Liguria regione di divorzi: una coppia su tre fallisce

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La Liguria è la seconda Regione, dopo La Lombardia, nella classifica nazionale delle rotture coniugali, e prima per seconde nozze. Si contano circa 400 rotture ogni 1000 matrimoni. La Liguria, col 33,1%, è in testa in Italia per le percentuali più elevate di matrimoni con almeno uno sposo alle seconde nozze sul totale delle celebrazioni del 2019. Il dato emerge dal report nazionale pubblicato dall’Istat. Dopo la Liguria ci sono Valle d’Aosta (32,3%) e Friuli-Venezia Giulia (31,0%).

“Solo a novembre 2020, a Genova si sono celebrati 41 matrimoni contro i 66 divorzi: la maggior parte di questi sono avvenuti tra l’altro senza nemmeno passare dal giudice, tra negoziazioni assistite e accordi davanti all’ufficiale di stato civile”, aveva illustrato a Primocanale bene il quadro della situazione Liana Maggiano, presidente Aiaf Liguria (Associazione italiana avvocati famiglie e per i minori). Un trend che già negli anni scorsi in Liguria vedeva la regione con un tasso di separazioni molto alto rispetto alla media italiana.  Nel primo semestre 2009, Liguria batte Italia 366 divorzi per mille matrimoni contro una media nazionale di 234. Terzo posto nelle separazioni dietro Piemonte e Trentino. Forti differenze lungo la Penisola: stabilità maggiore al Sud.

Per quanto riguarda le separazioni da Ventimiglia a La Spezia, si separano 392 coppie su 1000; in Piemonte 418, in Trentino 393.

Sociologi ed esperti si interrogano sulle cause. La ragione principale è il mutamento della società e l’emancipazione femminile. Mettere fine a un matrimonio, però, non è mai facile. Ci vogliono quattro anni per divorziare se i coniugi sono d’accordo, che diventano sette se l’intesa non c’è, e i costi di una crisi coniugale spesso inducono ad un ripensamento.

Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica negli ultimi vent’anni, in Regione, il numero delle rotture coniugali è raddoppiato, passando dalle 200 separazioni per mille matrimoni nel 1995, alle 392,02 nel 2014. Infatti a partire dagli anni ’70 in Regione, come del resto in tutta Italia, si è innestato un andamento progressivo nella diminuzione delle unioni matrimoniali.

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