Restrizioni covid19, Liguria blindata a Pasqua: cosa si può fare nei tre giorni di zona rossa

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Una seconda Pasqua in lockdown per la Liguria dove, come nel resto del paese, da sabato scatterà la zona rossa. Le restrizioni cominceranno già da mercoledì e prevederanno il divieto di raggiungere le seconde case liguri per chi ligure non è.

Un provvedimento che al momento è stato preso solamente da Valle d’Aosta, Toscana, Sardegna, Trentino e Campania, tutte regioni dal forte richiamo turistico, ma che hanno qualche difficoltà con i numeri della pandemia.

Non varrà, però, il divieto al contrario: ai liguri sarà quindi consentito raggiungere le proprie seconde case (sia di proprietà sia in affitto con contratto stipulato prima del 14 gennaio 2021) in tutte quelle regioni che non hanno previsto una normativa più stringente di quella prevista dal governo, come per esempio Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna.

La zona rossa prevederà però una serie di restrizioni per evitare vari assembramenti.
Saranno consentite le visite a parenti o amici, tenendo conto del coprifuoco (dalle 5 alle 22) e delle seguenti regole: solo all’interno della propria regione, ci si potrà spostare verso una sola abitazione privata, una sola volta al giorno, con il limite di due persone in più rispetto a quelle che vivono in quella casa. Queste regole sono escluse, come di consueto, per i minori di 14 anni, disabili e non autosufficienti.

Consentite le attività motorie ma non sono consentiti i pic nic e le gite di gruppo che comprendono una sosta con consumo pranzo.

Per quanto riguarda la famosa grigliata di Pasquetta, sarà possibile ma con un massimo di due persone.

Le chiese resteranno aperte e verranno celebrate più funzioni per evitare assembramenti. La veglia del sabato sarà anticipata per rispettare il lockdown e le restrizioni del coprifuoco.

Durante il periodo di zona rossa possono restare aperti solo i negozi che vendono alimentari e i supermercati, oltre alla farmacie e ai negozi di prima necessità. Chiusi i centri commerciali, i parrucchieri, i centri estetici e gli altri negozi che non vedono alimentari. Per i bar è consentito l’asporto fino alle 18 mentre per enoteche e ristoranti fino alle 22.

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