Terza dose, Locatelli (ISS) a Genova: “Non è scontata per i giovani”. Sul vaccino antinfluenzale: “E’ raccomandato” – Babboleo

Terza dose, Locatelli (ISS) a Genova: “Non è scontata per i giovani”. Sul vaccino antinfluenzale: “E’ raccomandato”

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Oggi ai Magazzini del Cotone di Genova è partito il Meet in Italy for Life Sciences, l’evento italiano dedicato alle scienze della vita che durerà fino all’1 ottobre con incontri, conferenze e dibattiti, che vedranno la presenza di massimi esperti nazionali ed internazionali del settore.

Tra questi, nella giornata odierna, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Franco Locatelli, che si è espresso sulla questione del momento: terze dosi, a chi e quando. Il criterio è quello del “profilo di rischio dell’individuo”. Per ora, oltre agli immunodepressi, “è stata indicata per i soggetti ultraottantenni e coloro che risiedono nelle strutture residenziali assistite. Poi si farà una riflessione sul personale sanitario. Poi magari si potrà fare una riflessione ulteriore sui soggetti connotati da fragilità, ad esempio i cirrotici o i soggetti con grande obesità o fibrosi polmonare ma non darei assolutamente per scontato che si arrivi ad una terza dose per un soggetto giovane e sano” spiega il presidente.

Si è poi parlato del fatto che la vaccinazione anti-Covid potrebbe diventare un tutt’uno con quella antinfluenzale.

Queste vaccinazioni vanno almeno proposte insieme, poi da un punto di vista logistico-organizzativo è una questione che va maggiormente gestita a livello di dipartimenti di prevenzione delle Asl. Sono due vaccinazioni largamente raccomandate nelle popolazioni esposte a maggior rischio di sviluppare patologia grave, quindi mi riferisco agli anziani e a coloro che si connotano per condizioni di fragilità. continua Locatelli.

E’ chiaro che i dispositivi di protezione individuale ci hanno protetto rispetto al rischio di contagio del virus influenzale. Tuttavia l’anno scorso abbiamo avuto un 50% di dosi di antinfluenzale in più rispetto a quelle dell’anno precedente ed è più che ragionevole ipotizzare che abbiano influito a prevenire uno sviluppo di quadri di patologie influenzali. Quindi la raccomandazione assolutamente sì; per alcuni soggetti oltre una certa età, diciamo oltre i sessant’anni, è anche raccomandata la vaccinazione antipneumococcica, perché le polmoniti da pneumococco possono avere dei tassi di fatalità tutt’alto che trascurabili”.

Infine sull’importanza di vaccinarsi, Locatelli conclude: Chi rifiuta la vaccinazione non si vuole bene e non vuole bene a chi è vicino, nel senso che non si protegge ed espone i conviventi e i contatti a un rischio, oltre a esporre i familiari alla possibilità di entrare in una situazione difficile perché chi non è vaccinato è esposto al rischio di patologia grave anche fatale. Il messaggio forte è: se vi volete bene, vaccinatevi“.

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