Dissesto idrogeologico: in Liguria oltre 1000 lavoratori e 230 milioni di euro di massa salari nel settore edile – Babboleo

Dissesto idrogeologico: in Liguria oltre 1000 lavoratori e 230 milioni di euro di massa salari nel settore edile

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Contrasto al dissesto idrogeologico in Liguria, una strategia di prevenzione“: questo è il titolo del convegno svoltosi questa mattina a Palazzo della Borsa di Genova e organizzato da Filca Liguria, la federazione degli edili della Cisl.

Oltre mille lavoratori, 230 milioni di euro di massa salari e 820 mila ore lavorate, questo il bilancio emerso riguardante le ricadute occupazionali nel settore edile grazie ad alcune opere contro il dissesto idrogeologico in Liguria. Dati elaborati a partire da una decine di opere sul territorio regionale, già avviate o previste: l’area di Via Terpi, la riqualificazione della cava inattiva al Monte Gazzo di Sestri Ponente e la messa in sicurezza della stazione ferroviaria di Casella a Genova;. l’approfondimento sul torrente Maremola, il rio Molinero, le frane a Bardino e il torrente Segno a Vado Ligure nel savonese e l’analisi sulla foce del torrente Argentina, mentre nello spezzino il monitoraggio della Via dell’Amore nell’imperiese.

Le professionalità e le competenze degli edili nella nostra regione devono essere sfruttate per aiutare i cittadini liguri in questa sfida importantissima che oggi vogliamo lanciare contro il dissesto idrogeologico” – commenta il segretario generale Filca Cisl Liguria Andrea Tafaria – “Settore che, finendo il superbonus, rischia di crollare, mentre con queste opere contro il dissesto idrogeologico possiamo mirare ad una stabilizzazione anche grazie alla connessione con le scuole edili, per creare nuove figure professionali”

Grande attenzione per lo Scolmatore del Bisagno a Genova, il termine lavori slitta a fine 2025 e a breve atteso in regione l’arrivo della talpa. “Un cantiere difficile e con la talpa contiamo di recuperare i ritardi accumulati ma anche migliorarne la qualità di produzione” – spiega l’assessore alla protezione civile di Regione Liguria Giacomo Giampedrone – “che rimane uno dei cantieri più importanti del nostro Paese, oltre 200milioni di appalto e una delle opere più significative che si attende ormai da diversi decenni“.

Serve conoscere passato, presente e futuro quindi cambiamenti climatici, simulazioni di scenari e la costruzione di un patrimonio di conoscenze che ci serve di improntare quelle che sono le strategie a tutti i livelli” spiega il direttore scientifico di Arpal Elisabetta Trovatore.

Abbiamo un territorio molto a rischio frutto di un’urbanizzazione del dopoguerra basata su poche conoscenze, oggi dobbiamo cambiare strategia – commenta il presidente fondazione CIMA Luca Ferraris Immaginare uno sviluppo del territorio che tenga conto dei rischi: scoprire i torrenti e convivere con loro”

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