Mais e mele non solo da mangiare: dall’IIT una benda fatta di scarti che accelera la guarigione – Babboleo

Mais e mele non solo da mangiare: dall’IIT una benda fatta di scarti che accelera la guarigione

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Il ricercatore: “Ancora precoce per essere venduta nelle farmacie, ma la ricerca di base è innovativa

GENOVA – Accelera la guarigione delle bruciature ed è prodotta da scarti di mais e mela. Si tratta della benda “intelligente” sviluppata dal team di ricerca Smart Materials, coordinato da Athanassia Athanassiou, dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. “È un cerotto ideato per curare le bruciature da parte di radiazioni ultra-violette” – spiega Fabrizio Fiorentini, ricercatore del laboratorio Smart Materials – “È costituita da componenti vegetali: da una parte una proteina che viene estratta dal mais, la zeina, una componente polisaccaridica, la peptina, usata nel settore alimentare come agente gelificante, e una componente bioattiva, la vitamina C, sfruttata per le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie“. Il connubio delle tre permette di combattere i casi di infiammazione avanzata: il dispositivo sanitario è infatti in grado di bloccare l’eccessivo aumento del livello di infiammazione, velocizzando il processo di guarigione. La benda, impregnata di vitamina C, viene posizionata sulla bruciatura il cui percorso di ripresa è sveltito dall’antiossidante naturale, che riduce la formazione di radicali liberi.

Un’idea green e smart, figlia della ricerca moderna.Ci si muove sempre più verso polimeri di origine naturale” – racconta Fiorentini – “Possono contribuire anche da un punto di vista ecosostenibile e di economia circolare. Il fatto di avere un cerotto plant-based è un fattore innovativo anche dal punto di vista di applicazione biomedica”. La tendenza all’ecosostenibilità è confermata anche dagli step successivi della ricerca. “Stiamo lavorando ad altre tipologie di dispositivi, sfruttando polimeri uguali o simili. Utilizziamo diverse strumentazioni e tecnologie, anche in base a queste otteniamo dispositivi che hanno proprietà differenti“.

Ascolta qui l’intervista a Fabrizio Fiorentini, ricercatore del laboratorio Smart Materials.

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