Giulia Micchía – Babboleo

Giulia Micchía

A Genova arriva “Il Giornale della mobilità” per parlare di strade e sicurezza

Lo storico periodico dell’AC Genova “Automobilismo Ligure” si apre alla cittadinanza trasformandosi ne “Il giornale della mobilità”, disponibile gratuitamente nelle biglietterie Amt.

Proprio nel 120esimo anniversario della fondazione della sezione genovese dell’ACI e in coincidenza con l’avvio di numerose grandi opere che cambieranno il modo di circolare in città, informazione attiva per parlare di traffico e circolazione di auto, mezzi pubblici, ciclisti e pedoni, trasformando la pubblicazione tradizionalmente riservata ai soci in un vero e proprio periodico diffuso al grande pubblico.

Nel mese di maggio il primo numero per parlare di limite 30 km/h, nuove misure antismog in vista, ma anche delle regole per circolare in biciclette e di modifiche del Codice della Strada, educazione stradale nelle scuole svolta da AC Genova e Comune.

Il nostro magazine, attivo dal 1948, sta cambiando veste trasformandosi in un contenuto informativo nei confronti della cittadinanza su dubbi e novità introdotte dalle ordinanze su viabilità, ma anche aspetti fiscali sul pagamento della tassa automobilistica” – racconta ai microfoni di Radio Babboleo il dirigente AC Genova Raffaele Feriello – “tanti aspetti che riguardano la vita quotidiana e la mobilità di tutti i cittadini della provincia di Genova anche come ciclisti e pedoni, con aspetti comportamentali molto importanti per muoversi in città“.

“Genova in rosa”, una corsa a sostegno del Centro antiviolenza Mascherona: 180 richieste d’aiuto nei primi 4 mesi dell’anno

Domenica 12 maggio a Genova un fiume rosa invaderà Piazza Rossetti in una corsa non competitiva che percorrerà Corso Italia fino ad arrivare a Boccadasse.

Momento di condivisione e solidarietà: i fondi raccolti andranno infatti a sostegno del Centro Antiviolenza Mascherona, da anni attivo sul territorio genovese a sostegno delle donne vittime di violenza.

Una donna su tre subisce violenza. Dal 1 gennaio già 180 donne hanno contattato il centro, mentre lo scorso anno si è chiuso con quasi 600 donne che hanno chiesto aiuto, ma per fortuna molte di loro sono riuscite a fuoriuscire da questa situazione” – racconta ai microfoni di Radio Babboleo la responsabile del centro antiviolenza Mascherona Manuela Caccioni – “Un dato allarmante ma anche uno positivo: dalla violenza si può uscire, dalle relazioni tossiche, malsane che fanno paura e si pensa di non avere una via d’uscita si può uscire. Molte volte da sole non ce la si fa perchè non riusciamo a vedere spiragli, ma noi siamo qui apposta”.

Fondamentale sottolineare l’importanza dell’indipendenza economica della donna in situazioni di violenza. “Delle lavoratrici non si parla tantissimo, invece tante le donne che lottano per il diritto ad un lavoro riconosciuto e al pari degli uomini. Il centro in primis attiva collaborazioni con il centro per l’impiego di Regione Liguria per avviarle in percorsi lavorativi, mentre recentemente la Regione ha stanziato fondi per incentivare le imprese, tramite sgravi fiscali, ad assumere donne vittime di violenza. Incentivo importantissimo per garantire autonomia lavorativa e intraprendere veramente quel percorso di fuoriuscita dalla violenza, perchè molte donne stanno in una situazione violenza perchè non hanno un lavoro”.

“Un momento di leggerezza e sostegno” conclude Manuela Caccioni. Appuntamento domenica 12 maggio in Piazza Rossetti alle 9,30.

Ascolta qui l’intervista integrale alla responsabile del Centro Antiviolenza Mascherona Manuela Caccioni

Iscrizioni tramite le pagine social di My Trekking o il Centro Antiviolenza Mascherona, ma anche la mattina dell’evento al punto partenze.

Giornata mondiale del Jazz, a Genova il Jazz Club più longevo d’Italia

Si celebra oggi – 30 aprile – la giornata mondiale del Jazz, istituita nel 2011 dall’Unesco per celebrare il genere musicale ma anche il dialogo tra culture.

Il Louisiana Jazz Club di Genova a detenere il primato di Jazz club più longevo d’Italia con 60 anni di attività continuativa. Nato nel 1964, ha visto quattro sedi differenti e tre generazioni, ora da 25 anni in pianta stabile in Via San Sebastiano rappresenta una vera istituzione per la città. “Ho avuto la fortuna di saper apprezzare i valori della mia famiglia, iniziando fin da bambino a vivere il club” – racconta ai microfoni di Radio Babboleo Valerio Rossi, membro del direttivo del Lousiana Jazz Club – “Una scena molto viva con tanti giovani che suonano e frequentano il club, con un’apertura anche al blues, funky, rockabilly, allo ska e reggae, perchè credo che un club così antico e importante debba essere non solo la casa dei jazzisti genovesi ma da tutti i musicisti“.

Musicisti che vivono attivamente la realtà genovese e internazionali. “Sempre molto sopresi, perchè quando varcano la soglia del club e vedono i colori e le fotografie dei nostri idoli, che poi sono anche i loro maestri, si sentono trasportati per un attimo a casa loro: come negli storici club di New York”.

Ascolta qui l’intervista integrale a Valerio Rossi

50 anni di carriera per Sandro Giacobbe: “ho sempre portato la mia Genova con me”

Cinquant’anni di carriera per il cantautore genovese Sandro Giacobbe e cinquant’anni di vita per il celebre brano “Signora mia”.
Scritta a quattro mani con Daniele Pace, da il nome al primo album di Giacobbe e il via alla sua lunga carriera: la partecipazione al Festivalbar, poi l’anno dopo “Il giardino proibito” e “Io prigioniero” con cui partecipa e vince la Gondola d’Oro di Venezia, nel 1976 il podio con “Gli occhi di tua madre” al Festival di Sanremo, che lo vedrà protagonista ancora nel 1983 con “Primavera”. Successivamente dirada l’attività discografica dedicandosi principalmente ai concerti e alle iniziative di solidarietà e sport legate alla Nazionale cantanti.

Con Signora mia iniziava il grande sogno, una storia d’amore oggi più attuale che mai” – racconta Sandro Giacobbe ai microfoni di Radio Babboleo – “In tutti i miei viaggi mi sono sempre portato dietro la mia città, Genova: anche quando andavo a Milano per registrare, anche mesi, ogni mercoledì sera tornavo per poter riassaporare l’aria dal Turchino quando scendevo verso Genova. Un legame forte fin da quando frequentavo la scuola musica di Gaggero con sale prove e tanti musicisti che come me cercavano il successo: dai New Trolls, ai Ricchi e Poveri era un ritrovarsi in una città che già aveva regalato tanto con la musica cantautorale, ma c’era una nuova generazione che veniva fuori“.

Fonti rinnovabili, Liguria ancora troppo indietro: “serve un nuovo piano energetico regionale”

Si celebra sabato 20 aprile il primo Green Energy Day, la giornata dedicata alle fonti rinnovabili

Riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030 e neutralità climatica entro il 2050. Questi gli obiettivi posti dall’agenda dell’Unione Europa in tema di fonti rinnovabili. Ma a che punto è la Liguria?

Purtroppo pochi punti di o fotovoltaico in Liguria rispetto a quello che potrebbe offrire. Anche il piano energetico regionale prevedeva una fase d’espansione dell’energia eolica e fotovoltaica che in realtà non c’è stata” – racconta ai microfoni di Radio Babboleo il vicepresidente Legambiente Liguria Stefano Sarti – “Siamo ancora a delle percentuali di introduzione di energie rinnovabili troppo basse, con un 15% rispetto alla produzione energetica regionale“.

Un nuovo piano energetico regionale l’unico modo per accelerare la svolta green anche in Liguria.Inserire paesaggisticamente questi impianti in modo intelligente, ma bisogna lavorare su questi progetti, altrimenti rischiamo di rimanere davvero troppo indietro” – continua Sarti – in Liguria si può pensare anche ad un impianto offshore, meno impattante dal punto di vista paesaggistico perchè si fa in mare aperto“.

Ascolta qui l’intervista integrale al vicepresidente Legambiente Liguria Stefano Sarti

In occasione della giornata della Transizione Energetica, numerosi impianti a fonti rinnovabili apriranno i loro cancelli in tutta Italia per accogliere scuole, famiglie e curiosi per spiegare le alternative reali alle fonti fossili.
In Liguria Legambiente ha organizzato la visita all’impianto eolico di Stella, nel savonese: due ore di visita in uno degli impianti di energia eolica più importanti della regione, per scoprire come funziona un impianto eolico, accompagnati da guide esperte sul funzionamento dell’impianto.
Per info e prenotazioni: https://docs.google.com/…/1FAIpQLSetgnxDgBXPMy…/viewform 

Music for Peace a Gaza: “come immaginare oltre 2 milioni di persone tra Nervi e Voltri”

Non è accettabile una condizione del genere”

Ne parliamo tutti i giorni ma pochi sanno realmente che territorio è la striscia di Gaza: possiamo paragonarla alla zona che va da Genova Nervi a Voltri e che nella massima ampiezza arriva fino a Bolzaneto” – racconta ai microfoni di Radio Babboleo Stefano Rebora, presidente di Music for Peace – “abitata però da 2 milioni e 300 mila persone contro le 600 mila del territorio genovese. Ora in questo momento quasi tutti concentrati nella zona di Rafah, quindi come da Nervi a Quinto, un milione e 800 mila persone senza rete fognaria, acqua corrente, abitazioni e ora anche con l’incombere del caldo“.

Arrivate a destinazione le 60 tonnellate di aiuti umanitari partiti da Genova, ma con non poche difficoltà: dapprima lo stop per Rebora alla frontiera egiziana, da dove hanno potuto proseguire solo due volontari. Le operazioni poi sono state seguire da remoto, da Genova, con il convoglio test che è riuscito a raggiungere Gaza il 14 aprile. “Un carico non ingente per testare l’affidabilità della concessione dei permessi da parte degli egiziani” – continua Rebora – “siamo partiti con la distribuzione dei beni alimentari e di prima necessità con 2500 pacchi famiglia da 20 kg l’uno, entro domani confidiamo di finire le distribuzioni, poi lo smistamento di medicinali e medicali“.

Una situazione devastante, l’80% delle abitazioni sono devastate, non ci sono più i servizi di base e servizi igienici – pensiamo per una donna quanto può essere complesso – non c’è acqua corrente, i servizi ospedalieri sono pochissimi e manca tutto. Gli abitanti sono arrivati a mangiare la sabbia, perchè non ti fa sentire la fame“.

Ora si guarda al prossimo obiettivo: per fine giugno si punta ad organizzare un convoglio di circa 200-250 tonnellate di aiuti in 10 container. “Già due container pronti, intanto stiamo lavorando per riuscire a risolvere le problematiche legate alla mia persona per entrare in Egitto e raggiungere Gaza. Confido nelle autorità, ci sono due interpellanze parlamentari: una al parlamento italiano e una a quello europeo. I due ministri degli esteri dovranno intervenire presso le autorità per risolvere la situazione“.

Prosegue così la raccolta dei beni di prima necessità da spedire a Gaza, la stragrande maggioranza con la partecipazione che contraddistingue il Festival di Music for Peace a giugno, dove si entra con beni di prima necessità, medicinali. Poi ancora raccolte, il 21 aprile a Casella con i ragazzi della Manin Marassi e il 26 a Campomorone.

Non è accettabile da parte dell’umanità una condizione del genere nei confronti di altri esseri umani”
Ascolta qui l’intervista integrale a Stefano Rebora

Giornata mondiale della voce, dalla cura alle buone pratiche: il punto con l’esperta

Si celebra oggi, 16 aprile, la giornata mondiale della voce, istituita nel 1999 dall’American Academy of Otolaryngology-Head and Neck Surgery (AAO-HNS),
questa giornata non solo celebra la voce umana ma si impegna anche a promuovere il prendersi cura del più importante strumento di comunicazione umano.

Veicolo di emozione e fulcro della comunicazione, ancora troppo spesso la sua importanza viene sottovalutata.

“Bisogna prendersene cura, capire cosa può nuocere e cosa può favorire la nostra voce” – racconta ai microfoni di Radio Babboleo la logopedista Jessica Rizzitano, consigliere commissione di albo dei logopedisti dell’ordine delle professioni sanitarie tecniche delle province di Genova, Imperia e Savona – “evitare il fumo di sigaretta o parlare in un luogo molto ampio e caotico dove un innalzamento del volume avviene spesso in maniera scorretta e preludio di difficoltà se prolungato nel tempo”.

Proprio di salute della voce nei luoghi di lavoro si parla oggi a Genova, dove la Commissione di albo dei Logopedisti ha organizzato in collaborazione con Asl3 un workshop dal titolo “Diamo voce al benessere e benessere alla voce“, all’interno del progetto WHP.

Numerosi i consigli per preservare e curare la nostra voce: “fondamentale l’idratazione: dal bere tanta acqua, all’esercizio della garzina imbevuta d’acqua e posta sotto il naso. Respirando le goccioline d’acqua vanno direttamente sulle corde vocali idratandole” – continua Jessica Rizzitano – “poi ci sono esercizi più specifici dedicati a respirazione e volume da eseguire affiancati ad un professionista”.

Ascolta qui l’intervista integrale

Prima giornata nazionale del Made in Italy, fra tradizione e innovazione: “il 50% dei mestieri del futuro ancora non esiste”

Si celebra oggi – nel giorno dell’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci, il 15 aprile 1452 – la prima giornata nazionale del Made in Italy.
Nata da un disegno di legge, collegato alla legge di bilancio 2022, l’obiettivo quello di valorizzare i prodotti d’eccellenza del territorio, preservando la cultura nazionale e stimolando la crescita economica in armonia con il mercato interno.

Un modo per avvicinare i giovani a questo mondo e valorizzare le nostre eccellenze: dall’artigianato che conta 47mila imprese e 150mila addetti, ai macchinari, chimica e farmaceutica, ma anche il food e la moda” – racconta ai microfoni di Radio Babboleo il segretario generale di Confartigianato Genova Luca Costi – “mestieri legati a lavorazioni antiche ma anche molto moderne. Il 50% dei mestieri del futuro ad oggi non ci sono ancora, quindi serve inventiva e capacità di acquisire competenze per realizzare il proprio sogno”.

Intanto da settembre a Genova il primo liceo del Made in Italy all’Istituto Firpo-Buonarroti. “Stiamo studiando l’impostazione di questo nuovo liceo che coniugherà l’attività umanistica con approfondimenti in senso economico, giurisprudenziale e comunicativo, ma anche materie nuove più specifiche di un settore di conoscenza del territorio e delle opportunità che questo può offrire” – racconta Gabriella Corvo, insegnante del Firpo-Buonarroti – “la particolarità questo connubio tra umanesimo e la parte più STEM, un approfondimento essenziale ed unico nel quadro attuale dei licei”.

Giornata per la donazione di organi, “finalmente una vita normale”

“Dopo due trapianti, ora sta funzionando egregiamente e la vita ritorna nella sua normalità” – racconta ai microfoni di Radio Babboleo Fausto Repetto, presidente Associazione nazionale emodializzati sezione della Spezia in occasione della giornata nazionale per la donazione di organi che si celebra il 14 aprile – “passare dalla dialisi ad un trapianto funzionante vuol dire tornare alla normalità”.

Un batterio da streptococco che ha colpito entrambi i reni a portarlo in dialisi. Solo dopo diversi anni il primo trapianto che non funzionò molto bene, poi nel 2008 un nuovo trapianto che ha fatto la differenza. “Dietro ai numeri ci sono persone che aspettano per anni un organo, il donare è il miglior atto di altruismo” – continua Repetto – “dovremmo investire di più in Liguria nelle neurochirurgie per mettere dottori che facciano solo lavoro di sensibilizzazione per la donazione perchè un paziente in dialisi costa migliaia di euro al mese, con il trapianto regali autonomia”.

Giunto alla 27esima edizione, l’evento promosso dal ministero della Salute è l’occasione per far riflettere sull’importanza di questo gesto solidale anche in Liguria.

Ascolta qui l’intervista integrale a Fausto Repetto

Genova, Sant’Agostino verso nuovo splendore: al via il progetto di riallestimento all’insegna del Medioevo

Corsa contro il tempo a Genova per la riapertura del complesso di Sant’Agostino, chiuso nel 2020 per motivi di sicurezza legati soprattutto alle criticità strutturali sui 790 metri quadrati di vetrate da sostituire. Lavori in corso nell’ex Chiesa, costruita alla fine del XIII secolo e poi sconsacrata a seguito delle leggi napoleoniche sulla soppressione degli ordini religiosi. Un masteplan nell’anno Ianua-Genova nel Medioevo che vedrà la riapertura dell’area al pubblico il 30 maggio prossimo con esposizione delle opere medievali nell’ex chiesa.

Un primo spazio immersivo grazie ad una proiezione multimediale che consentirà al visitatore di entrare nel contesto culturale del Trecento genovese, poi una “foresta di capitelli” con oltre 60 esposti in marmo di Carrara e una sequenza tematica per conoscere la cultura, la politica, la devozione religiosa e l’autocelebrazione delle famiglie genovesi attraverso le principali opere che la città ha conservato. Questo il progetto di restyling dopo 40 anni dalla prima apertura al pubblico del museo.

La seconda fase della riapertura, prevista entro novembre, riguarderà il deposito dei marmi: innumerevoli frammenti scultorei e architettonici conservati nei depositi del museo di Sant’Agostino, tornano a disposizione dei visitatori. Nel 2025 sarà poi riaperto il chiostro quadrangolare – dopo il restauro delle vetrate, della pavimentazione e del giardino interno – dove verranno riallestite le opere medievali, in quella che sarà la nuova sezione museografica dedicata al rapporto di Genova con l’Oriente.

“Si riapre per poter ricollocare le tantissime opere del Museo di Sant’Agostino e far si che si possano avviare i lavori di restauro“- spiega l’architetto Giovanni Tortelli “tra le opere più importanti la Margherita di Bramante, il frammento dell’importante monumento che Arrigo VII ha voluto erigere per la moglie defunta a Genova“.

“Una vera e propria gemma del nostro centro storico che racconta la storia millenaria della nostra città” – dice il Sindaco di Genova Marco Bucci – “ora un cantiere in corso, ma è sempre un motivo di emozione. La nostra città potrà finalmente riappropriarsi dell’intero complesso per riscoprire anche questa parte della nostra storia”.

Grande intervento che punta a diventare un unicum” – racconta il vicesindaco Pietro Piciocchi – “Costi molto consistenti di oltre 10milioni di euro, con risorse che stiamo via via trovando con l’obiettivo di riaprire tutto nel giro di due anni”