal mix sapiente di ingredienti differenti a simboleggiarne la ricchezza, accendono i riflettori sulla parità di genere e la necessità di costruire una società sempre più inclusiva. “I gusti sono associati alla meraviglia, intesa non come fattore estetico, ma come insieme di grandi valori che le donne racchiudono, come madri, compagne e amiche”, continua Simona Ferro.

L’edizione di Stile Artigiano affianca le iniziative già messe in atto da Regione Liguria in occasione della Giornata Internazionale della Donna, quali “Verso il tempo delle donne“, tre serate dal 6 all’8 marzo al Teatro della Gioventù organizzate dal Corriere della Sera, e “Un caffè per le donne“, una serie di incontri e dibattiti pubblici portati avanti da Simona Ferro nelle piazze delle province liguri.

Tutte le informazioni e i dettagli sull’iniziativa di Stile Artigiano sono disponibili su www.confartigianatoliguria.it.

“L’ultimo Padrino”: Luca Ponzi presenta il suo libro su Matteo Messina Denaro

L’appuntamento per il 7 marzo alla Feltrinelli di Genova, alle ore 18

Com’è possibile, soprattutto in quest’epoca, in cui chiunque di noi uscendo di casa, viene immortalato da qualche telecamera di sorveglianza o viene tracciato con il telefono, restare invisibile per trent’anni?” 

È la domanda che si è posto Luca Ponzi, giornalista e caporedattore della Rai Liguria, quando ha iniziato a scrivere il libro “L’ultimo Padrino. Vita, morte e crimini di Matteo Messina Denaro“.

Luca Ponzi

U Siccu”, così lo conoscevano in paese, venne visto in giro per l’ultima volta nel 1993. Era in vacanza a Forte dei Marmi con altri due mafiosi: i fratelli Graviano. Poi il vuoto per trent’anni. “Un fantasma, che però riesce ad andare allo stadio a vedere una partita importante, ad andare in vacanza in Grecia e che riesce ad accrescere il suo potere attraverso omicidi e affari più o meno sporchi”.

Lui non si vede ma c’è. Burattinaio di crimini spietati, “era uno che non guardava in faccia nessuno”. Ponzi lo racconta bene: “ci sono i crimini contro i nemici, uccisi tranquillamente per strada o, come si suol dire, i delitti della lupara bianca. Ad un certo punto, qualcuno sparisce. Crimini contro i rivali in amore” – o ancora – “ammesso che si possa fare una classifica, crimini efferati come far sciogliere un bambino nell’acido, dopo averlo tenuto in prigionia per due anni”.

L’autore ripercorre la vita di Messina Denaro, che viene al mondo “nella Valle del Belice, quella devastata dal terremoto, una valle povera, dove l’infiltrazione mafiosa riesce a penetrare”. È figlio di Francesco Messina Denaro, capo del mandamento di Castelvetrano e lì tutti lo chiamano “don Ciccio”. Come in qualsiasi rapporto padre-figlio, il padre tenta di lasciare degli insegnamenti al figlio.

Il mafioso non ha bisogno della pistola per farsi obbedire“, questo è uno di quelli di don Ciccio. “Messina Denaro però è diverso da suo padre” – spiega Ponzi – “Non guardava in faccia nessuno e ha fatto fare alla mafia un salto di qualità”. Con Messina Denaro, la mafia ha un nuovo ruolo politico. L’anno di inizio della latitanza è anche l’anno delle stragi. “Le bombe di Firenze, Milano, Roma, in un momento in cui l’Italia era debole”. È la strategia stragista.

Ponzi nel suo lavoro esplora anche la psiche del boss: “Aveva un ego molto sviluppato. Quando è stato arrestato e hanno perquisito i suoi covi hanno trovato un poster di Marlon Brando del film Il Padrino, forse solo gli appassionati di Marlon Brando lo appenderebbero in casa.” Della sua vita privata si sa che vestiva le stoffe dei “gran signori”, “la bella vita e le donne”, oltre ai soldi sporchi che, come ricorda l’autore, è facile spenderli quando non si fatica per guadagnarli”.

Quei soldi li incassava tramite “le sue ramificazioni che, a partire dalla Sicilia, si espandevano in tutta Italia, oltre che in Europa”. Anche tramite diversi settori: “l’arte in Svizzera, la droga in Liguria”. Oggi sotto la lente, anche i lavori pubblici finanziati dai fondi del PNRR perché, come spiega il giornalista, “quei fondi sono una fetta ghiotta per la mafia che reinveste nella finanza i soldi della droga”.

Matteo Messina Denaro è morto, ma non la mafia. Falcone diceva che la mafia, come tutte le cose umane, ha un suo apice e poi una sua fine. Non è ancora finita, ma indebolita. Esistono le nuove mafie: siamo davanti ad una globalizzazione” – spiega Ponzi.

Nel libro  “L’ultimo Padrino. Vita, morte e crimini di Matteo Messina Denaro”, edito da Rubbettino, che verrà presentato alla Feltrinelli di Genova il 7 marzo alle 18, Luca Ponzi racconta “chi è Matteo Messina Denaro. Un uomo che è diventato capo di Cosa Nostra ma che ha trasformato Cosa Nostra in Cosa Grigia: la mafia che ha rapporti fondamentali con il potere politico, con i servizi segreti deviati, con un certo potere imprenditoriale. Senza questi poteri Matteo Messina Denaro non sarebbe rimasto un fantasma per trent’anni”.

Ascolta qui l’intervista integrale al giornalista Luca Ponzi.

L’ex internazionale Andrea De Marco sul rigore per l’Inter contro il Genoa:”Nessun penalty, bravo il Var nel mandare l’arbitro a rivedere le immagini, ma Ayroldi commette un errore grave”

Inter-Genoa, le polemiche non si placano il giorno dopo. Al Grifone resta la bella prestazione, ma anche il rammarico non solo per essere uscito sconfitto per 2-1, ma anche per l’assegnazione da parte dell’arbitro Ayroldi del rigore che ha permesso all’Inter di andare sul provvisorio 2-0.
Del penalty oggi si parla molto in Italia, anche per il fatto che la vittoria dell’Inter di fatto chiude la corsa allo scudetto.
Ma il rigore non doveva essere assegnato. A stupire è anche il fatto che Ayroldi sia stato mandato dal Var a rivedere le immagini, ma sia rimasto della sua idea.
Ne abbiamo parlato su Radio Babboleo con Andrea De Marco, ex arbitro internazionale, ligure, oggi commentatore tv:”Rigore da non concedere, bravo il Var a mandare Ayroldi al Var: il fatto che l’arbitro sia rimasto delle sua idea è un errore grave. L’aiuto del Var? Sì per certi episodi oggettivi, sugli altri interventi soggettivi bisogna cercare una uniformità di giudizio che a volte non c’è”.
Ascolta qui tutta l’intervista.

Bagnini, corsi a regime ma pesa l’incognita del cambio di norma che porterà a 18 anni l’età minima per accedere ai brevetti

Mancano ancora 3 mesi all’inizio dell’estate e in Liguria scatta la ricerca di personale da impiegare sulle spiagge per la prossima stagione. Sarebbe già di 250 unità il gap da colmare per mancanza di bagnini, dotati di apposito brevetto per curare la sicurezza costiera all’interno degli stabilimenti balneare. Queste le stime del settore dei balneari rispetto alle professionalità più ricercate per la stagione estiva ma “l’affluenza ai corsi prosegue a regime, non c’è mai stata crisi”, spiega a Radio Babboleo Fabio Franconeri, della Società nazionale di Salvamento, con sede anche a Genova e che si occupa della formazione e dei corsi per accedere ai brevetti.
“Quello che è mancato in questi anni – sottolinea – forse è il sacrificio che una volta si faceva lavorando tutta l’estate; e ha anche inciso la normativa e il fatto che un tempo c’era molto più lavoro. Inoltre la normativa che potrebbe cambiare portando a 18 anni l’età per accedere ai brevetti potrebbe ‘tagliarci le gambe’”. Ascolta l’intervista sul nostro sito.

Tunnel subportuale di Genova, al via i lavori. Taglio del nastro entro agosto 2029

Partiti ufficialmente questa mattina i lavori del Tunnel subportuale di Genova, il primo tunnel sottomarino mai realizzato in Italia e il più grande in Europa. Si tratta di un’opera che rappresenta l’eccellenza dell’ingegneria italiana e che racchiude tutte le caratteristiche di un nuovo modo di concepire le infrastrutture. Progettata in ottica di sostenibilità ambientale e sociale, il nuovo tunnel rappresenta una svolta di rilevanza strategica per il territorio e per il Paese, migliorando sia i collegamenti cittadini, sia l’accessibilità al porto di Genova, tra i primi porti italiani per traffico merci e passeggeri, accesso fondamentale sul Mar Mediterraneo al mercato europeo per le merci da/a tutto il mondo.

Grazie all’apertura al traffico della nuova opera, prevista entro l’agosto del 2029, si potranno infatti risparmiare più di 1 milione di ore di viaggio ogni anno, con ricadute positive anche in termini ambientali. La città conquisterà inoltre 10 ettari di nuovi parchi urbani in superficie, a beneficio delle comunità. Il progetto del tunnel, infatti, nasce come un vero e proprio piano di riqualificazione urbanistica, oltre che trasportistica, ponendosi l’obiettivo di contribuire al rafforzamento della rete del verde urbano, andando a ricucire aree fortemente antropizzate con la realizzazione di tre nuovi parchi pubblici e di percorsi ciclopedonali in grado di valorizzare le costruzioni preesistenti. I nuovi parchi diventeranno così parte integrante del sistema paesaggistico genovese, richiamando le sue caratteristiche e la storia del suo territorio, dei suoi giardini, parchi, piazze e del suo lungomare, a favore di una continuità strutturale dei sistemi verdi a difesa e sostegno della qualità ambientale e della biodiversità.

Il progetto, definito grazie al contributo delle Istituzioni territoriali sulla base del masterplan di Genova redatto dallo Studio Renzo Piano e sotto la supervisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è espressione della sinergia tra le aziende del Gruppo Aspi, a partire da Tecne, società di ingegneria che ne ha curato la progettazione, fino ad Amplia, prima azienda di costruzioni per attività a livello nazionale, che curerà la prima fase di lavorazioni.

Ad inaugurare il cantiere che si trova nel quartiere genovese di San Benigno, questa mattina sono stati il il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e del Trasporti Matteo Salvini, il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il Prefetto di Genova Cinzia Torraco, Il Sindaco di Genova Marco Bucci, il Commissario Straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Piacenza e, per Autostrade per l’Italia, la Presidente Elisabetta Oliveri e l’Amministratore delegato Roberto Tomasi.

A valle delle opere propedeutiche già iniziate nel corso del 2023, I lavori partono oggi con l’avvio della demolizione del grande capannone industriale CSM, da parte di due gigantesche gru con pinze, aprendo così alla città un’area di oltre 25.000 metri quadri nella quale verrà ricavato l’imbocco Ovest del tunnel, da cui partiranno gli scavi. Con un tracciato lungo 3,4 chilometri, costituito da due gallerie principali separate, una per ogni direzione di marcia, del diametro esterno di scavo di circa 16 metri, che scorreranno a una profondità massima di -45 metri in area di bacino portuale, il progetto del tunnel subportuale di Genova, grazie a un investimento di circa 1 miliardo di euro, si pone ai primi posti nel mondo tra i tunnel sottomarini per dimensione del diametro di scavo.

A seguire, nella sede della Prefettura di Genova è stato siglato il Protocollo di Legalità relativo al progetto, che ha l’obiettivo di potenziare trasparenza e legalità, prevenendo e combattendo attività illegali nelle fasi di affidamento e realizzazione dei lavori, attraverso sistemi per il monitoraggio e il controllo dei soggetti coinvolti, per le necessarie informative alle autorità competenti riguardo ogni sospetto di infiltrazioni mafiose, e per l’applicazione di sanzioni nel caso di violazioni delle misure previste nel protocollo.

“La giornata di oggi rappresenta un momento storico per Genova e per tutta la Liguria – commenta il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – L’avvio dei lavori del tunnel subportuale, progetto unico in Italia, è infatti un traguardo atteso da tempo, che Regione Liguria ha contribuito a raggiungere concludendo l’iter autorizzativo legato alla Conferenza di servizi a tempo record, in meno di un anno. Questo cantiere si aggiunge a quelli delle grandi opere in corso di realizzazione, che contribuiranno a rivoluzionare la Liguria come il Terzo Valico, il nodo ferroviario di Genova o la nuova Diga portuale. Un risultato frutto della sinergia tra tutte le istituzioni coinvolte, unite nell’obiettivo comune di rendere questo territorio sempre più attrattivo non solo per i turisti, ma anche per gli investimenti, promuovendo così la crescita e lo sviluppo di tutta la regione”.

“È un orgoglio inaugurare oggi un cantiere che cambierà il volto di Genova nel corso dei prossimi anni – spiega il sindaco di Genova Marco Bucci – Il tunnel subportuale rappresenta un’opera strategica, che migliorerà la circolazione nella nostra città con maggiore sicurezza e sostenibilità anche dal punto di vista ambientale. Una vera e propria rivoluzione per Genova, un’infrastruttura unica nel suo genere in Italia, uno dei progetti più avveniristici in questo momento in Europa, su cui abbiamo creduto fortemente fin dalla sua progettazione. Un’opera ingegneristica di altissimo livello che insieme al nuovo Waterfront, alla Diga e al Parco della Lanterna cambierà totalmente il volto di quest’area della città. Siamo pronti ad affrontare questa nuova sfida, ci attendono mesi di grande lavoro per dare vita al nuovo tunnel subportuale che proietterà Genova verso il futuro.”

Per Paolo Piacenza, Commissario Straordinario AdSP del Mar Ligure Occidentale: “L’avvio dei lavori per la realizzazione del Tunnel sub-portuale è un ulteriore passo in avanti verso una trasformazione epocale della mobilità di Genova nel cui tessuto si innerva il nodo trasportistico e logistico portuale che potrà così beneficiare di questa nuova e moderna arteria di scorrimento, alternativa all’attuale viabilità, per completare quello che è uno degli obiettivi dell’AdSP: ottimizzare i flussi di traffico pesante e passeggeri diretti in porto per rendere sempre più sostenibile lo sviluppo delle economie del mare con effetti positivi di lunga durata sul territorio. La co-pianificazione tra le istituzioni si dimostra fattiva nel portare avanti interventi infrastrutturali di valenza strategica internazionale, come la Nuova Diga foranea e il potenziamento del nodo ferroviario Genova-Terzo Valico, al tempo stesso armonizzando i cantieri con le esigenze di tutela dell’ambiente, della vivibilità e delle attività portuali. Ancora una volta, la sinergia tra Porto, Città e Istituzioni mette in moto processi di rigenerazione e di crescita che guardano al futuro.”

“Meno inquinamento, meno tempo perso in coda e una grande opera di ingegneria. Si sono unite tutte le istituzioni nel nome del “SI”, fortunatamente i professionisti del “NO” non hanno avuto la meglio” le dichiarazioni del Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e del Trasporti Matteo Salvini.

“Il tunnel è una nuova grande sfida per Aspi” afferma l’Amministratore delegato di Autostrade per PItalia, Roberto Tomasi. “Un’opera complessa, prototipo di un nuovo modo di pensare le infrastrutture, guardando alla mobilità del domani. Un futuro in grado di far correre insieme la sostenibilità ambientale, economica e sociale, poiché l’una non può prescindere dall’altra. Al centro di questa rivoluzione, le competenze che rendono possibile il cambiamento. Un’opera che rimette l’ingegneria al centro della scena nazionale e che costituisce una risposta concreta all’esigenza di coniugare la mobilità su gomma con gli obiettivi di sostenibilità, nella sfera del grande piano per la decarbonizzazione illustrato nel recente studio firmato da Aspi e altri grandi player del panorama nazionale. Si entra oggi nel vivo di una stagione intensa per il nostro Gruppo, nel segno di una mobilità sempre più sostenibile, ancora una volta a partire da Genova”.