Il Politeama Genovese celebra assieme a Radio Babboleo la Giornata Mondiale del Teatro – Babboleo

Il Politeama Genovese celebra assieme a Radio Babboleo la Giornata Mondiale del Teatro

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 “Non credo ci sia qualcosa di simile nella creazione artistica dove il coinvolgimento tra artista e pubblico è così forte da creare ad ogni spettacolo qualcosa di diverso e unico” – risponde così Danilo Staiti, direttore artistico del Politeama Genovese, quando gli viene chiesto cosa significhi per lui il teatro. In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, che cade oggi, mercoledì 27 marzo, abbiamo posto la stessa domanda a diversi direttori di teatro su tutto il territorio regionale, ricevendo le risposte più diverse.

Danilo Staiti

Il teatro è il mio mestiere, lo faccio da sempre, mi riempie la vita in modo speciale” – confida Staiti, in direzione dal 1994. In questi trent’anni è successa una cosa molto bella: il teatro è diventato quasi popolare” – rammenta – “prima l’approccio del pubblico al teatro era quasi sospetto, ora, come Politeama, credo che abbiamo contribuito a renderlo di tutti”. Il Politeama ci era già riuscito durante la pandemia: “Avevamo fatto qualche esperimento di streaming, non si poteva fare altro. Abbiamo fatto quattro o cinque spettacoli con il teatro deserto. È stato comunque un successo ma i commenti dicevano ‘bello, ma non vedo l’ora di tornare’”.

Ad allargare il pubblico, anche la proposta “pop” del cartellone che spazia tra musical e commedie, comicità e narrazione, ma anche show internazionali, danza e musica. “In questi anni ho visto il pubblico cambiare tantissimo. L’età è scesa moltissimo, anche l’avvento dei social ha cambiato il modo di vivere il teatro”, conferma Staiti, che si dice soddisfatto: “Per la scorsa stagione e quella corrente abbiamo fatto numeri strabilianti. Credo che questo sia dovuto ad una voglia di ritorno. Lo spettacolo dal vivo è diventato un’esigenza. La voglia di condivisione, di carne, di qualcosa di concreto è diventata più forte dopo il Covid”. In effetti, la pandemia è stata un duro banco di prova per chi sta a stretto contatto con il pubblico ma ha permesso al teatro, e non solo, di reinventarsi. “Il teatro e la radio hanno qualcosa in comune: la resistenza, riflette Staiti. “Sia la radio che il teatro hanno resistito a tante cose che sembravano tecnologicamente pronte a vincere, ma hanno qualcosa che resiste”. Ad accomunarle il racconto: “Il racconto quotidiano che fa la radio fa parte della vita di tante persone. Come per il teatro, si crea un rapporto quasi famigliare”.

Intanto, continua l’attesa per la prossima stagione: “Ci stiamo lavorando, presenteremo il cartellone intorno a giugno ma abbiamo annunciato qualche spettacolo particolare che arriverà nel 2025. Antonio Albanese torna a fare teatro dopo dieci anni”. Un’anticipazione non male!

Ascolta qui l’intervista integrale al direttore artistico del Politeama Genovese Danilo Staiti. 

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