420 beni confiscati alla mafia in Liguria: nasce una legge per fondi annuali dedicati, da settembre il via al bando – Babboleo

420 beni confiscati alla mafia in Liguria: nasce una legge per fondi annuali dedicati, da settembre il via al bando

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Oltre 420 beni confiscati alle mafie e uno scenario preoccupante vede la Liguria protagonista. “Si parla di macro-area criminale per quanto riguarda la Liguria, con i tre centri di Genova, Ventimiglia e Lavagna: segno che tutta la regione è pervasa da questo fenomeno“- racconta ai microfoni di Radio Babboleo Roberto Centi,  presidente della Commissione Regionale Antimafia della Liguria – “è fondamentale allora mettere in atto tutti gli strumenti che abbiamo, a partire dalla sensibilizzazione dei più giovani”.

Alla fine del 2020 l’insediamento della Commissione antimafia in Liguria, abbiamo capito che uno degli aspetti fondamentali da portare avanti era una norma regionale sui beni confiscati. C’erano rallentamenti sull’assegnazione e sull’uso dei beni, anche per la mancanza dei fondi necessari” – continua Centi – “così già nel 2022 un bando di grande successo, poi la stesura del bando unico e la possibilità a partire dal 2 settembre di fare il bene della regione”.

Un lungo percorso e ora l’approvazione in consiglio regionale per la nuova legge che disciplina il contrasto alla criminalità organizzata e istituisce un “piano strategico regionale” dedicato alla valorizzazione dei beni confiscati: uno stanziamento annuale di 600 mila euro, che gli enti locali potranno richiedere a Regione Liguria fino a un massimo di 100mila euro a fondo perduto.

41 comuni interessati in tutta la Liguria che possono usufruire dei co-finanziamenti fino a 100 e a copertura del 90% dell’investimento per i grandi comuni e all’80% per i piccoli. “Beni che non aspettano altro di essere messi a disposizione della società” – continua Centi – “che possono essere destinati al Comune, servizi sanitari o di comunità, case rifugio per donne e bambini, centri d’accoglienza o alloggi per anziani e disabili, servizi formativi, ricreativi, spazi di co-working o per la protezione civile”.

Il problema è che non c’è una consapevolezza reale della gravità del fenomeno, perchè la mafia non va più vestita con la coppola ma ha l’aspetto di colletti bianchi e si colloca in una zona grigia richiede grandi professionalità per inserirsi in appalti pubblici e flussi finanziari” – dice Centi – “il 40% della cocaina sequestrata in Italia arriva proprio dai nostri quattro porti regionali”.

Ascolta qui l’intervista integrale al Presidente della Commissione Regionale Antimafia della Liguria Roberto Centi

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