Celivo, Storie di Volontariato, Al via i campus estivi dell’Osservatorio Raffaelli, tra escursioni, sopravvivenza e scoperta dell’entroterra – Babboleo

Celivo, Storie di Volontariato, Al via i campus estivi dell’Osservatorio Raffaelli, tra escursioni, sopravvivenza e scoperta dell’entroterra

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GENOVA – Se è da un po’ che non vi infilate un paio di stivali sentendovi una delle Giovani Marmotte, pronte ad avventurarsi nei boschi armate di binocoli e lenti d’ingrandimento, non temete perché anche la Liguria si difende in quanto a luoghi da esplorare e misteri naturali. Quale miglior occasione della bella stagione per ritornare sui sentieri, svolgendo del volontariato capace di svelarvi le incognite del nostro entroterra levantino? L‘A.P.S. Osservatorio Meteorologico Agrario Geologico Prof. Don Gian Carlo Raffaelli ricerca volontari per campus estivi in bivacchi in val d’Aveto e val Sturla. Al centro del progetto, i giovani e le loro famiglie perché l’obiettivo è suscitare curiosità formando ragazzi sensibili alla natura e ai suoi fenomeni. I laboratori rimarranno attivi fino al 30 settembre e spazieranno dallo studio meteorologico a quello botanico, fino a nozioni di sopravvivenza. “Come accendere un fuoco, studiare le piante, la loro crescita ed eventuali malattie, prendersi cura del giardino botanico ma anche saper riconoscere la piume di un certo uccello” – racconta Claudio Monteverde, presidente e direttore dell’Osservatorio. Le attività dei campus estivi hanno luogo in bivacchi o rifugi sparsi tra i territori del comune di Mezzanego, Rezzoaglio e a Bargone, frazione di Casarza Ligure. Come altre mille associazioni su Città Metropolitana, anche l’Osservatorio riceve il supporto di  Celivo, il Centro di servizio per il volontariato da ormai venticinque anni, affianca le organizzazioni con servizi di consulenza, promozione, orientamento e formazione.

È proprio a Bargone che si trova l’Osservatorio Raffaelli, nato dall’idea di un sacerdote e professore in Scienze Naturali. Giancarlo Raffaelli arrivò a Bargone l’11 marzo del 1883 per svolgere l’attività presbiteriale presso la Parrocchia. Quella cornice, immersa nel verde della val Petronio e impreziosita dallo Stagno della Roccagrande, ispirò lo studioso alla ricerca scientifica. Oggi l’attività dell’Osservatorio, dal quale è nata l’associazione nel 2012, prosegue a pieno ritmo e abbraccia Scienze della Terra, Scienze agrarie e dell’atmosfera. Ad essere di supporto alle indagini condotte dai volontari, anche la Biblioteca e Centro Culturale che conta oltre 14 mila beni tra volumi, cartine, enciclopedie, cd-rom, dvd, vhs, consultabili da chiunque ne abbia piacere. Il Centro Culturale serve anche da spazio a momenti didattici rivolti ai bambini. “Di certo non chiediamo la Legge di Pascal ad un bimbo di 5 anni” – sorride Monteverde – “Ma troviamo in loro un’attenzione significativa alle scienze, i bambini sono grandi osservatori“. Alla Biblioteca si aggiunge il Museo del Clima e delle Scienze, una porta sul nostro Pianeta. Il Museo accoglie stanze multimediali e mette in campo laboratori per bambini e adulti. La portata culturale e scientifica dell’Osservatorio lo rende un ambiente proficuo anche per gli universitari. Il Centro Studi offre la possibilità di svolgervi il tirocinio curricolare, un’occasione formativa che può addirittura ispirare un progetto personale: “Ad un nostro tirocinante, studente di Architettura, alla vista di un ponte in stile romanico su un sentiero gli si è accesa una lampadina” – racconta il presidente – “Ha deciso di costruire la sua tesi attorno ad un progetto di riqualificazione dell’area“.

Tra i settori di intervento più significativi dell’Osservatorio, c’è quello della manutenzione sentieri e in questo il volontariato è cruciale. Il Raffaelli infatti gestisce oltre 16 mila chilometri di sentieri nella provincia di Genova, dalla costa all’Appennino ligure-emiliano. I tratti vengono percorsi più volte l’anno per garantire una manutenzione costante con il variare delle stagioni, del clima e della vegetazione. “Tra i primi che abbiamo trattato e segnato ci sono quelli nell’Alta Via dei Monti Liguri. Oggi curiamo sentieri tematici, potenziandone il sistema informativo con pannelli dettagliati, anche in inglese, provvisti di QR Code ma anche tabelle per chi ha altre esigenze, con linguaggi comprensibili anche da persone ipovedenti“. I sentieri hanno segnavia geometrico della Federazione Italiana Escursionismo – Comitato Ligure o simbologia tematica quali “Anelli” e “Sentiero Natura” del Parco Naturale Aveto.

L’inclusione è un valore molto caro all’Osservatorio che si è dotato di una Jolette, tramite un bando regionale sulla disabilità. Si tratta di una carrozzina monoruota utilizzabile su sentieri di montagna difficili da percorrere con una tradizionale. “Abbiamo permesso di esaudire parecchi desideri” – confida Monteverde – “Vedere la loro gioia e sentire l’abbraccio dei genitori dopo le gite non ha prezzo“.

Ad ognuno il suo. Il Raffaelli organizza camminate per tutti i “piedi”. Una volta al mese si tengono le Gite Sociali,sentieri creativi” destinati alla fascia della Terza Età.Si tratta di sentieri poco noti, nell’entroterra o sulla costa. Si chiamano creativi perché lungo il percorso leggiamo e disegniamo. Portiamo con noi i pastelli e con la carta ricalchiamo la corteccia degli alberi o le foglie delle piante, rimaniamo spesso stupiti dalle immagini che emergono“.

Osservare, incuriosirsi, scoprire e includere. Per quanto diverse, le azioni del Raffaelli nascono dalla stessa linfa che nutre la scoperta, quella che ci avvicina agli altri tramite l’avventura, toccando con mano il nostro territorio. “Da noi ognuno può esaudire la sua passione” dice Monteverde che, in certo senso, esaudisce anche la sua: “Cosa mi porto a casa dal volontariato? Vedere la felicità delle famiglie alle quali offriamo un’occasione“.

Ascolta l’intervista completa a Claudio Monteverde, presidente dell’Osservatorio Raffaelli, su Radio Babboleo.

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