Rabdomanzia, trovare fonti d’acqua sotterranee grazie ad un pendolo – Babboleo

Rabdomanzia, trovare fonti d’acqua sotterranee grazie ad un pendolo

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In arrivo le trivelle a Bajardo: a maggio il via alla ricerca

Per qualcuno è stregoneria, per altri è una pratica capace di restituire ad un territorio acqua e, di conseguenza, vita. Si tratta dell’antica arte della rabdomanzia, dal greco “bacchetta” e “indovino”, e consiste nel ricercare fonti d’acqua con l’ausilio di oggetti specifici, o addirittura, anche solo tramite le proprie mani. La scorsa settimana oltre settanta persone si sono riunite nel comune di Bajardo, nell’imperiese, per assimilarne i segreti. Comune dove, tra l’altro, i primi di maggio si opereranno trivellazioni per trovare fonti d’acqua, sulla base delle indicazioni fornite da Renato Labolani, agricoltore di Apricale e rabdomante di lunga esperienza.

C’è chi viene con le bacchette, le antenne o il pendolo” – spiega lo studioso – “Alcuni sono già bravi, molti sono interessati”. Il pendolo suscita certamente molta curiosità rispetto al suo funzionamento: “Si fa oscillare il pendolo, si fanno delle domande” – spiega Labolani – In base al suo movimento, si hanno delle risposte. Un’arte non sempre considerata da chi invece crede in metodi più scientifici. “Bisogna credere nell’esoterico. Ci vuole una certa preparazione anche per questo, lo faccio da trent’anni, il mio è un metodo veloce”.

Ascolti qui l’intervento di Renato Labolani

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