Assemblee di condominio, in epoca covid potrebbero diventare on line

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Assemblee di condominio queste, oramai, sconosciute. In questo 2020 sono stati pochi gli amministratori che sono riusciti ad organizzarle a causa dell’emergenza sanitaria da Sars-Cov-2. Ma una soluzione passa attraverso la tecnologia. Il Senato, infatti, ha approvato una norma sulla possibilità di organizzare le assemblee condominiali on line. Tutto risolto, dunque? Non proprio perché l’assemblea a distanza “lede gravemente i diritti di tutti i condòmini e, in particolare, quelli dei soggetti più fragili: anziani e famiglie meno abbienti”.
A dirlo è Ape Confedilizia Genova che mette nel mirino proprio la norma che introduce la possibilità di svolgere l’assemblea condominiale in videoconferenza con il consenso della “maggioranza dei condòmini”. Non che il ricorso agli strumenti digitali sia una novità assoluta. Già prima era possibile organizzare assemblee condomininiali a distanza ma era necessario il consenso di “tutti i condòmini”.
Per Vincenzo Nasini, presidente di Ape Confedilizia Genova e vice presidente nazionale: «Il provvedimento con estrema superficialità, sulla spinta di pressioni provenienti da più parti interessate e senza ascoltare l’opinione di chi rappresenta la maggioranza dei proprietari di casa, è destinata a provocare conseguenze drammatiche nel condominio per il combinato disposto della norma che ha abbassato il quorum per l’approvazione del credito d’imposta e di quella che oggi prevede che lo svolgimento in videoconferenza delle assemblee chiamate ad approvare tale argomento (oltre agli altri) possa essere approvata dalla maggioranza “dei condomini” e quindi con la sola maggioranza numerica. Ciò si tradurrà nell’imposizione delle relative scelte nei confronti di persone soprattutto anziani, che non dispongono tout court dell’hardware e del software o comunque non sanno o non possono utilizzarlo o utilizzarlo correttamente. E’ un gravissimo segnale di un atteggiamento non democratico e dimentico dei soggetti deboli che caratterizza scelte e decisioni che in questo momento drammatico vengono prese senza una matura riflessione». L’emendamento sotto accusa è stato approvato in prima lettura in sede di conversione del decreto-legge sulle misure anti-covid. “Se la norma non venisse soppressa – osserva Confedilizia – si cancellerebbe in un sol colpo uno dei principi cardine dell’intera disciplina condominiale: la possibilità, per tutti gli aventi diritto, di partecipare all’assemblea per fornire, ciascuno, il proprio contributo alla discussione e alla votazione. E poiché non necessariamente la maggioranza dei condòmini è espressione della maggioranza dei valori millesimali dell’edificio, si avrebbe l’ulteriore, assurda conseguenza, che un gruppo di condòmini numeroso, ma rappresentativo complessivamente di pochi millesimi, potrebbe vincolare l’intera compagine condominiale”.

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