Qualità della vita 2020: Genova recupera 20 posizioni

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Tra contagi, decessi, crisi economiche, lockdown e quarantene come si misura la qualità della vita? La 31esima indagine del Sole 24 Ore sul benessere nei territori parte proprio da questo interrogativo.

La classifica generale premia Bologna, al primo posto, che guadagna ben 13 posizioni e traina un po’ tutte le province dell’Emilia Romagna e ottima posizione per Genova che si piazza al 19° posto recuperando più di 20 posizioni.
Sul podio ci sono Bolzano (2ª) e Trento (3ª), habitué della top 5 della Qualità della vita, che hanno saputo tenere le posizioni anche nell’anno della pandemia, benché siano ora attese alla prova di un inverno difficile per l’economia della montagna. A parte queste due province, dall’indagine risulta come soprattutto il Nord della Penisola esca penalizzato dagli effetti su larga scala del virus: qui, infatti, si registra la diffusione più elevata del Sars-Cov-2 in rapporto alla popolazione residente. Le province lombarde hanno segno negativo, in peggioramento rispetto allo scorso anno, ad eccezione di Sondrio e Mantova. Colpita anche Milano – vincitrice sia nel 2018 sia nel 2019 – che perde 11 posizioni, dove pesa il crollo del Pil pro capite in base alle stime 2020, ma anche il nuovo indicatore sullo spazio abitativo medio a disposizione (con una media di 51 mq per famiglia).
La crisi penalizza le aree metropolitane più turistiche, come Venezia (33ª, in calo di 24 posizioni), Roma (32ª, -14), Firenze (27ª, -12) oppure Napoli (92ª, -11). E della mancanza di turisti risentono anche le località di mare: peggiorano le province di Puglia e Sardegna (fatta eccezione per Cagliari e Foggia), Rimini (36ª, perde 19 posizioni rispetto allo scorso anno), Salerno, Siracusa e Ragusa.
In controtendenza solo la Liguria, tutta in miglioramento, dove addirittura Genova (19ª) celebra con una buona performance la riapertura del viadotto sul Polcevera dopo il crollo del ponte Morandi recuperando 26 posizioni. Ma anche le altre liguri segnano alcuni record: ad esempio Imperia (81ª, +8 posizioni) si posiziona in testa per iscrizioni anagrafiche nei primi sei mesi dell’anno; Savona (48ª, +24) registra la densità di ristoranti più elevata; La Spezia (45ª, +4).

Sei aree tematiche di analisi che fotografano la complessità della vita nelle province italiane: 1. Ricchezza e consumi; 2. Demografia e salute; 3. Affari e lavoro; 4. Ambiente e servizi; 5. Giustizia e sicurezza; 6. Cultura e tempo libero. Con una scelta di campo importante: all’interno di queste aree sono stati inseriti 25 indicatori che documentano le principali conseguenze del Covid-19 su salute, attività economiche e vita sociale. Tra questi nuovi parametri, ad esempio, ci sono i casi Covid in rapporto alla popolazione, l’unico indice il cui punteggio è stato pesato maggiormente nella determinazione della classifica finale proprio per testimoniare l’eccezionalità di questi mesi sulla vita quotidiana di tutti gli italiani.

Genova è sesta per quanto riguarda gli indicatori legati alla ricchezza e ai consumi (sesta anche per reddito disponibile e 13esima sul fronte dei depositi bancari), e quinta per il livello dei servizi e il contesto ambientale, ad abbassare la media è invece il capitolo “sicurezza e giustizia” dove ci troviamo addirittura al 97esimo posto su 107 totali.

Molto male anche sul fronte della demografia (97 su 100), d’altronde che nel capoluogo ligure sia in atto da tempo uno scompenso tra nuovi nati e decessi non è una novità e nell’anno del Covid lo squilibrio è ulteriormente peggiorato. Una curiosità, forse legata all’età media della popolazione, siamo tra le città dove sono state erogate il minor numero di carte d’identità elettroniche (101esimo posto)

Non molto bene neppure per lo spazio abitativo medio procapite, 66 metri quadri, cifra che ci fa finire all’84esimo posto in totale. Siamo però ai primi posti per valore degli assegni sociali (quarto posto in Italia, 491 euro) e pensioni di vecchiaia (sesto posto, 1371 euro).

Genova è inoltre al secondo posto per tasso di motorizzazione. Solo a Venezia ci sono meno auto pro capite sulla popolazione totale. Ben piazzati anche sul fronte dell’Istruzione, al quarto posto, con il 72% dei diplomati tra chi ha tra 25 e 64 anni.

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