Firdawss Raqaq – Babboleo

Firdawss Raqaq

C’è ancora chi crede alle dichiarazioni d’amore plateali: la serenata di Fabrizio e Laura

PORTO VENERE – “Voleva la classica serenata neomelodica: con tutto il rispetto per i napoletani, ma io sono un sardo doc, non potevo permetterlo” – la ricerca della canzone perfetta è durata due anni. Poi il cognato ad accompagnarlo con la chitarra la sera prima del matrimonio per sorprendere la futura moglie con un canto in sardo, sotto il balcone.

È successo a Le Grazie, frazione di Porto Venere, dove Fabrizio Grussu ha dedicato una serenata a Laura Carassale, graziotta, la sera prima del loro “fatidico sì”. Grussu, sardo ma residente in Liguria da più di vent’anni, ha scelto il brano “Savitri – Cantico d’amore” dell’artista sassarese Soleandro. Si tratta di una rivisitazione in sardo di “Perfect” di Ed Sheeran. Racconta di una coppia innamorata e di un battibecco: lei lo accusa di lasciarla sola a casa con le faccende, lui la paragona alla primavera, al fiorire delle piante che profumano i prati.

Quella di Fabrizio e Laura è un’accoppiata frizzante, capace di far della propria eredità culturale e territoriale il terzo elemento del loro connubio. E così la tavola nunziale è stata imbandita di piatti sardi e liguri, le sale decorate con composizioni di piante simboliche e, dulcis in fundo, il mirto regalato agli ospiti, preparato dalla coppia stessa.

Speriamo di essere stati i primi di tanti” – conclude Fabrizio. Su Radio Babboleo, l’intervista integrale.

Riaprire il Teatro Verdi per accrescere la sicurezza percepita tra i cittadini

GENOVA – È sempre più alta l’attenzione sul futuro del Teatro Verdi: chiuso dall’estate scorsa, ora si tenta di restituirlo alla città, magari tramite bando pubblico. 

Ad essere animati dal tema non sono solo i cittadini, riuniti la scorsa settimana in un’assemblea pubblica che ha raccolto più di 300 partecipazioni, ma anche chi, come il segretario nazionale SIAP Roberto Traverso, vede nella riapertura del Verdi un antidoto alla criminalità diffusa, capace di “rivitalizzare il tessuto urbano e accrescere la sicurezza percepita”.

Aumentare i presidi sociali, illuminare e pulire un quartiere, installare nuove isole pedonali, aprire centri d’ascolto psicologici”, queste le manovre che, secondo Traverso, sono “in grado di alimentare le radici che garantiscono la vivibilità della città, arrestando il processo di “desertificazione” sociale che sta affliggendo il capoluogo ligure”. Vani quindi i tentativi anti-degrado tanto auspicati dalla cittadinanza, come le cancellate: “quattro anni fa c’eravamo in piazza Settembrini, il problema non si risolve alzando barricate” – aggiunge il Segretario.

Una relazione di causa-effetto sarebbe pertanto il nodo centrale della questione “sicurezza percepita” : “migliorare il senso civico della gente che vive i quartieri aiuta ad isolare chi delinque”. Così al calo dei disagi, degli esposti e delle denunce corrispondono maggiori risorse impegnate in “indagini mirate a colpire la criminalità organizzata che sta facendo dilagare lo spaccio di stupefacenti a Genova e in Liguria” – spiega Traverso.

A Sestri Ponente il Teatro Verdi deve rivivere anche per dare un segnale di discontinuità sulle politiche sulla sicurezza che in questi anni hanno contribuito a mettere in ginocchio i Commissariati di Polizia, tra i quali quello di Sestri Ponente, con organici sempre più asfittici” – conclude Roberto Traverso ai microfoni di Radio Babboleo.

Alfa: il debutto al Festival di Sanremo 2024

Tra pochissimo sul palco del Teatro Ariston salirà Alfa, in arte Andrea Filippi, il 23enne genovese della celebre “Bellissimissima“, singolo dedicato all’amore. Questa sera però l’amore romantico e giovanile lascerà spazio all’ottimismo, trasportato dal brano “Vai!” dai ritmi folk, ispirati anche alle ballate genovesi.

Ai microfoni di Radio Babboleo, Alfa ha raccontato il suo pre-Festival, presto però ci risentiremo per aggiornarci sul suo percorso durante la 74edizione del Festival della musica italiana.

Festival di Sanremo 2024: i testi “migliori” e “peggiori” della 74esima edizione

È ormai alle porte la settimana più frenetica per la musica italiana: da domani, martedì 6 febbraio a sabato 10 febbraio, si terrà la 74esima edizione del Festival di Sanremo, quest’anno ambiziosa più che mai, con cinque ore e mezza di programmazione a serata. A calcare il tanto agognato palco del Teatro Ariston saranno 30 artisti, di diversi colori musicali e generazionali.

Lorenzo Coveri, foto di accademiadellacrusca.it

Come ogni anno, i microfoni di Radio Babboleo si accendono per accogliere il professore Lorenzo Coveri, docente ordinario di Linguistica italiana all’Università di Genova e corrispondente dell’Accademia della Crusca, che stila la classifica dei “migliori” e “peggiori” testi del Festival.

Sul web da qualche giorno, le parole che canteranno i “big” di questa edizione offrono un grande spunto per comprendere meglio gli artisti o, se non altro, la direzione musicale che questi ultimi vogliono prendere. Ma attenzione: le parole non sono tutto. “A differenza della poesia che è risorsa di se stessa – sottolinea il professor Coveri – le canzoni sono fatte di musica, parole, gestualità e tanto altro”.

Fatta questa premessa, seppur doverosa, secondo il professore, i testi in fondo alla classifica sarebbero quelli de Il Tre, dal titolo “Fragile”, a seguire “Capolavoro” del gruppo Il Volo e “Il cielo non ci vuole” di Fred De Palma.

Ottimo posizionamento, invece, per “Ricominciamo tutto” dei Negramaro e “La noia” di Angelina Mango, quest’ultimo il testo migliore, secondo l’analisi dello specialista.

Qui le pagelle di quest’anno: sebbene fiocchi qualche insufficienza, non mancano gli aspetti di originalità, qualità che sembra essere il fil rouge dell’imminente Festival.  

“Hygge, Il proprio posto nel mondo”: la mostra fotografica di Emozioni Giocate ai Luzzati

Hygge è una parola danese che significa ‘il proprio posto nel mondo’, il sentirsi coccolati. Questa è la sensazione che abbiamo provato, assieme ai bambini e alla famiglie che hanno preso parte al progetto“. Il racconto di Alice Giaretti, una delle fotografe della mostra assieme a Bianca Guarnieri e Valentina Cosulich, ripercorre le attività che i bambini compiono nell’ambito della Onlus Emozioni Giocate di Genova. “Il lavoro più importante è sulle autonomie: i più piccoli imparano a vestirsi, i più grandi, come prendere un autobus” – spiega Alexandra Ploederl, psicologa e referente della Onlus.

Tra gli obiettivi dell’associazione c’è quello di superare il tabù della disabilità, servendosi anche di un simpatico animale. “La talpa sta sottoterra, ma la nostra ha il coraggio di uscire fuori, lavorando tutti insieme“.

La mostra fotografica verrà inaugurata domani 17 gennaio alle 18:30 presso l’Area Archeologica dei Giardini Luzzati, a Genova e sarà visitabile fino a domenica 28 gennaio.

Ai nostri microfoni: Alexandra, Alice, Bianca e Valentina.