Italo Vallebella

Italo Vallebella è il direttore della testata giornalistica di Radio Babboleo. Laureato in Giurisprudenza lavora a Babboleo dal 2010 di cui è anche conduttore. Nella sua carriera si è occupato prevalentemente di sport, ma anche di attualità della Liguria.

Italo Vallebella

Paolo Chiarino, il “ligure di adozione” che ha conquistato il Lago di Garda

Paolo Chiarino ce l’ha fatta. Il meteo non lo ha aiutato, ma il lombardo (ligure di adozione) che è tesserato per il Panathlon di Recco ha centrato l’impresa di coprire in 42 ore il perimetro del lago di Garda, lungo 160 chilometri. Assieme a Vincenzo Catalano era partito venerdì mattino e ha concluso il perimetro del Lago di Garda nella notte tra sabato e domenica. Chiarino e Catalano volevano stare al di sotto delle sessanta ore, ci sono riusciti agevolmente praticando la disciplina dello swimrun dove si corre e si nuota. «Il primo giorno è andato tutto bene – racconta Chiarino -. Ma il sabato le condizioni meteo sono peggiorate nettamente. C’era troppo vento e nuotare era impossibile. Così abbiamo deciso di proseguire di corsa». L’impresa, oltre ad essere una prova di resistenza, è servita anche a raccogliere fondi per l’Associazione Bambino Emopatico che da più di trent’anni collabora con il reparto di onco-ematologia pediatrica degli ospedali civili di Brescia.

Chiarino racconterà la sua esperienza sul lago di Garda oggi, martedì 6 ottobre, alle 13,30 al Salone Nautico di Genova. Ma qui parlerà anche del suo prossimo obiettivo: una nuotata di mille metri (forse anche qualcosa di più) al nord delle Svalbard, verso il Polo Nord, a maggio 2021 con una temperatura dell’acqua sotto lo zero, senza muta. Un’esperienza simile a quella vissuta nel Circolo Polare Artico, in Siberia, nel dicembre del 2018.

Ascolta l’intervista che Paolo Chiarino ha rilasciato a Babboleo News dopo l’impresa:

Il Lago di Garda a nuoto e di corsa: la nuova impresa di Paolo Chiarino

Percorrere il perimetro del Lago di Garda, 160 chilometri, a nuoto e di corsa. E’ l’impresa che tenteranno da venerdì a domenica Vincenzo Catalano e Paolo Chiarino. Quest’ultimo, 54 anni, vive in Lombardia, ma originario della Liguria, ha una seconda casa a Recco ed è tesserato per il gruppo triathlon locale. Chiarino è famoso per aver nuotato per un chilometro e solo con il costume (della Pro Recco di pallanuoto) nei mari del Polo Sud. Ma al suo attivo tante imprese al limite che, tra l’altro, racconterà al Salone Nautico di Genova il prossimo 6 ottobre. Intanto ecco questa nuova sfida del perimetro del lago di Garda osservando le regole di quella disciplina sportiva che si chiama Swimrun. L’impresa ha anche uno scopo benefico: raccogliere fondi per l’Associazione del Bambino Emopatico. Abbiamo chiacchierato di tutto questo proprio con Paolo Chiarino. Ascolta l’intervista.

Gli hacker etici d’Italia si sfidano, ci sono anche quelli dell’Università di Genova

Sarà una finale diversa da quella delle scorse edizioni: si svolgerà per la prima volta online la gara conclusiva di CyberChallenge.IT, il programma italiano di formazione per i giovani talenti della sicurezza informatica, organizzato dal Laboratorio Nazionale Cybersecurity del Cini – Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica.

L’Università di Genova, con i propri docenti, è coinvolta nel progetto partecipando attivamente allo svolgimento del percorso di selezione e formazione. Il progetto è anche un’occasione per promuovere nelle scuole le discipline informatiche e, in particolare, quelle legate ai temi della sicurezza informatica.

Giunta alla quarta edizione, la gara costituisce l’evento finale del corso di formazione e sviluppo di competenze specialistiche legate al mondo della cybersecurity che ha coinvolto 560 allievi, tra i 16 e i 23 anni, da gennaio a maggio.

Nonostante la pandemia globale, a causa della quale l’evento sarà in remoto, gli hacker etici del laboratorio si confronteranno comunque, l’1 ottobre, in una gara di tipo CTF (Capture the Flag), durante la quale dovranno sfruttare tutte le proprie competenze nei campi della crittografia, della sicurezza delle reti e delle infrastrutture hardware e software. A questa prenderanno parte le squadre di ciascuna delle 28 sedi che hanno partecipato al progetto (26 università, il Centro di Competenza Cybersecurity Toscano e il Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino).

Nel secondo giorno di attività, il 2 ottobre, gli otto team risultati migliori nella giornata precedente esporranno delle presentazioni divulgative legate al mondo della sicurezza informatica di fronte a una giuria composta da istituzioni, esperti di comunicazione e da un rappresentante delle aziende sponsor.

I migliori tra gli hacker etici che emergeranno durante CyberChallenge.IT potranno essere successivamente invitati a far parte di TeamItaly, la Squadra Nazionale di Cyberdefender, che partecipa annualmente alla European Cybersecurity Challenge (Ecsc) e che nell’ultima edizione, lo scorso ottobre a Bucarest, ha conquistato il podio meritando il secondo posto.

Il Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del CINI coordina attività di ricerca, sviluppo e formazione sui temi della sicurezza informatica a livello nazionale e internazionale per aiutare il sistema paese a essere più resiliente alle minacce cibernetiche. Il Laboratorio si impegna quindi a migliorare le misure di protezione della pubblica amministrazione e delle imprese da attacchi informatici supportando anche i processi di definizione degli standard e dei framework metodologici a livello nazionale.

Treno per la Liguria fermo in galleria per cinque ore a Tortona, i passeggeri: “Un’Odissea”

«Eravamo soli, al buio, senza aria condizionata e soprattutto senza informazioni. E tutto questo è durato cinque ore». Il racconto di quello che doveva essere un normale viaggio in treno dalla Lombardia alla Toscana, passando attraverso la Liguria, e che invece si è trasformato in una Odissea, arriva dai passeggeri dell’Intercity 35667 che era partito in orario da Milano ieri alle 18,05. Ma poco dopo la stazione di Tortona, nel territorio del Comune di Cassano Spinola, il treno ha subito un guasto tecnico e per 200 passeggeri è iniziata una disavventura che si è protratta fino a mezzanotte e mezza, quando la polfer e i vigili del fuoco sono riusciti a traferire i passeggeri, attraverso varie passerelle, su un Frecciarossa che si era affiancato al convoglio guasto.

«E’ stata un’esperienza terribile – raccontano alcuni passeggeri -. Non avevamo notizie, essendo in galleria molti telefonini non prendevano, la polfer telefonava ai passeggeri perché non riusciva a parlare con il personale di bordo. C’era gente che non si è sentita bene, altre che sono state prese dal panico. E nessuno ci diceva nulla. I controllori ogni tanto passavano, sembravano trafelati. Per il resto, però, nulla: nessuna informazione. E’ andata bene che qualcuno alla fine non si sia sentito male davvero. Ed è incredibile come siamo stati lasciati dentro a quel treno per così tanto tempo. Ci siamo sentiti quasi sequestrati».

Trenitalia racconta così l’episodio:«I tempi si sono allungati perché fino ad un certo punto c’era la speranza concreta che il macchinista potesse far ripartire il treno. Quando però è stato verificato che ogni tentativo era vano, abbiamo organizzato i soccorsi».

A causa del convoglio guasto tutto il traffico per la Liguria è rimasto paralizzato. I treni in quella direzione, così, hanno accumulato ritardi fino a oltre cinque ore.

Trenitalia ha già disposto il rimborso totale dei biglietti per chi era sul treno guasto, ma anche per tutti i Frecciarossa, i Frecciabianca e gli Intercity che sono rimasti bloccati. Il rimborso potrà essere richiesto da domani nelle varie biglietterie di Trenitalia.

Intelligenza artificiale contro il Covid, Google premia un progetto dell’IIT

Il progetto si chiama “AI for Covid-19 prognosis” e si propone di aiutare lo staff medico nella lotta al Covid-19 tramite l’intelligenza artificiale. Lo ha realizzato un team di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova guidato da Diego Sona. Per questo progetto ora arriva un finanziamento di Google.

Il software, grazie agli algoritmi ideati e sviluppati in IIT, potrà eseguire diagnosi e prognosi più veloci partendo da dai dati clinici dei pazienti e da una semplice radiografica toracica. In questo modo il personale medico potrà ottimizzare il processo di ospedalizzazione e i flussi di pazienti in terapia intensiva. Lo strumento baserà le sue analisi a partire da diverse centinaia di radiografie toraciche provenienti da vari ospedali italiani. Lo scopo dello strumento sarà quello di riconoscere la presenza di infezioni polmonari e prevederne il decorso a partire dall’analisi delle opacità a vetro smerigliato (GGO) identificate nelle radiografie.

Queste opacità sono associate alla presenza dell’infezione del virus Sars-Cov-2 e sarebbero identificabili più facilmente mediante tomografia computerizzata. Tuttavia tale tecnica diagnostica, diversamente dalle unità radiografiche, richiede tempi di sanificazione lunghi e non sempre è disponibile nelle strutture ospedaliere. Il progetto “AI for COVID-19 prognosis” , grazie ad algoritmi di deep learning potrebbe rendere l’analisi delle radiografie idonea per una attività diagnostica e predittiva, del decorso della malattia, efficiente, veloce ed affidabile.

“Per una realtà come IIT, che svolge ricerca a partire dai bisogni della società, è fondamentale mettere le proprie competenze al servizio di questa emergenza sanitaria” afferma Alessio Del Bue, Responsabile della linea di ricerca PAVIS di IIT “Siamo davvero onorati che Google ci abbia selezionati come unica realtà in Italia per questo finanziamento che ci permetterà di portare a termine questo progetto nel più breve tempo possibile” conclude Del Bue.

“Il settore clinico si è trovato a fronteggiare l’emergenza coronavirus senza strumenti efficaci per combatterlo” racconta Diego Sona responsabile del progetto. “Ora più che mai la ricerca interdisciplinare e la pratica clinica devono lavorare in modo congiunto per affrontare le emergenze sanitarie. In quest’ottica, il nostro software sarà reso disponibile a tutti e opensource, in modo che altri nel mondo, siano essi sviluppatori o operatori sanitari, possano usarlo e migliorarlo a beneficio di tutti” conclude Diego.

I fondi stanziati per l’iniziativa “COVID-19 AI for Social Good” fanno parte dell’impegno di 100 milioni di dollari di Google.org per fronteggiare la pandemia COVID-19. Le organizzazioni e gli istituti di ricerca sono stati selezionati, per il finanziamento dei progetti, attraverso un processo di revisione equo e basato sul merito. L’iniziativa ha finanziato progetti riguardanti le aree chiave in cui le ONG e le istituzioni accademiche hanno identificato un bisogno maggiore, ponendo un’attenzione particolare alle soluzioni applicabili a breve termine e a vantaggio delle popolazioni più vulnerabili. Tali aree includono la tutela del diritto alla salute, il monitoraggio e la previsione della diffusione delle malattie, il supporto degli operatori sanitari in prima linea, gli effetti secondari sulla salute pubblica e l’impegno relativo al tracciamento dei contatti nella massima tutela della privacy.

“È straordinario vedere come i principali esponenti di settori e aree di competenza così diversi tra loro si siano riuniti, in ogni parte del mondo, in questo momento critico della nostra storia”, ha affermato Brigitte Hoyer Gosselink, Head of Product Impact per Google.org. “Google.org è orgogliosa di sostenere l’impegno di questi ricercatori e organizzazioni non profit mentre lavorano insieme per comprendere e affrontare meglio gli effetti a breve e lungo termine della pandemia COVID-19, e contribuire a stabilire soluzioni più eque per garantire che tutti abbiano accesso alle informazioni e alle risorse di cui hanno bisogno.”

Il progetto “AI for COVID-19 prognosis” prevede l’assunzione di un ricercatore che, supportato dal team IIT ideatore del progetto, si dedicherà per i prossimi 12 mesi a tempo pieno allo svolgimento del progetto in modo che ogni realtà clinica a livello globale la possa implementare nella pratica ospedaliera.

Maltempo in Liguria, domani mareggiate tra Portofino e Sarzana

Oggi e domani la pioggia. Da domani, però, occhio al mare in Liguria soprattutto sulla riviera di levante. La coda di questa ondata di maltempo produrrà una mareggiata intensa. “Non un fenomeno intenso come quello di due anni fa – precisano da Arpal -, ma comunque significativo”. Nel dettaglio il mare, sospinto da un vento prevalentemente di libeccio, inizierà ad alzarsi dalla metà giornata di domani, venerdì 25 settembre, proseguirà tutta la notte e fino a sabato. “Le onde avranno un’altezza media di 4 metri – dicono ancora i previsori di Arpal – e un periodo massimo dalla serata di venerdì con valori superiori ai dieci secondi. Sarà quindi una mareggiata con onde di tipo oceanico. Il fenomeno sarà più intenso rispetto a quello di fine agosto, ma inferiore a quello dell’ottobre 2018”.

La mareggiata interesserà soprattutto la costa del levante da Portofino a Sarzana. Attenzione però perché le onde si abbatteranno con una certa forza anche nel tratto tra Portofino e Genova. Il ponente, invece, risulterà maggiormente protetto. Probabile, vista la rotazione dei venti nella serata di domani, che al tramonto la tramontana renda più spettacolare la mareggiata “scontrandosi” con la cresta delle onde. Ma si tratterà di un fenomeno da osservare a distanza di sicurezza.