Progetto Relife, ricercatori UniGe riproducono una specie in via d’estinzione

Condividi questo Post

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Un grande e attesissimo traguardo per il progetto Relife è stato finalmente raggiunto. Nelle scorse settimane i ricercatori del DiSTAV dell’Università di Genova, insieme al collega ed esperto Dott. Javier Guallart, sono riusciti ad ottenere per la prima volta la riproduzione in condizioni controllate e attraverso metodi non invasivi di Patella ferruginea, una delle più grandi patelle esistenti, endemica del Mediterraneo, un tempo molto diffusa, oggi a rischio di estinzione, tanto da essere considerata l’invertebrato marino più minacciato di estinzione in tutto il bacino ed è una specie protetta da convenzioni internazionali.

Per favorire la conservazione e la sopravvivenza di questo mollusco è stato concepito ed è in corso di realizzazione il progetto “Re-establishment of the Ribbed Limpet (Patella ferruginea) in Ligurian MPAs by Restocking and Controlled Reproduction” che unisce l’Area Marina Protetta (AMP) di Portofino – coordinatore capofila, Acquario di Genova/Costa Edutainment, AlgoWatt, il Dipartimento DISTAV dell’Università degli Studi di Genova, Parco Nazionale delle Cinque Terre, Area Marina Protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo ed Area Marina Protetta isola di Bergeggi. Il progetto è cofinanziato dall’Unione europea tramite lo strumento finanziario LIFE.

Il risultato è veramente straordinario ed arriva dopo ripetuti tentativi effettuati negli scorsi anni, che avevano consentito di acquisire basilari conoscenze sulla biologia riproduttiva della specie, le cui uniche, seppur cospicue, informazioni provenivano da aree molto distanti dal Mar Ligure, ovvero dal Mare di Alboran, tra la costa meridionale della Spagna e la costa del Nord Africa occidentale, e soprattutto dalle piccole e poco note Isole Chafarinas, isole spagnole a nord del Marocco, dove sono ancora presenti popolazioni costituite da un numero elevatissimo di esemplari.

Il grande successo di quest’anno sta nell’essere riusciti a indurre, in modo naturale, l’emissione dei gameti da esemplari maschili e femminili di questa specie. Questi gameti in natura sono rilasciati direttamente nell’acqua, come accade per la maggior parte degli invertebrati marini, dove avviene la fecondazione, che porta alla formazione di una larva. Questa passa attraverso differenti stadi fino a raggiungere la condizione in cui si posa sul substrato e “si trasforma”, o meglio metamorfosa, in quella che è la forma detta di giovanile, ovvero di un minuscolo individuo con le fattezze però dell’adulto.

E il grande traguardo raggiunto non riguarda infatti solo l’emissione dei gameti ma l’avere anche seguito (e documentato) le varie fasi larvali (alcune centinaia di migliaia di individui) fino al momento dell’insediamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scopri di più...

Condividi questo Post

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Babboleo ti Premia!

Buon cibo, escursioni, abbigliamento, cura della casa e della persona, servizi di tutti i generi: ogni settimana Babboleo mette a tua disposizione decine di offerte esclusive.

Accedi alle offerte, è GRATIS!

Hai una storia da raccontare?

Segnalaci le storie della Liguria che rendono unica la nostra terra

giornalisti radio babboleo