Carta igienica, un “bene di lusso” indispensabile: a Genova un rincaro del 50,8% – Babboleo

Carta igienica, un “bene di lusso” indispensabile: a Genova un rincaro del 50,8%

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In tempi in cui il fenomeno dell’inflazione è sempre più galoppante, c’è un bene che sta diventando progressivamente più costoso: la carta igienica. Quello che una volta era un acquisto scontato ora rappresenta una spesa sempre più insostenibile. Un mercato che in Italia vale circa 1,2 miliardi di euro all’anno e che non morirà mai. Con un iva pari al 22%, la carta igienica è considerata un bene di lusso. La soluzione più ovvia, a questo punto, sarebbe quella di farne a meno, dato il prezzo ormai estremamente eccessivo (e la classificazione a bene di lusso). Purtroppo, o per fortuna, la carta igienica è un bene di cui non possiamo fare a meno.

Con una media di 70 rotoli consumati a persona all’anno, la carta igienica è sicuramente uno dei prodotti più utilizzati da una persona durante l’arco della sua vita. Negli ultimi 3 anni l’Italia ha visto un rincaro importante, con i prezzi al dettaglio che sono saliti in media del +44%.

La denuncia parte dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.) che, elaborando i dati pubblicati dall’osservatorio Mimit, ha messo a confronto i prezzi della carta igienica del 2021 e quelli del 2024. In media, tre anni fa una confezione da 4 rotoli di carta igienica costava 1,74 euro. Oggi invece il prezzo è arrivato a toccare i 2,51 euro, con un rincaro medio del +44,2%.

Magra consolazione per Genova, che pur essendo sopra la media nazionale si trova al 17^ posto in classifica, con un prezzo che da 1,83 nel 2021 è balzato a 2,76 nel 2024, con un rincaro pari al 50,8%. Analizzando la classifica delle provincie più care d’Italia, notiamo al primo posto Bolzano, dove oggi 4 rotoli di carta igienica costano 3,40 euro (nel 2021 costavano 1,83). A seguire Grosseto con 3,15 euro, Udine 3,06 e Trento 3,03. Ai piedi della classifica, come provincia più economica d’Italia, c’è invece Siracusa, con un prezzo medio di 1,77 euro, seguita da Bari con 1,81 e Mantova 1,87. I dati parlano chiaro: sono solamente 6 le città italiane in cui si può trovare una confezione da 4 rotoli di carta igienica a meno di 2 euro.

Se si analizza l’andamento dei listini al dettaglio tra il 2021 e il 2024, emerge come i rincari più pesanti si registrino a Grosseto e Ferrara, con una variazione dei prezzi che supera il +89%, +85% a Bolzano, Udine e Livorno. Le province dove la carta igienica è rincarata di meno nel triennio sono Messina (+14,5%), Bari (+15,3%) e Vercelli (+17,3%).

“Un bene talmente indispensabile per gli italiani che, come si ricorderà, durante la pandemia fu uno dei primi a sparire dagli scaffali dei supermercati, con i cittadini che acquistarono ingenti scorte di tale bene“. Come ci spiega il presidente del comitato scientifico di C.r.c Furio Truzzi, le motivazioni di questo rincaro sarebbero da ricercare nella guerra in Ucraina, che ha portato a un crollo importante delle importazioni di legno dalla Russia, da cui si ricava la cellulosa, indispensabile per la produzione della carta igienica. “E il conseguente rialzo delle quotazioni internazionali della fibra corta, salite a gennaio del 68% rispetto ai livelli pre-rincari. Ci sono poi i maggiori costi di produzione determinati dal caro-energia che ha pesato sulle industrie del comparto, e non ultima la solita speculazione che, come noto, incide di più proprio sui prezzi di quei beni di cui i cittadini non possono fare a meno”.

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